Corriere dello Sport

DDR nel deserto esordio all’estero

L’Al-Shabab festeggia 75 anni All’arrivo in Arabia i gialloross­i trovano però pochi spettatori

- Di Antonio Giordano INVIATO A RIYAD

Con la testa tra le nuvole, cinque ore per arrivare a Riyad e altrettant­e per tornare, c’è modo di pensare a ciò ch’è stato con il Verona, a cosa dovrà essere stasera (le 19.45 locali, in Italia le 17.45) nell’amichevole con l’Al-Shabab, soprattutt­o a cosa inventarsi per lunedì prossimo a Salerno, casa-Sabatini, un mentore o forse un guru o chissà cosa, certo un amico che lo stima tanto, che crede in lui. Il calcio 3.0 ha scadenze inaspettat­e, talvolta insospetta­bili, altre inevitabil­i: con l’Al-Shabab (che festeggia i suoi 75 anni invitando il pubblico sui social: «preparati ad una giornata intensa») fu deciso tutto un bel po’ di tempo fa, nell’epoca speciale di José Mourinho; ma certi appuntamen­ti - per oggi, e anche per l’anno prossimo: chiarament­e si vedrà in quale parte del calendario andare a sistemarlo sono pure incancella­bili, perché ovviamente portano danaro e visibilità internazio­nale di cui c’è sempre bisogno. E pazienza se bisogna comunque inventarsi un programma che disoriente­rebbe anche il più allenato ed impavido dei viaggiator­i: ieri la partenza intorno all’ora di pranzo romana, atterraggi­o a Riyad in piena sera, alle 20; trasferime­nto in albergo, il Narcissus Hotel, con una ventina di tifosi ad aspettare; sonnellino, risveglio (anche muscolare); partitina e poi di nuovo a Trigoria, però più o meno all’alba di domani. Gli affari sono affari e con gli arabi il business non dev’essere poi così spiacevole se porta a tutto questo, uno sforzo mica da

poco deve valerne la pena in termini economici.

SI STUDIA. La prima volta di DDR da allenatore all’estero è comunque un’emozione da sorseggiar­e lentamente e sarà pure una partita «finta» - necessaria per allenarsi, ripetere gli schemi, avanzare con le proprie idee da addobbare con i giocatori che ci sono (25 convocati, Dybala è rimasto a Trigoria, con Mancini, Spinazzola, Huijsen, Renato Sanches e Smalling) - ma comunque ha il potere di suggestion­are, di dare un’occhiata al Mondo con uno sguardo adesso diverso, di accomodars­i in questa suite in cui gioca Cristiano Ronaldo, dove sono appena andate in scena le finali delle Supercoppe di Spagna e d’Italia e dove dunque ci sono state due finalissim­e da tutto esaurito con il Real Madrid ed il Barcellona, con l'Inter e con il Napoli, con Ancelotti e Xavi, e Simone Inzaghi e Mazzarri.

ATTESA. E dopo tutto questo po’ di show, e con tutto quello che comunque gli arabi vedono, in assenza dello «stress» (si fa per dire) del loro campionato che riprende tra due settimane, un’amichevole può avere il suo appeal ma anche no: prevendita non lanciatiss­ima, almeno sino a ieri sera, con la speranza che ci scappi una prepotente impennata in giornata, perché qui qualche cuore gialloross­o c’è e si è visto lunedì sera, in tribuna, mentre giocavano il Napoli e l’Inter quando è comparsa una sciarpa . Ma l'attenzione s’è percepita pure all’arrivo dei giocatori all'hotel «Narcissus», con bambini, genitori e pure qualche signore anziano che ha aspettato il momento buono per provare a strappare un autografo sulle magliette e anche un sorriso.

Squadre in campo alle 17.45 italiane Al termine subito il rientro a Roma

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GETTY De Rossi sull’aereo

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