Corriere dello Sport

Pioli spinge «Olivier top ma non basta»

- Di Pietro Guadagno e Antonio Vitiello MILANO

Due su due, e non era scontato. Dopo 180’ di campionato, infatti, il Diavolo ha messo insieme 6 punti, superando in modo netto avversari di spessore e non certo di comodo, come Bologna e Torino. Il modo migliore, insomma, per arrivare all’ultimo rush del mercato. Taremi, infatti, resta ancora un obiettivo. L’idea è migliorare l’organico inserendo un ultimo colpo e, di recente il club di via Aldo Rossi ha riallaccia­to il dialogo con l’entourage dell’iraniano e con il Porto. Nei primi giorni della settimana la dirigenza potrebbe presentare una proposta economica, tra i 10 e 12 milioni, o comunque inferiore ai 15, per convincere la squadra portoghese a lasciar partire l’attaccante. Taremi ha già un accordo di massima con il Milan da almeno un mese. Il vero problema è la resistenza del Porto, che continua a chiedere 25 milioni di euro per lasciarlo partire. Taremi, però. ha già comunicato di non voler rinnovare il suo contratto in scadenze nel 2024, dunque a fine stagione potrebbe andare via gratis. Fase di riflession­e per i lusitani: se dovessero abbassare le pretese attorno ai 15 milioni, il Milan sarebbe pronto a fiondarsi sull’iraniano per completare il reparto, e a quel punto Lorenzo Colombo andrebbe in prestito al Monza. Ieri sera sugli spalti di San Siro, ad assistere a Milan-Torino, c’erano anche i dirigenti del Lione, intenziona­ti a provarci per Krunic, blindato, però, da Pioli: «Resta».

UN CENTRAVANT­I? MAGARI...

Sempre il tecnico rossonero ha tenuto aperta la porta ad un nuovo arrivo. «Giroud è

un grandissim­o giocatore, ma quando giocheremo anche in Champions, per essere competitiv­i, occorrerà tenere alto il livello della prestazion­e – ha spiegato -. E nessuno può garantire il 100% per tutta la stagione. Significa che più soluzioni abbiamo e meglio è. Ora la squadra è al completo, poi si vedrà. La società è sempre molto attenta alle occasioni». Chi non è così d’accordo è il diretto interessat­o, ovvero Giroud: «Non sono un dirigente. Questo è un grande gruppo e non so se ci sia bisogno di un altro gocatore: secondo me siamo a posto così».

ASPETTARE MAI.

Intanto, per quanto si è visto con il Torino, Pioli può già essere soddisfatt­o: «Abbiamo mostrato passi in avanti rispetto a Bologna. Dobbiamo continuare così, conoscendo­ci meglio e diventando sempre più squadra. Non ci piace aspettare o lasciare palleggiar­e gli avversari. Stasera (ieri, ndr), siamo stati belli compatti, la pressione degli attaccanti ci ha favorito. Tante cose hanno funzionato e in altre dobbiamo migliorare». Deluso Juric: «E' stato il peggio Toro della mia gestione».

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LAPRESSE Stefano Pioli, 57 anni

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