Mor­te di Sa­ra, giu­di­zio vi­ci­no

Over­do­se, ri­to ab­bre­via­to per il ma­roc­chi­no che pro­cu­rò la do­se fa­ta­le al­la 19en­ne

Corriere di Arezzo - - Arezzo -

AREZ­ZO - Per la tra­gi­ca fi­ne di Sa­ra, uc­ci­sa dal­la dro­ga e ab­ban­do­na­ta nu­da sul let­to, si avvicina il gior­no del giu­di­zio. Bel­la e fra­gi­le, Sa­ra Sma­hi ave­va 19 an­ni e del­la sua mor­te è chia­ma­to a ri­spon­de­re Jbeil Moez, na­to in Ma­roc­co nel 1996, ac­cu­sa­to di ces­sio­ne di so­stan­za stu­pe­fa­cen­te e mor­te in con­se­guen­za di al­tro rea­to. Le in­da­gi­ni sul­la tra­ge­dia dell’11 mar­zo 2017, scat­ta­te con la sco­per­ta del ca­da­ve­re di Sa­ra in una vil­let­ta di Ce­sa, sfo­cia­ro­no a di­stan­za di me­si nell’ar­re­sto di Moez, men­tre l’al­tro ma­gre­bi­no che era con lui quel­la ma­le­det­ta notte, non è sta­to iden­ti­fi­ca­to. Sa­ra, tos­si­co­di­pen­den­te, ori­gi­na­ria del Ma­roc­co ma re­si­den­te fin da pic­co­la a San­se­pol­cro, si era al­lon­ta­na­ta dal­la co­mu­ni­tà di re­cu­pe­ro ed era ri­ca­du­ta nel gi­ro. I nor­da­fri­ca­ni pre­se­ro in af­fit­to la vil­let­ta per tra­scor­re­re dei giorni iso­la­ti da tut­to e da tutti. Con la dro­ga. Sa­ra si sen­tì ma­le con l’eroi­na nell’or­ga­ni­smo. E lo­ro scap­pa­ro­no. Il pm An­ge­la Ma­siel­lo ha chiu­so le in­da­gi­ni chie­den­do il ri­to im­me­dia­to, ma nell’udien­za che si è te­nu­ta in que­sti giorni di­nan­zi al giu­di­ce Fa­bio Lom­bar­do, i di­fen­so­ri del ma­roc­chi­no (av­vo­ca­ti Sa­ra Baldini e An­to­nel­la An­to­nel­li del fo­ro di Pi­sa) han­no chie­sto il ri­to ab­bre­via­to, che con­sen­te lo sconto di un ter­zo del­la pe­na in ca­so di con­dan­na. Co­sì è sta­ta fis­sa­ta una nuo­va da­ta, il 17 maggio. Do­mi­ci­lia­to in via Vittorio Ve­ne­to, ad Arez­zo, Jbeil Moez è rin­chiu­so in cu­sto­dia cau­te­la­re nel car­ce­re di Pi­sa. I ge­ni­to­ri del­la ra­gaz­za sa­ran­no par­te ci­vi­le con l’av­vo­ca­to Sa­bi­na Se­na­to­re.

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