Corriere dello Sport

Ranieri comanda «Voglio praticità»

Cresce l’attesa, tutto esaurito a Cagliari

- Di Giuseppe Amisani CAGLIARI

«Correre. Dobbiamo correre tanto, contro chiunque. E guai a cercare di essere belli perché non è il mio modo di giocare il calcio. Io voglio essere pratico». Il suo Cagliari è stato tra le squadre che hanno macinato il maggior numero di chilometri in campo nella prima giornata di campionato ma l’arrivo dell’Inter di Simone Inzaghi impone altri straordina­ri alla squadra di Claudio Ranieri. «Se ero curioso alla vigilia della sfida al Torino, ora lo sono doppiament­e: affrontiam­o la squadra che ha fatto la finale in Europa, una delle migliori in Italia e che sta facendo delle cose incredibil­i per andare a caccia della seconda stella. Per noi sarà un banco di prova difficile ma allo stesso tempo stimolante, siamo pronti perché sappiamo a cosa andiamo incontro».

Il tecnico: «Sarà stimolante sfidare una squadra di campioni Luvumbo? Ha fantasia, mi piace»

L’ATTESA. Dopo le prove generali contro i granata, per gli isolani sarà subito tempo di mettersi alla prova. E questa volta di farlo contro una delle prime della classe. Contro la quale non saranno ammesse sbavature. «Ogni allenatore studia l’avversario e cerca di farlo giocare in modo sporco, non idoneo, per poi provare a sua volta a giocare. Noi affrontiam­o una squadra che nelle ultime 14 partite ne ha vinte 12, quindi sappiamo bene cosa significa. Ma abbiamo voglia di provarci, pur sapendo che anche quando fai la partita perfetta, ti trovi di fronte dei campioni che con un episodio possono risolvere la gara». E allora l’attenzione dei rossoblù dovrà essere ancora più alta visto che ogni disattenzi­one potrebbe costare molto cara. «Le difficoltà ci sono perché loro sono bravi in tutto ma anche noi cercheremo di crearne qualcuna a loro».

LA SPINTA. A provare a limare il gap tra le due formazioni ci penserà ancora una volta il pubblico di una Unipol Domus che sarà gremita in ogni ordine di posto. Il “soffiarci dietro” tanto caro a Ranieri dovrà essere la costante di novanta e più minuti giocati al massimo delle possibilit­à. In attesa di quel guizzo che magari potrà decidere l’incontro. E con la speranza che a farlo sia uno dei suoi giocatori, con Luvumbo che potrebbe essere l’indiziato numero uno. «Ha detto che i difensori iniziano a conoscerlo? Io nei primi sei mesi che l’ho allenato non ho ancora chiara quale sia la sua forza (ride, ndr). Lui è uno fantasioso e non sai mai quale giocata possa fare. È imprevedib­ile e io lo apprezzo solo per questo». Oltre all’imprevedib­ilità, vuole aggressivi­tà e massima concentraz­ione dai suoi per cercare di ottenere un risultato clamoroso. «Loro ci mettono le qualità, io devo tirare fuori dai ragazzi la mentalità giusta in modo che lottino su ogni palla. Ci sono giocatori che arrivano ad alti livelli perché lottano e uniscono questo atteggiame­nto alla qualità. Voglio un Cagliari così, determinat­o e volitivo».

«Guai a cercare di essere belli perché non è il mio modo di giocare»

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LAPRESSE Claudio Ranieri, 71 anni, allenatore del Cagliari

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