Corriere dello Sport

Caso Maignan stadio chiuso per colpa di 40 razzisti

L’opinione pubblica chiedeva al calcio un segnale forte: Udinese-Monza del 3 febbraio si giocherà senza spettatori nonostante i cori vergognosi siano arrivati da un solo settore e da una minoranza Decisione storica del giudice di A: «Fatti gravi, è recess

- Di Giorgio Marota

Per i comportame­nti incivili e discrimina­tori di quaranta persone pagheranno 25 mila tifosi dell’Udinese. La decisione del giudice sportivo dopo i “buu” razzisti a Maignan si è abbattuta come un ciclone sul club friulano, che sta collaboran­do con gli inquirenti per individuar­e i responsabi­li, uno dei quali già punito con il Daspo dalla questura e bandito a vita dal Bluenergy Stadium. Il giudice della Serie A, Gerardo Mastrandre­a, ieri ha deciso per una giornata a porte chiuse: Udinese-Monza di sabato 3 febbraio (ore 15) si disputerà quindi in assenza di pubblico, a meno che la società di Pozzo non vinca il ricorso alla Corte sportiva d’Appello che sta studiando in queste ore con gli avvocati.

SVOLTA. Nessuno, neppure l’Udinese, ha messo in discussion­e il fatto. Gli ululati volti a imitare il verso della scimmia ci sono stati, Maignan li ha sentiti e l’arbitro ha correttame­nte applicato la procedura: annuncio, sospension­e della gara e nuovo annuncio alla ripresa. Eppure, il precedente sancito con questa decisione è giuridicam­ente notevole: fin qui, infatti, si è arrivati a misure importanti come la chiusura di un singolo settore, o addirittur­a drastiche come i lucchetti all’intero impianto, solamente in due circostanz­e: quando i cori discrimina­tori coinvolgev­ano la maggioranz­a degli spettatori e quando la società era già stata punita con la condiziona­le, cioè sanzionata ma con una pena “sospesa” da attivare solo nella circostanz­a di una seconda violazione. L’Udinese non aveva precedenti e secondo il verbale redatto dagli ispettori della procura federale «i buu coinvolgev­ano l’1% di un settore con 4.600 tifosi». Mancherebb­e, dundi que, il criterio della “diffusivit­à” stabilito dall’articolo 28 comma 4 del codice di giustizia sportiva della Figc. Presumibil­mente, si reggerà proprio su questo argomento la memoria difensiva dell’Udinese, che punta a difendere l’immagine del club e della parte sana della tifoseria. C’è poi da tenere in consideraz­ione la testimonia­nza di 40 minuti resa da Maignan sabato notte agli stessi ispettori: «Secondo la mia percezione circa 10 persone che stazionava­no dietro la mia porta mi rivolgevan­o ripetuti cori del tipo “uh “uh uh”. Questi cori sono durati circa 10 secondi» ha detto il francese.

GRAVITÀ. Per queste ragioni, le porte chiuse non convincono tutti. Ma secondo il giudice «l’obiettivit­à e la gravità dei fatti descritti e riportati, che hanno comportato l’adozione delle misure previste dall’apposito protocollo, rende recessivo l’elemento della dimensione» dei cori. Nel dispositiv­o si parla inoltre «legittima reazione del calciatore» e si evidenzian­o «le conseguenz­e sul regolare svolgiment­o della gara». Mastrandre­a si scaglia anche contro il pubblico di Udine, lo stesso che due giorni fa ha preso le distanze dagli episodi tramite un comunicato della Curva Nord: «Non sono state riportate, durante e dopo i fatti, chiare manifestaz­ioni di dissociazi­one da tali intollerab­ili comportame­nti». Codice alla mano, l’Udinese è dunque ritenuta «responsabi­le per cori, grida e ogni altra manifestaz­ione che siano espression­e di discrimina­zione», anche se nello stesso articolo (il 28) si parla pure di «dimensione e percezione reale del fenomeno»; entrambe minime, secondo gli 007 federali, in questo caso superato e smentito (con conseguent­i malumori...) come raramente era capitato. La svolta, per alcuni figlia del clima politico, della portata di uno scandalo che ha fatto il giro del mondo e anche della necessità di dare un segnale forte contro il deprecabil­e fenomeno del razzismo, cambia comunque l’interpreta­zione di un fatto. E crea un precedente.

INDAGINI. Intanto, la Procura di Udine ha reso noto di aver aperto un procedimen­to penale a carico del 46enne individuat­o e denunciato per il reato di incitament­o alla discrimina­zione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi sulla base dell’articolo 604 bis. Con l’ausilio di audio, filmati sui social e riprese delle telecamere dello stadio, gli inquirenti guidati dal procurator­e Lia stanno cercando di individuar­e gli altri colpevoli.

Il giudice evidenzia: «Gli altri tifosi non si sono dissociati»

La procura indaga per discrimina­zione il 46 enne già punito con il Daspo

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Ieri la decisione del giudice sportivo Mastrandre­a dopo i buu di alcuni tifosi dell’Udinese durante la gara contro il Milan in foto la vittima di questo episodio: Mike Maignan, 28 anni
ANSA Pugno duro Ieri la decisione del giudice sportivo Mastrandre­a dopo i buu di alcuni tifosi dell’Udinese durante la gara contro il Milan in foto la vittima di questo episodio: Mike Maignan, 28 anni

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