Corriere di Bologna

Ambiente, clima, energia il decalogo di Balzani e degli scienziati sul voto

Il prof dell’Alma Mater e l’appello ai candidati

- Francesco Betrò © RIPRODUZIO­NE RISERVATA

Stop alle fonti fossili, no al nucleare e una transizion­e energetica che porti seriamente a un’affermazio­ne delle rinnovabil­i. Sono solo alcuni dei punti dell’iniziativa messa in campo dal gruppo di ricercator­i «Energia per l’Italia», coordinato dal professore emerito dell’Alma Mater, Vincenzo Balzani. Una serie di proposte, racchiuse in un decalogo, rivolte ai politici, ma soprattutt­o a chi — il 25 settembre — dovrà scegliere chi governerà l’Italia. Balzani lo dice chiarament­e: «Vogliamo sensibiliz­zare gli elettori, non per un partito o per un altro, ma perché vadano a vedere nel programma se questi punti che noi riteniamo necessari ci sono».

Tra questi anche l’ennesimo appello per fermare subito la guerra e perché «l’Italia si impegni affinché riprendano i negoziati per un immediato cessate il fuoco». Quelle che arrivano dal gruppo di ricercator­i non sono solo proposte astratte. Per il gruppo, ad esempio, l’energia deve diventare un bene comune e quindi «è necessario che ognuno sia messo nelle condizioni di produrre energia pulita, e di condivider­e e scambiare l’energia prodotta». Per far sì che questo si verifichi non possono che essere immediatam­ente interrotti i sussidi alle fonti fossili per i quali, spiegano nel decalogo, vengono spesi «in Italia ogni anno ben 35,5 miliardi di euro di denaro pubblico». E la soluzione green non può certo essere il nucleare. «È totalmente sbagliato per vari motivi», si legge al punto 4, per esempio perché il tempo di costruzion­e degli impianti è lungo, mentre la risposta serve adesso. Ma anche perché «il problema delle scorie non ha ancora una soluzione e sussiste il pericolo di gravi incidenti alle centrali. Nel caso specifico dell’Italia, poi, il nostro paese non è adatto al nucleare».

Su questo e sugli altri punti arriva il plauso di Europa verde Emilia-Romagna: «È pienamente condivisib­ile sia per gli aspetti energetici e ambientali sia per quelli economici e sociali — dicono i coportavoc­e regionali Silvia Zamboni e Paolo Galletti — transizion­e energetica e decarboniz­zazione per uscire dai fossili, sviluppo delle rinnovabil­i e delle comunità solari ed energetich­e devono essere la stella polare delle politiche per far fronte all’emergenza climatica e al caroenergi­a».

Oltre all’ambiente, i ricercator­i parlano anche di giustizia sociale: «Per ridurre le disuguagli­anze occorre, da un lato, redistribu­ire il reddito mediante tassazione progressiv­a più spinta, tetti agli stipendi più elevati, alte tasse di succession­e e tasse sui patrimoni elevati e, dall’altro, sviluppare e potenziare i servizi e i beni pubblici: sanità, scuola, trasporti, strutture sportive, parchi». Balzani sa che questo punto può «dare fastidio a qualcuno, ma io non so cosa farci, non possiamo andare avanti con ricchi da una parte e poveri dall’altra».

” Balzani Vogliamo sensibiliz­zar e gli elettori affinché vadano a vedere nei programmi dei partiti se questi punti ci sono

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Vincenzo Balzani professore

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