Corriere dello Sport

Leclerc: «Orribile» Ma Sainz sorride

Il bilancio della Ferrari è stato salvato dal pilota scaricato per il 2025. Che non s’è depresso: tutt’altro Charles scontento: «In frenata la macchina andava dove voleva lei» Carlos fiducioso: «Più forti in Arabia Saudita, avremo sorprese»

- Di Fulvio Solms

Aguardarla nell’ottica della squadra, la Ferrari non s’è divertita con la febbre del sabato sera che in Bahrain ha riguardato solo e soltanto la Red Bull, permettend­o di ballare sia a Superman sia a Normalman.

A osservare le dinamiche tenendo d’occhio i singoli piloti, una pezza al bilancio l’ha messa quello dei due che a fine anno verrà appiedato. Smooth Operator, al secolo Carlos Sainz Vázquez de Castro, ha dato battaglia al compagno “sfrenato” e ha infilato George Russell già al giro 18 prendendos­i così la terza posizione, poi messa al sicuro.

Così, giusto per mandare un messaggio anche alla Mercedes, che pare abbia poca voglia di considerar­lo per il 2025 come successore di Hamilton. Ma questo gli ha detto di fare suo padre pluricampi­one mondiale, e questo Carlitos ha fatto: lavora con serietà ed è rimasto calmo in gara, cavando il massimo dalla macchina che ha.

FIDUCIA. «Non sono partito bene ma ho avuto un buon ritmo – ha poi raccontato lo spagnolo – Ho gestito bene le gomme e tutto sommato siamo riusciti a tenere il passo della Red Bull (di Perez, ndr), ciò che è abbastanza sorprenden­te».

Il bello, però, è che questo è un inizio: «Non è ancora il ritmo che vorremmo ma in Arabia Saudita (già in pista giovedì, ndr) mi aspetto una macchina più veloce. Sicurament­e il debutto stagionale è stato migliore rispetto a un anno fa».

S’è divertito: «Sapevamo che con le hard ci saremmo sentiti a nostro agio, si fatica un po’ a mandarle in temperatur­a ma poi possiamo spingere e credo che ci sarà una sorpresa in ogni circuito in cui ci presentere­mo». Nulla sarà scontato e prevedibil­e.

MESSAGGI TESI. A proposito: nessuno aveva previsto che Leclerc dovesse patire dall’inizio alla fine con i freni. Le comunicazi­oni radio tra lui e il team sono state tese, con ricerca spasmodica di una regolazion­e che evidenteme­nte non è stata trovata.

A un certo punto a Charles hanno fumato non solo le gomme ma anche le orecchie, quando gli è stato suggerito di frenare diversamen­te nella curva 13. «Non penso che dobbiamo preoccupar­ci di come guido, ma piuttosto che vado da ogni ca**o di parte ogni volta che premo il pedale del freno». Roba da far perdere la pazienza ai santi.

GUAIO INEDITO. Era, ovviamente, molto deluso: «È stato orribile perché con un problema del genere hai sempre l’impression­e di guidare male, qualunque cosa tu faccia. Tra curva 9 e 10 avrò bloccato le ruote sette volte, e a ognuna la macchina reagiva in modo diverso. Peccato perché ero ottimista e invece non ho neanche avuto la possibilit­à di esplorare il potenziale, perché il problema mi ha rallentato parecchio». Si tratta di un guaio mai emerso prima e che nei prossimi giorni – in fretta e in tempo per Jeddah – sarà oggetto di indagine da parte della Ferrari e del fornitore Brembo.

Il secondo posto da cui era partito era alla portata: «Avevamo tutto per arrivarci, ma non tutto al posto giusto. Le soddisfazi­oni sono ben altre, mica un quarto posto».

Giovedì già in pista a Jeddah. È corsa contro il tempo per il giallo-freni

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GETTY Carlos Sainz (29 anni) e Leclerc (26) in pista, sotto Charles deluso

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