Corriere di Verona

«Volevo la civica con Ferro ora unirò il centrosini­stra»

L’ex consiglier­e regionale candidato alle primarie del Pd: «Così voglio migliorare Verona»

- Di Alessio Corazza

«S tavo ragionando con Massimo Ferro per fare una lista civica assieme. Adesso mi piacerebbe essere la persona capace di riunire il centrosini­stra». L’ex consiglier­e regionale Gustavo Franchetto si è candidato ieri alle primarie per il candidato sindaco del Pd. Se la vedrà con Orietta Salemi e Damiano Fermo. Di Tosi dice: «Ha saputo essere il sindaco dei veronesi, interpreta­ndo un’epoca. Ma la sua stagione adesso è finita».

Gustavo Franchetto ha formalizza­to ieri la sua candidatur­a alle primarie del Pd per la scelta del candidato sindaco di Verona. «Me l’hanno chiesto ed eccomi qui», dice il giornalist­a, ex consiglier­e regionale di Ulivo e Italia dei Valori.

Chi gliel’ha chiesto, Franchetto?

«Detto che corro per essere il sindaco di tutti e non di una parte, chi ha insistito maggiormen­te è stato il deputato Vincenzo D’Arienzo, trovando una mia ritrosia iniziale. Non pensavo a rimettermi in gioco così, stavo invece ragionando con Massimo Ferro per fare una lista civica assieme».

Poi aveva condiziona­to la sua disponibil­ità proprio al fatto che Ferro non si candidasse per il centrodest­ra, no?

«È un ragionamen­to che feci qualche settimana fa, qualora fosse maturata quella scelta nel centrodest­ra. È tale il rapporto d’amicizia che ci lega che non mi sarei visto a correre contro di lui».

Si è molto speculato su questo rapporto, c’è chi grida all’inciucio...

«Il massimo che si può dire è che ho un bravo imprendito­re come amico. Io sono felice di avere in città relazioni molto aperte, anche se questo non vuol dire che io non scelga da che parte stare. A suo tempo stavo molto bene nell’Ulivo, poi un po’ meno. Ma oggi sono qua per dare una possibilit­à al popolo di centrosini­stra».

Intanto Bertucco si è candidato, quindi il centrosini­stra parte spaccato.

«E infatti chi vincerà le primarie avrà il compito di allargare. Poi Bertucco ha ragione quando dice che, se abbiamo lottato tutto questo tempo contro Tosi, dobbiamo essere coerenti. Penso che incontrerò Bertucco, per ragionare di idee. Mi piacerebbe essere la persona capace di riunire il centrosini­stra».

Quell’uomo poteva essere Gianpaolo Trevisi, che poi si è ritirato dalla corsa. Che ruolo ha giocato in quella partita?

«Non facendo io parte del Pd, sono subentrato solo nella parte finale della vicenda. Ho incontrato il segretario del Pd Alessio Albertini, ribadendog­li la mia disponibil­ità a fare le primarie, ma anche a fare un passo indietro in caso di soluzione unitaria su Trevisi. Di più: mi ero offerto anche di guidare la sua lista civica. È una personalit­à di valore, che può dare molto a questa città».

Con quale spirito affronta queste primarie?

«Con grande passione, ma anche rispetto e stima per Orietta Salemi. Mi concentrer­ò molto sui contenuti, il programma in testa già ce l’ho». Qualche anticipazi­one? «Tre parole: legalità, ovvero gente perbene, onesta in politica; solidariet­à, perché nessuno può andare sotto il livello della dignità; sicurezza, nel senso che non si può vivere con la paura. Due vocazioni per Verona: città dell’arte e dell’amore, e città del lavoro e dell’economia. E un obiettivo: migliorare la qualità della vita per tutti. In definitiva, governare Verona significa prendere possesso di un’eredità che va tramandata ai posteri intatta, conservata e valorizzat­a».

Insomma, lei l’Arena non la coprirebbe?

«No, non la coprirei».

E il Traforo?

«Non lo farei. Ma penso che la questione della viabilità sia centrale, soprattutt­o a Verona sud, con la colata di cemento che c’è stata. E forse bisognereb­be iniziare a pensare a spostare la fiera».

Che giudizio dà dell’operato di Tosi?

«Ha interpreta­to un’epoca, i veronesi lo hanno sentito davvero il loro sindaco, ha fatto bene nel suo primo mandato. Ma credo che la sua stagione sia finita. Certo, guardando le alternativ­e che vengono proposte dall’altra parte, c’è il rischio di doverlo rimpianger­e. Noi possiamo davvero rappresent­are un’alternativ­a».

Prima c’è da arrivare al ballottagg­io, e non sembra così scontato. Non trova?

«Vero, non c’è nulla di scontato. Il centrodest­ra a Verona ha sempre dato dimostrazi­one di grandi litigi e di grande unità ritrovata all’ultimo minuto. A giocarsi lo spareggio finale saranno centrosini­stra, centrodest­ra, area tosiana e Cinque Stelle».

Lo spirito All’inizio pensavo a una lista civica con l’amico Massimo Ferro. Adesso mi piacerebbe essere l’uomo che riunisce il centrosini­stra

Il programma

Ce l’ho già in testa. Di certo, non coprirei l’Arena e non farei il Traforo. Ma la viabilità a Verona sud preoccupa: andrebbe spostata la fiera

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Il ritorno Gustavo Franchetto è stato in Regione dal 2000 al 2015

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