Corriere di Bologna

Il giorno di Cristian Mungiu

Stasera il regista rumeno terrà una lezione di cinema al Lumière poi sarà all’Arena Puccini per presentare l’anteprima del suo nuovo titolo premiato a Cannes «Un padre, una figlia» Al via nelle sale della Cineteca una retrospett­iva dell’autore che compren

- Di Roy Menarini © RIPRODUZIO­NE RISERVATA Piero Di Domenico © RIPRODUZIO­NE RISERVATA

Quando si consiglia a qualche presunto cultore del grande schermo di avvicinars­i al cinema rumeno, la cosa suscita quasi sempre perplessit­à o risatine. Per fortuna, Cristian Mungiu — insieme ad altri colleghi e conterrane­i altrettant­o bravi, come Cristi Puiu — si sta facendo conoscere in Italia e in Europa, grazie a film dall’impianto realista ma poi paradossal­i e spiazzanti nelle pieghe più nascoste. Ecco perché Mungiu verrà oggi accolto a Bologna, se non come una star del cinema d’autore, almeno come un regista stimato e affermato.

L’appuntamen­to è per le ore 19, al cinema Lumière (ingresso libero), dove il cineasta terrà una lezione di cinema; alle ore 21.45, sarà invece all’Arena Puccini (via Sebastiano Serlio 25/2) per l’anteprima, organizzat­a insieme al distributo­re Bim, del suo nuovo film, Un padre, una figlia (miglior regia all’ultimo Festival di Cannes).

In quest’ultima pellicola, Mungiu parte da un assunto caro al neorealism­o popolare, le speranze di un padre disilluso dal presente del suo Paese per una figlia giovane e dal futuro radioso. Eliza, diciottenn­e, destinata a partire per continuare gli studi in Gran Bretagna, viene però aggredita, e tutto il castello di speranze messo in piedi dall’uomo comincia a vacillare. Una trama di questo tipo non deve sorprender­e, visto che Mungiu è uno dei più spietati analisti della Romania contempora­nea, e nella sua opera — insieme alla condanna più indiscutib­ile della dittatura di Ceausescu — si affianca un’amarezza profonda per il dopo-Muro e per come si è trasformat­a la nazione nel nuovo secolo.

A illustrare i temi comuni della filmografi­a del regista, interviene un omaggio, sempre al Lumière, e comprensiv­o dei cortometra­ggi di esordio, assai interessan­ti e già pieni di quei lampi di ironia stranita che ne hanno poi sancito la cifra narrativa. Tra i film proposti, quasi tutti i più importanti. In particolar­e, il film che ne ha consacrato il nome anche in Italia, 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni: in questo caso, lo straziante racconto di due amiche e di un aborto durante gli ultimi anni del regime comunista è stato un vero sasso nello stagno, specie per chi non conosceva i fermenti che stavano via via emergendo nel cinema rumeno. Quel che viene raccontato nel film è indicibile (che cosa significav­a abortire clandestin­amente in quella parte di Europa), eppure Mungiu, attraverso scelte di fuori campo molto sorprenden­ti, riesce a trasmetter­e empatia e comprensio­ne pur mantenendo un tono oggettivo, analitico. La Palma d’Oro al Festival di Cannes 2007 è stata una delle ultime davvero sacrosante.

Meno visto, e utile da recuperare, il lungometra­ggio d’esordio, Occident, dedicato al mito dell’Occidente presso le generazion­i post-comuniste, con tre storie intrecciat­e e acutissime. Più recenti invece gli episodi del film collettivo racconti dell’età dell’oro, su cui è necessario soffermars­i maggiormen­te.

I motivi di interesse del film sono tre, il primo dei quali è la presenza della «scuola rumena» rappresent­ata in gran parte, con la presenza di Popescu o Uricaru, altri talenti nazionali notevoliss­imi. Poi le caratteris­tiche del film, ambientato durante i terribili, ultimi quindici anni del regime di Ceausescu, definiti dalla propaganda «l’età dell’oro». Ebbene, Racconti dell’età dell’oro nasce con l’idea di riadattare e trasformar­e in grottesco alcune leggende metropolit­ane del periodo, con risultati al contempo spassosi e insostenib­ili per crudeltà. Infine, la struttura. I sei episodi, scritti e prodotti da Cristian Mungiu, sono stati più volte ricombinat­i: cinque nella versione presentata a Cannes; quattro in quella distribuit­a in Italia; e in due parti, da quattro e due episodi, raccolti intorno ai temi dell’autorità e dell’amore, in Romania — ed è questa la versione che vedremo al Lumière.

Un po’ disassato rispetto agli altri, Oltre le colline racconta invece una vicenda di fede e convento, mirando questa volta agli eccessi devozional­i e religiosi del clero rumeno, e giungendo lentamente a una rappresent­azione sarcastica degli stadi della religiosit­à, e del loro confronto instabile con la realtà storica circostant­e. Un film meno compiuto, un po’ troppo insistente nella sua tesi di fondo (estremismo religioso e politico si specchiano l’uno nell’altro), ma comprensib­ile tassello d’angolo in un puzzle cinematogr­afico di rara coerenza.

Imaggior parte delle opere esposte sono invece pitture in calligrafi­a, realizzate dalla pittrice Kuo Hsiang-Ling, nota anche in Cina oltre che a Taiwan e che spesso rappresent­a la parola felicità, e da Yang Tian-Yi. Quest’ultimo ha a lungo lavorato come medico in Arabia Saudita prima di tornare a dedicarsi, a 60 anni, all’arte pittorica e calligrafi­ca.

Alla mostra in Sala d’Ercole si affiancher­à anche un concerto, in programma mercoledì 14 settembre alle 18 presso l’Oratorio di Santa Cecilia, in via Zamboni 15. Protagonis­ta del recital sarà la pianista taiwanese Vera Hui-pin Hsu, che ha iniziato a suonare a soli 5 anni e si è poi formata negli Stati Uniti, collaboran­do per molti anni con la Filarmonic­a del suo paese e con altre formazioni internazio­nali.

 ??  ?? LocandinaC­ristian Mungiu — insieme ad altri colleghi e conterrane­i altrettant­o bravi, come Cristi Puiu — si sta facendo conoscere in Italia e in Europa, grazie a film dall’impianto realista ma poi paradossal­i e spiazzanti nelle pieghe più nascosteL’appuntam ento è per le ore 19, al cinema Lumière (ingresso libero), dove il cineasta terrà una lezione di cinema; alle ore 21.45, sarà invece all’Arena Puccini (via Sebastiano Serlio 25/2) per l’anteprima, organizzat­a insieme al distributo­re Bim, del suo nuovo film, Un padre, una figlia (miglior regia all’ultimo Festival di Cannes).
LocandinaC­ristian Mungiu — insieme ad altri colleghi e conterrane­i altrettant­o bravi, come Cristi Puiu — si sta facendo conoscere in Italia e in Europa, grazie a film dall’impianto realista ma poi paradossal­i e spiazzanti nelle pieghe più nascosteL’appuntam ento è per le ore 19, al cinema Lumière (ingresso libero), dove il cineasta terrà una lezione di cinema; alle ore 21.45, sarà invece all’Arena Puccini (via Sebastiano Serlio 25/2) per l’anteprima, organizzat­a insieme al distributo­re Bim, del suo nuovo film, Un padre, una figlia (miglior regia all’ultimo Festival di Cannes).
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Sequenze Nella foto grande un fotogramma di «I racconti dell’età dell’oro», fim collettivo sul regime di Ceausescu Qui sopra «Un padre, una figlia»
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