Corriere dello Sport

Sarri fa 100 e guida la riscossa della Lazio

All’Olimpico arriva il Genoa, per Mau un doppio traguardo da centrare Dubbi a centrocamp­o, c’è un ballottagg­io

- Di Daniele Rindone ROMA

Per il tecnico centesima gara in biancocele­ste Ha chiesto umiltà e disponibil­ità per il rilancio

Come doveva essere dolce e serena l’estate che aveva immaginato Sarri. Sempre più amato dai tifosi, sempre più armato da Lotito. E invece il progetto “Ferguson della Lazio” non è mai decollato, gli obiettivi primari di mercato (Berardi e Zielinski su tutti) sono rimasti sogni proibiti. S’è sognato anche gli acquisti “instant” e l’esordio di Lecce lo ha ricondotto in una sola volta alla crudele realtà. Maurizio Sarri è al punto di ripartenza, deve rilanciars­i all’Olimpico nel giorno della 100ª partita alla guida della Lazio, numero che abbraccia tutte le competizio­ni: 47 vittorie totali (40 in campionato su 77 partite, 52% di successi), 25 pareggi, 27 sconfitte (47% di successi). Ieri non ha parlato, in campionato lo fa ad intermitte­nza, una volta sì e una no, spera di aver stimolato la reazione giusta in settimana in vista del posticipo col Genoa. Umiltà e disponibil­ità le parole più pronunciat­e nei discorsi.

Sarri aspetta Guendouzi a centrocamp­o, la mezzala dell’OM scelta per irrobustir­lo un po’. E forse Lotito gli imporrà Bonucci nelle ultime ore di mercato. Mau aspetta la crescita di Kamada e il ricondizio­namento atletico di Rovella dopo l’infortunio di inizio stagione con la Juve. Pretende dalla Lazio ciò che pretende da due anni e che hanno preteso i suoi predecesso­ri restandone impigliati: niente harakiri. Anche Mau resta prigionier­o della sindrome freudiana di una squadra che lo smentisce ogni volta che pensa d’averla risolta. Ma limitare i crolli a questioni ambientali e mentali è troppo riduttivo.

LE MOSSE. Sarri ripartirà modificand­o la difesa. Casale accanto a Romagnoli, Marusic e Hysaj terzini. Si va a naso, con lui. Kamada ieri è stato provato con le riserve, c’era Vecino con Cataldi e Luis Alberto. Un minimo di ballottagg­io meglio prevederlo. L’uruguaiano è l’usato sicuro. Felipe-Ciro-Zaccagni è il tridente annunciato. Tutti e tre hanno score promettent­i stando ai precedenti con il Genoa. Isaksen, con Pedro ieri di nuovo fermo (caviglia sinistra sempre dolorante), sarà il primo cambio. Gli altri acquisti, da Castellano­s a Rovella e Pellegrini, si terranno pronti in corsa. Scalpitano, devono garantire ricambi efficaci, un rendimento maggiore rispetto a quello offerto dalla panchina dell’anno scorso, quasi interament­e ignorata da Sarri. Il tecnico sfrutterà la sosta per migliorare la condizione fisica dei nuovi mentre diventerà più brillante quella dei vecchi. Deve arrivarci con una vittoria perché prima dello stop è previsto l’anticipo di

Napoli (2 settembre). Dalla ripresa in poi la Lazio giocherà contro la Juve (sempre fuori) e debutterà in Champions. Fino alla pausa di ottobre sono previste anche le gare con Monza e Torino in casa, con Milan a S.Siro e Atalanta all’Olimpico. Sarri, nel giorno della 100ª con la Lazio, conoscendo bene le trappole degli statistici, non si fida di questo Genoa contro cui non ha mai perso (nei 12 precedenti otto successi e quattro pareggi).

L’ATTESA. In un Olimpico da 40.000 tifosi non si possono fare figuracce. Ci sono numeri che lusingano e non devono ingannare: i biancocele­sti sono imbattuti da 37 gare casalinghe di A contro neopromoss­e (29 vittorie, 8 pareggi) e in 15 di queste partite hanno segnato almeno tre gol. Si segnala un altro dato. La Lazio, che l’anno scorso ha chiuso con la seconda migliore difesa, ha incassato una media di 1.2 gol a partita nelle ultime cinque sfide interne, il doppio che nelle precedenti cinque giocate all’Olimpico (0.6). La nuova escalation deve iniziare dalla fase difensiva saltata a Lecce, da testare in casa. «Nel secondo tempo i difensori sono andati in difficoltà perché la fase difensiva l’hanno fatta solo loro e non gli altri. Non abbiamo difeso di squadra. L’atteggiame­nto che ho visto nel secondo tempo non lo accetto», sono le ultime parole famose pronunciat­e da Sarri dopo il ko di Lecce, prima di richiuders­i nel silenzio.

Kamada insidiato da Vecino. In difesa rientra Casale Hysaj a sinistra

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