Corriere dello Sport

Arnautovic e Correa doppio nodo per l’Inter

La linea del club nerazzurro è chiara: a parte il portiere di riserva si procede con eventuali nuovi ingaggi solo a fronte di cessioni Un mercato a saldo zero

- di Pietro Guadagno MILANO

Cinque attaccanti non sono nei piani: uno sarebbe fuori dalla lista Uefa

Sondaggio per Bonazzoli come giocatore formato nel club

L’austriaco, uomo-spogliatoi­o, blocca l’arrivo di Gudmundsso­n E l’argentino, di rientro dal Marsiglia, non è nel progetto di Inzaghi

Al momento dall’equazione non si transige: ne entra uno soltanto se ne esce uno. Evidenteme­nte, non vale per il vice di Sommer, perché in quel caso esiste un vuoto da colmare. Vale, invece, per la fascia destra, qualora arrivasse l’offerta giusta per Dumfries, e soprattutt­o per l’attacco. Davanti, infatti, le certezze dell’Inter sono Lautaro e Thuram. A cui si è aggiunto Taremi, che si presenta con un ottimo curriculum, ma è comunque da verificare nel calcio italiano. E, a chiudere il cerchio, Arnautovic e Correa, di rientro dal prestito infelice al Marsiglia. Il desiderio, come noto, sarebbe quello di portare a Milano Gudmundsso­n, evidenteme­nte al netto delle sue vicende giudiziari­e. L’islandese ha le caratteris­tiche giuste, quelle che mancano in un reparto offensivo comunque ricco: è abile nell’uno contro uno, lega il gioco e, dettaglio che non guasta, calcia le punizioni. Il problema, al di là del costo - si può lavorare per trovare la formula giusta -, è che ad oggi per lui non c’è posto: devono prima uscire Arnautovic e Correa.

LISTA UEFA. Intendiamo­ci, dipendesse da Inzaghi, l’ex Bologna resterebbe alla Pinetina. Ha faticato in campo, ma si è rivelato uno straordina­rio uomo-spogliatoi­o. E il clima eccellente che si è creato nel gruppo è stato uno dei fattori per la cavalcata scudetto. Un attacco a 5 punte, però, almeno ad oggi, non viene preso in consideraz­ione in viale Liberazion­e. Se non altro perché, inevitabil­mente, uno di quegli attaccanti dovrebbe restare fuori dalla lista Uefa. All’Inter, infatti, mancano i giocatori prodotti nel vivaio, oltre a Di Marco e Di Gennaro, che protacco, prio per questo dovrebbe essere confermato. Significa che oltre i 23 elementi non si può andare. A meno che non si faccia tornare alla Pinetina qualcuno che abbia trascorso almeno 3 anni nel settore giovanile nerazzurro. Ad oggi ancora non c’è nulla, ma a proposito di atArnautov­ic un nome potrebbe essere quello di Bonazzoli (rientrato alla Salernitan­a dopo il prestito al Verona), più di quello di Pinamonti. Una parolina in proposito con Tinti, il suo agente, c’è scappata giovedì scorso a margine dell’incontro per il rinnovo di Inzaghi.

TURCHIA, ARABIA, VIOLA. Ad ogni modo, Bonazzoli sarebbe il quinto attaccante della rosa. Il punto di domanda riguarda il quarto. Se per Correa l’Inter sta già lavorando assieme al suo procurator­e, Lucci, per trovare una soluzione, è attorno ad che ruotano diversi scenari. L’austriaco, dal ritiro della sua nazionale, ha fatto sapere di non voler lasciare per la seconda volta in carriera i colori nerazzurri. Ma sarebbe sorprenden­te se dicesse il contrario, soprattutt­o con un Europeo e tre mesi di mercato davanti. In viale Liberazion­e, però, qualche mossa verrà fatta. Anche perché si vuole evitare qualsiasi rischio nella prossima stagione. E Arnautovic, con i suoi 35 anni e un fisico imponente che fatica di più giocando poco, qualche dubbio lo solleva. L’altro giorno, c’è stata una chiacchier­ata con George Gardi, potente intermedia­rio, che potrebbe aprire un canale con il Galatasara­y qualora Icardi volesse fare le valigie. Attenzione, poi, alle sirene saudite: un ricco ingaggio potrebbe abbattere le resistenze dell'austriaco. Infine sono da capire le mosse della Fiorentina. Insomma, molto dell’estate mercantile nerazzurra si giocherà in attacco.

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A sinistra Simone Inzaghi; a destra Marko Arnautovic e Joaquin Correa
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