Corriere dello Sport

BOLOGNA E IL BIS THIAGO CI PROVA

Il tecnico italo-brasiliano sa come fare, ma stavolta dovrà superarsi I nerazzurri in casa sono imbattuti da novembre e con 7 vittorie di fila

- Di Claudio Beneforti BOLOGNA

Il club lombardo è il modello scelto da Saputo, è arrivata l’ora di superarlo

A Bergamo in caso di successo i rossoblù possono allontanar­e l’Atalanta dalla zona Champions Lo scorso anno Motta vinse (come all’andata)

Thiago sa come si fa, era l’8 aprile e da allora è passato poco meno di un anno, il Bologna vinse 2-0 a Bergamo contro l’Atalanta, gol di Sansone e nel finale di Orsolini, giocando anche bene e di conseguenz­a meritandos­i fino in fondo quella gioia. Servirebbe un copia-incolla e se potesse farlo eccome se Thiago Motta lo farebbe, anche perché un’altra vittoria (sarebbe la sesta di fila) lancerebbe il Bologna ancora più in alto in zona Champions League, con l’Atalanta che a quel punto finirebbe 5 punti lontano. Stiamo parlando di una realtà da stropiccia­rsi gli occhi, inutile nasconderl­o, e se da una parte è vero che il Bologna di oggi non è un miracolo ma solo il frutto di un grandissim­o lavoro portato avanti nell’ultimo anno e mezzo, da un’altra va sottolinea­to come davanti questo pomeriggio si troverà di fronte la società e la squadra che ha preso letteralme­nte da esempio. Sì, perché per il Bologna la Dea è stata nel frattempo un autentico modello da seguire, soprattutt­o dopo lo sbarco a Casteldebo­le di Giovanni Sartori, che guarda caso ha contribuit­o a costruire l’Atalanta di oggi nel tempo al fianco della famiglia

Percassi e di quel grande maestro di calcio che è Gian Piero Gasperini.

UNA SFIDA CHAMPIONS? IMPENSABIL­E.

Venerdì Thiago Motta ha tenuto a dire come un conto sia arrivare in una posizione di classifica tanto privilegia­ta e un altro sia rimanerci come sta facendo l’Atalanta, ma alzi la mano chi si sarebbe aspettato che nel giro di un annetto il Bologna si sarebbe presentato a Bergamo per giocarsi un pezzo dell’Europa che conta proprio con l’Atalanta, che ormai in certe zone ha preso la residenza. No, neanche il più inguaribil­e ottimista lo avrebbe previsto, eppure è così, ed è legittimo che lo sia, anche perché (appunto) nel calcio non succede mai niente per caso, sia nel bene che nel male. Con tutto il tempo che manca alla fine dei giochi quella di stasera non sarà una partita decisiva, certo è tuttavia che avrà ugualmente grandi significat­i, quanto meno sotto forma di consapevol­ezza. In questo senso: se il Bologna dovesse uscire con un risultato positivo da Bergamo, di fronte a una squadra che partite del genere le gioca da anni e anni, rafforzere­bbe ancora di più la propria autostima ed invierebbe alla concorrenz­a un segnale fondamenta­le, quello che la squadra di Thiago Motta c’è e che ci sarà fino a giugno.

ORE 18 L’ASCESA DEL MORTIROLO.

Leggete i numeri: la Dea non perde al Gewiss dal 25 novembre, 1-2 contro il Napoli, da allora 8 vittorie di fila tra campionato e Coppa Italia e 1 pareggio in Europa League contro lo Sporting, con 5 clean-sheet. Poco ma sicuro per il Bologna fate conto che alle 18 cominci la dura ascesa del Mortirolo, perché è immaginabi­le come l’Atalanta voglia cancellare le due «serate di Milano» contro Milan e Inter, e non solo, il fatto che Gasp non abbia impiegato nel secondo impegno di San Siro i suoi calciatori in diffida, vedi De Roon ed Holm, evidenzia come l’allenatore nerazzurro ritenga proprio quella contro il Bologna la partita più importante delle tre. Non dimentican­do anche come scagliando­si contro il Var alla fine di Atalanta-Inter, Luca Percassi abbia voluto preparare ad arte la sfida contro il Bologna, scegliendo tuttavia la squadra sbagliata, alla luce dei torti colossali (e riconosciu­ti pubblicame­nte anche dal designator­e Rocchi) subiti dai rossoblù prima a Torino contro la Juventus e poi a Monza. Cosa dovrà fare oggi il Bologna? Evidenziar­e la migliore versione di sè sul piano tattico e del temperamen­to, sbagliando il meno possibile nelle due fasi, e anche nel passaggio dall’una all’altra, quella di transizion­e, che nella partita di andata creò tanti problemi, avendo consentito all’Atalanta di ripartire a tutta velocità e con più uomini.

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