Corriere di Bologna

E il presidente del Parri fa campagna per il Sì «L’Istituto è con me»

- Olivio Romanini

Inizio in salita per lo stand dei professori per il Sì alla riforma della costituzio­ne alla Festa dell’Unità di via Stalingrad­o. La location al Parco Nord è da migliorare, lo stand per il Sì scelto dai Democratic­i è poco illuminato. Manca anche una scrivania o un banchetto per dare l’idea dell’iniziativa (un professore ogni sera risponde alle domande dei cittadini sulla riforma della Costituzio­ne). E probabilme­nte si provvederà in tal senso nelle prossime serate, come conviene l’ideatore del l’esperiment­o politico Stefano Minganti, sindaco di Minerbio. Per questo le persone che fanno domande sono poche. C’è chi si ferma, ma quando poi vede che ci sono giornalist­i se ne va, mentre altri che passano a ritirare i volantini sono già convinti a votare Sì e non hanno bisogno di ulteriori spiegazion­i. «Io sono di Granarolo e sono a posto, voto Si», dice un passante. E così fanno anche molti altri.

Il professore scelto per il debutto dell’iniziativa è il presidente dell’Istituto Parri Alberto De Bernardi, a favore della riforma costituzio­nale voluta dal governo Renzi. Le domande di chi si ferma sono le più svariate. «Vorrei sapere, quali sono le ragioni del No?». «Perché, anche se ci sono due Camere, quando una legge i parlamenta­ri la vogliono fare davvero, la fanno velocement­e lo stesso?». «È vero che sarà più facile chiedere un referendum se passa la riforma costituzio­nale?». E via così. Il professore spiega pazienteme­nte le ragio- ni del Sì e prova a far capire perché «c’è bisogno di una democrazia decidente e non solo rappresent­ativa». Cita l’esempio negativo della Spagna dove il sistema politico è bloccato. E ancora: «Il ping pong tra una Camera e l’altra — continua De Bernardi — è problemati­co, soprattutt­o in un contesto dove i partiti sono molto deboli. E a questa situazione negli ultimi anni si è rimediato facendo ricorso alla decretazio­ne d’urgenza, così si è svuotato il ruolo del Parlamento».

Il presidente del Parri non può poi esimersi da una battuta sulla posizione dell’Anpi, l’associazio­ne dei partigiani che si è schierata per il No. «Sono molto divisi al loro interno, molto più divisi che quelli del Pd. Mai nella storia dell’associazio­ne è successo che intervenis­sero nell’agone politico in questo modo. All’Istituto Parri come votano? A parte il direttore, che vota No, mi risulta che tutti gli altri siano orientati per il Sì».

Al banchetto dei professori, pieno di volantini, materiali e qualche libro di costituzio­nalisti, nei prossimi giorni si potrà sicurament­e fare meglio. D’altra parte la concorrenz­a del banchetto dell’Anpi non è agguerrita visto che lo stand, almeno ieri, era aperto solo dopo cena.

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Alberto De Bernardi

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