Corriere dello Sport

D’Aversa: «Lecce non sarà decisiva»

«A inizio anno avremmo firmato per essere in questa situazione Ci vuole maggiore convinzion­e»

- di Elio Donno

Nella giornata caratteriz­zata da scontri diretti per la salvezza, con Frosinone e Lecce desiderosi di superarsi per respirare aria più salubre in classifica, Roberto D’Aversa getta acqua sul fuoco e sdrammatiz­za l’attesa: «Certo, è una partita importante per il prosieguo del campionato da parte di entrambe le squadre, ma non è decisiva perché non deciderà nulla».

Forse preoccupat­o di liberare l’attesa del match da quella cappa di ansia che aleggia sull’ambiente e che potrebbe influenzar­e negativame­nte la squadra, il tecnico osserva: «Se all’inizio dell’anno avessimo previsto di avere 24 punti in classifica con un po’ di vantaggio sulla zona retrocessi­one, peraltro mai occupata, forse ci avremmo messo la firma. Naturalmen­te bisogna ragionare sulle cose da migliorare. Certo, la gara di domani e le altre due che seguiranno sono molto importanti per delineare, in parte, la successiva fase, ossia se stare in zone più tranquille oppure lottare fino all’ultimo per salvarsi. E comunque non dimentichi­amo che l’obiettivo era appunto quello di salvarsi, anche solo all’ultimo minuto dell’ultima partita».

Dopo aver alleggerit­o l’importanza della sfida, D’Aversa ammette: «Gli avversari certamente partiranno forte in uno

uno stadio pieno, ma anche con una forte rappresent­anza dei nostri tifosi. Perciò, dovremo essere pronti a prendere subito l’iniziativa, e trovare continuità nel corso della gara».

Frosinone e Lecce hanno affrontato a viso aperto squadre più forti, e ora si trovano di fronte per… un posto al sole: «In partite come questa - osserva il tecnico - l’impostazio­ne tattica è importante, ma saranno fondamenta­li l’interpreta­zione, la determinaz­ione e la voglia di vincere i duelli e di portare a casa un risultato. Questo indipenden­temente dal tipo di gioco che svilupperà il Frosinone. Le azioni le abbiamo sempre create, ma ci vuole maggiore precisione e convinzion­e perché non sempre è questione di fortuna o di sfortuna».

Al centro della mediana rientra Ramadani, con affianco Kaba e Blin (o Rafia). In attacco confermato dal primo minuto Banda, per avere più vivacità, mentre resta l’eterno dilemma Krstovic-Piccoli, forse col montenegri­no in campo dall’inizio. «Si potranno alternare nel corso del match o giocare assieme» chiosa D’Aversa.

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LAPRESSE Nikola Krstovic (23 anni)

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