Corriere dello Sport

4x100 ITALIA, ARGENTO VIVO

Che giornata per la Nazionale: bravissime anche le nostre ragazze, che chiudono quarte 40 anni dopo Mennea, strepitosi Rigali, Jacobs Patta e Tortu: solo gli Usa più veloci. Marcell: «Ho fatto fatica, ma dentro avevo l’energia del gruppo»

- Di Franco Fava BUDAPEST

Quarant'anni dopo l'argento di Tilli, Simionato, Pavoni e Mennea ai primi Mondiali di Helsinki sulla scia degli Stati Uniti (guidati da Carl Lewis), e due anni dopo il trionfo olimpico di Tokyo, la 4x100 azzurra torna ha illuminare la scena dello sprint mondiale. Non quello individual­e, ma di squadra. Nella notte magica di Budapest sono stati Roberto Rigali, Marcell Jacobs, Lorenzo Patta e Filippo Tortu a centrare, quando nessuno ci credeva più fino a pochi giorni fa, un altro argento sempre alle spalle degli Usa. Non era l'unica impresa a rendere magica la notte di Budapest: pochi minuti dopo (e 24 ore dopo l'impresa del record italiano portato 42”14) anche le ragazze lanciate da Zaynab Dosso, con Dalia Kaddari, Anna Bongiorni e Alessia Pavese, si sono superate sfiorando il podio dietro gli Usa dell'iridata Jackson (al record dei campionati con 41”03), la Giamaica della fresca campioness­a mondiale dei 200 Jackson (41”21) e le britannich­e (41”97).

LA BELLA GIOVENTU’.

Ci siamo battuti con la più bella e veloce gioventù del mondo. Abbiamo combattuto fino all'ultimo, senza commettere errori ai cambi con meccanismi che sono la nostra forza. Gli Usa di Kerley e Lyles hanno vinto, ma non stravinto. «Quando siamo scesi in pista sapevamo di poter andare sul podio. Siamo i campioni olimpici e conosciamo il nostro valore: ho fatto fatica ma dentro avevo l'energia del gruppo», la gioia di Jacobs.

Mentre Kerley, in seconda frazione con Jacobs, bisticciav­a nel cambio con Carnes, i nostri passaggi filavano via lisci. Era stato Rigali a lanciare Marcell, l'amico delle prime volate giovanili sui 100, con un altro tempo di reazione fulminante (0.146); l bicampione olimpico si è lanciato percorrend­o i circa 100 metri dei 130 percorsi della sua frazione in 8”8, bruciando 12 metri al secondo. Senza esitazione il passaggio in curva con Patta, che dalla prima frazione di Tokyo era stato saggiament­e spedito all'ultima curva. Qualche timore per Tortu, dopo il disastro nelle batterie dei 200, subito fugati nell'ultima frazione di venerdì. Il brianzolo ha afferrato il bastoncino con un piccolo margine di ritardo su Lyles, e anche sul giamaicano Watson e il britannico Amo-Dadzie, gente da 9”90. Ma ha tenuto testa a entrambi, meno che a Lyles che esultava per la tripletta riuscita finora solo a Greene, Gay e Bolt. Da tempo in bilico tra 100 e 200, Filippo ha ritrovato la sua vera dimensione come ultimo impareggia­bile ultimo frazionist­a: «Sul traguardo ho sentito il cuore esplodere. Che gara!».

FILIPPO.

C'erano 1.680 soluzioni per tirare dal cilindro la

formazione più forte e coesa. Nemmeno un mago sarebbe riuscito a trovare quella giusta. C'è riuscito invece Filippo Di Mulo, che aveva guidato e istruito il quartetto d'oro due anni fa all'Olimpiade di Tokyo. Assistito da Giorgio Frinolli, il responsabi­le Nazionale della velocità ha guardato in faccia gli 8 sprinter a sua disposizio­ne e poi ha scelto quelli più motivati.

A CACCIA. Non è stato facile andare a segno: fino ai primi di luglio ancora andavano a caccia dello standard di qualificaz­ione con il fardello di un Mondiale e un Europeo in cui avevamo mancato la finale. Il rientro in pompa magna di Jacobs ha galvanizza­to tutti. Venerdì il tempo più veloce al mondo quest'anno (37”65) in qualificaz­ione, ieri 37”62, crono secondo solo al record italiano di 37”50 a Tokyo. «Non siamo una squadra, ma fratelli: questa medaglia per me vale forse anche più di quella di Tokyo», dice Patta. Dopo gli argenti del 1983 e 2023, con il bronzo del 1995, appuntamen­to a Tokyo 2025 per un altro podio dei i nostri fratelli volanti.

Patta: «Non siamo una squadra, ma molto di più. Noi siamo fratelli»

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La 4x100 uomini: Jacobs, Rigali, Tortu e Patta Sotto 4x100 donne: Bongiorni, Dosso, Kaddari e Pavese
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ANSA Per Lyles (26) è il 3° oro
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