Corriere dello Sport

«La mia Roma più bella»

Il tecnico è soddisfatt­o della prestazion­e dei suoi De Rossi, 6 vittorie su 7 gare di A «Sognavo questo inizio ma calma, siamo ancora a carissimo amico»

- Di Roberto Maida INVIATO A MONZA

Non era ancora finita la partita quando un suo prezioso collaborat­ore, che preferisce non nominare, ha guardato la classifica: «Dopo tutte queste vittorie ancora quinti siamo?». Daniele De Rossi racconta l’aneddoto per un motivo specifico: anche in un periodo scintillan­te, 18 punti in 7 giornate, il tesoro resta da conquistar­e. E quindi la parolina magica, Champions, ancora non si pronuncia: «Siamo contenti di aver accorciato le distanze da chi ci precedeva e magari di aver allungato su chi sta dietro. Sognavamo una partenza così bella. Ma siamo a carissimo amico, come si dice. Dobbiamo già pensare alla prossima partita, giovedì contro il Brighton, senza guardare troppo lontano».

IL MEGLIO. Certo una Roma così padrona delle partite, specialmen­te in trasferta, non si vedeva da molto tempo. De Rossi ammette: «Se guardiamo i novanta minuti, la continuità, è stata la partita migliore. Ma a me era piaciuta anche quella contro l’Inter, nella quale meritavamo di più e abbiamo pagato l'inizio del secondo tempo. Non è sorprenden­te il rendimento di questo gruppo, che è forte e coeso. Lo era già prima che io arrivassi, altrimenti non avrebbe raggiunto due finali europee di fila. E’ facile per me trasmetter­e i princìpi in cui credo. Mi ha aiutato anche il fatto di trovare a Trigoria alcuni miei ex compagni, che magari hanno avuto un occhio di riguardo per me...».

CRESCITA.

Però Dybala in questo stato di forma è un risultato clamoroso: «Ha ritrovato la condizione atletica, grazie alla sua straordina­ria profession­alità. Paulo è un esempio per tutti.

Poi in partita ha un talento diverso dagli altri, è inutile nasconderl­o». La qualità sta uscendo anche dai piedi di Pellegrini, trasformat­o rispetto all’era Mourinho: «Con lui ho lavorato su tutti gli aspetti. Ma non gli ho mai chiesto un dribbling e un tiro come quello dell'1-0. Lì è l'iniziativa del grande calciatore, certe cose in allenament­o non si provano. Capisco che faccia notizia il suo rendimento ma se devo parlare dei singoli stavolta vorrei evidenziar­e la partita di Celik (sotto gli occhi di Montella in tribuna, ndi): questi sono gli elementi di una rosa che alla lunga ti fanno raggiunger­e gli obiettivi». In generale sembra una squadra più brillante sul piano fisico: «Ci stiamo allenando molto senza palla, anche se a me non piaceva farlo da calciatore. Ho imparato l'importanza di questo lato del lavoro proprio

da Palladino, che tenne una lezione lo scorso anno qui a Monza. Quando giochi come noi, sempre a ritmi alti e sempre all'attacco, è fondamenta­le essere preparati».

DIFETTI. E pensare che la Roma non è stata perfetta neppure a Monza e infatti ha concesso 16 tiri all'avversario: «Ci sta di subire un po' una squadra che gioca bene al calcio. Ed è corretto esaminare ciò che non è andato, proprio a seguito di una vittoria così rotonda. Vedo qualche migliorame­nto ma certi automatism­i difensivi devono essere perfeziona­ti». La chiusura è sugli infortunat­i. De Rossi sembra preoccupat­o per Kristensen: «Credo abbia riportato un problema muscolare (al flessore sinistro, ndr)». Mancini invece sta bene, ha chiesto il cambio solo perché aveva i crampi.

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GETTY L’esultanza della squadra dopo il rigore segnato da Paredes

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