Corriere di Bologna

La moda etnica estone presente e futura In mostra i colori della tradizione rinnovata

- P. D. D.

Sono passati poco più di due mesi dalla riapertura permanente del Museo del tessuto e della tappezzeri­a, con i suoi oltre 6.000 oggetti, donati al Comune dalla famiglia Ziro E oggi alle 17 verrà inaugurata la prima mostra del nuovo corso che, lascia intendere Roberto Grandi, presidente di Bologna Musei, intende proporne almeno 5 l’anno. Guardando sempre di più a realtà simili in campo internazio­nale e cercando nuove forme di dialogo con il mondo della moda. Come conferma questa «La moda etnica estone dal passato al futuro», curata dalla stilista Anu Hint che ha realizzato due dei 21 abiti esposti in via di Casaglia 3 sino al 24 febbraio. Data non casuale, perché coincide con il centenario della nascita della repubblica indipenden­te di Estonia. Il Paese baltico è oggi tra i più avanzati tecnologic­amente d’Europa con l’informatic­a che, fra decine di start up innovative e forme di cittadinan­za digitale, è parte della vita di tutti i giorni. Il volto che l’Estonia presenta a Bologna con i suoi abiti rivendica però un intenso legame con le proprie radici, ribadito dal posto di riguardo riservato a un tipico abito di inizio ‘900, affiancato da due modelli recenti che ad esso si rifanno. Una mostra con già 29 tappe alle spalle e che raccoglie 15 stiliste. Con pezzi unici, quasi tutti realizzati manualment­e compresi alcuni abiti da sposa, che risentono di influenze scandinave ed evidenzian­o somiglianz­e con gli altri popoli baltici. Nel percorso, corredato da immagini fotografic­he, figurano anche campioni di tessuto per gonne, a righine verticali ma con composizio­ni diverse, ognuna delle quali consente di distinguer­e un paese dall’altro. Da pezzi del primo ‘900 a creazioni dell’artista tessile Elna Kaasik, molto apprezzata anche in Giappone, che lavora sui 6 telai che ha in casa.

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