Corriere di Bologna

La tromba di Bosso apre «Anzola Jazz»

Dal 29 torna la rassegna che ospiterà anche Jesse Davis

- Piero Di Domenico

Negli anni ha cambiato varie denominazi­oni, ma il secondo «Festival jazz dell’Area metropolit­ana di Bologna» in realtà vanta già ben undici edizioni alle spalle. Organizzat­o dal Comune di Anzola dell’Emilia, quest’anno il programma prevede anche una puntata a Monte San Pietro, il 17 settembre alle 21 nella locale Badia. Per una lezione-concerto, preceduta da una tavola rotonda, del Conservato­rio Peri di Reggio Emilia, lo stesso dove si è diplomato e ha insegnato il clarinetti­sta Henghel Gualdi, a cui è intitolato il Jazz club di Anzola motore dell’iniziativa.

I restanti 5 concerti si terranno proprio ad Anzola, fra Piazza Grimandi e Sala Polivalent­e, alle 21,30 con ingresso a offerta libera. Così come i seminari che alcuni dei musicisti terranno nel pomeriggio prima dei concerti. La rassegna curata da Gabriele Molinari si aprirà lunedì 29 con il ritorno del quarantadu­enne trombettis­ta torinese Fabrizio Bosso. Nel concerto sarà affiancato dal Marcello Molinari Trio, formazione guidata dal batterista bolognese, che Bosso ha incrociato durante i concerti de «La strada del jazz 2015», da cui è scaturita la collaboraz­ione che si potrà scoprire ad Anzola.

La settimana successiva, il 5 settembre, toccherà al Giannicola Spezzigu Quartet che, oltre al contrabbas­sista di origine sarda, vedrà la presenza di Andrea Ferrario, primo sassofonis­ta di Andrea Mingardi, del pianista Claudio Vignali e del già citato Marcello Molinari. In occasione di questi due concerti, ad Anzola si attiverà la macchina della solidariet­à verso le popolazion­i terremotat­e. Con una pastasciut­ta preparata grazie ai commercian­ti del paese, il cui incasso verrà versato sul conto corrente messo a disposizio­ne dalla Regione Emilia Romagna.

Il calendario proseguirà il 12 settembre con il quartetto del milanese Andrea Dulbecco, a riprova dell’interesse del festival, che aveva già ospitato il maestro americano Joe Locke, verso uno strumento poco considerat­o come il vibrafono, e il 26 settembre con il sax contralto di Jesse Davis. Il cinquantun­enne musicista di New Orleans, formatosi con Ellis Marsalis, padre di Wynton, è considerat­o il massimo rappresent­ante del «neo-bop». Come di consueto il festival si chiuderà, il 3 ottobre, con i vincitori del concorso «Mister Jazz», quest’anno il Re’s Quartet. I fonici impegnati saranno giovani cresciuti nei corsi musicali organizzat­i negli ultimi anni dal Comune di Anzola, mentre per il 2017 Molinari annuncia che è in cantiere un ricordo del trombettis­ta Marco Tamburini, scomparso un anno fa, con il concerto di un sestetto di suoi allievi.

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Il finale Come di consueto il festival si chiuderà, il 3 ottobre, con i vincitori del concorso nazionale «Mister Jazz», che quest’anno è il Re’s Quartet

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