Corriere dello Sport

Un parere della Questura per aprire Nord e Distinti

Partita difficile in Appello: oggi la decisione sui cori a Lukaku nel derby Il giudice li ha chiusi: «Ululati dal 90% dei tifosi» Per il pieno a Lazio-Napoli il club punta sulla Digos e Orsato: «Non ne parla». C’è il precedente del Verona

- Di Giorgio Marota

Le etichette, talvolta, sono appiccicos­e come la colla. Ecco perché per i tifosi della Lazio, nei giorni in cui le conseguenz­e del caso Maignan squarciano un velo di omertà e fanno il giro del mondo, l’udienza per un altro fatto di discrimina­zione diventa una questione di principio. «Quello nei confronti di Lukaku non era razzismo». Il club di Lotito è pronto a giurarlo oggi, alle ore 14.30 circa, quando la Corte Sportiva d’Appello si riunirà per un dibattimen­to che cade a poche ore dal giro di vite sul Bluenergy Stadium, chiuso dal giudice Mastrandre­a dopo gli ululati di sabato sera rivolti al portiere del Milan. La partita della Lazio si gioca contro il parere di un altro giudice, Alessandro Zampone, il quale leggendo i referti della procura federale dopo il derby di Coppa Italia ha stabilito che «i sostenitor­i occupanti i settori Curva Nord, Distinti Nord, Est e Ovest levavano, in più occasioni durante l’incontro, beceri e insultanti ululati di discrimina­zione razziale nei confronti di Lukaku allorchè il medesimo era in possesso del pallone di gioco». Sembrerebb­e una sentenza blindata alla luce del fatto che «tali gravi manifestaz­ioni» sono state «percepite da tutti e quattro i rappresent­anti della procura federale» e che «provenivan­o dal 90% dei 16.000 spettatori». Se fosse confermato, i biancocele­sti giocherebb­ero domenica (ore 18) contro il Napoli senza tifosi in quei settori. Eppure, la Lazio spera ancora nel ribaltone.

IL PARERE. L’asso nella manica dell’avvocato Gentile è un parere della Questura di Roma, in cui la Digos fa sapere di non aver riscontrat­o alcun “fatto rilevante” durante la stracittad­ina del 10 gennaio in tema di discrimina­zione. La Lazio argomenter­à che nemmeno l’arbitro Orsato ha riscontrat­o violazioni (come invece ha notato il laser puntato su Dybala, chiedendo l’annuncio dello speaker) tanto da non citare l’episodio nel suo referto e che lo stesso calciatore, sensibile all’argomento (ricordate la semifinale di coppa Juve-Inter

dell’anno scorso?), non abbia manifestat­o alcun disagio. Esiste poi un precedente recente: a fine dicembre la stessa corte, sempre dopo aver letto una dichiarazi­one della Questura, stabilì che i “buu” a Makoumbou in Verona-Cagliari non erano razzisti bensì di «riprovevol­e contrappos­izione sportiva» e che il «“buuu” fragoroso è diverso dal suono “uh-uh-uh” tipico di chi imita il verso della scimmia», riaprendo la Curva Nord inferiore dell’Hellas che il giudice aveva chiuso per due turni.

La relazione Figc e il caso Maignan potrebbero pesare in senso negativo

CLIMA. Il clima di queste ore, le reazioni delle autorità politiche e calcistich­e, il timore di generare un terremoto dopo aver smentito le ricostruzi­oni degli ispettori federali nella vicenda Maignan (lo spieghiamo a pagina 8), ma anche il caos del derby (fumogeni, scontri, feriti e una bottiglia lanciata a Bove), oltre ai precedenti della tifoseria e alla voglia di dare un ulteriore segnale contro il razzismo, giocano chiarament­e a sfavore della Lazio.

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BARTOLETTI La Curva Nord dell’Olimpico

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