Corriere di Verona

«Batto Franchetto e vinco le primarie Lui non può rappresent­are il Pd»

Salemi lancia la sfida: «Gustavo?Per esserci ha fatto l’ennesimo cambio di casacca»

- Lillo Aldegheri

«Avremmo preferito un centrosini­stra unito e un candidato sindaco scelto nel mondo civico. Caduta quella possibilit­à, per colpa di chi ha posto ostacoli (apertament­e o in modo nascosto) nel partito ci si è chiesti chi potesse garantire il maggiore allargamen­to del consenso, e la scelta è caduta su di me».

Orietta Salemi, segretario cittadino (autosospes­o) e consiglier­a regionale del Pd, riassume così il lungo travaglio interno del Pd, prima che venisse ufficializ­zata, ieri, la sua candidatur­a alle primarie del 2 aprile. Accanto a lei il segretario provincial­e, Alessio Albertini. E Salemi sfodera una grinta che forse per alcuni è una sorpresa.

«Non mi rassegno – dice all’idea che a rappresent­are il Pd sia qualcuno costretto a ricorrere a capriole per mettersi in corsa dovunque e comunque, anche con l’ennesimo cambio di casacca». L’allusione sembra diretta al rivale nelle primarie Gustavo Franchetto. E per essere ancora più esplicita, Salemi aggiunge che «le prime dichiarazi­oni alla stampa di Franchetto (intervista al Corriere di Verona di ieri, ndr) sono chiare e definiscon­o un’operazione politica che è davvero acrobatica. E Il Pd è la casa di tutti, ma non proprio di tutti a qualsiasi condizione». E ancora: «Chi alle primarie ha presentato candidatur­e diverse, forse ha ostacolato la candidatur­a civica su cui puntavamo. E adesso ci portano come candidato quello che è un corpo estraneo al Pd».

Il giudizio su Flavio Tosi? «Con lui – risponde Salemi – ci sono stati dieci anni di anestesia amministra­tiva da cui dobbiamo uscire. Serve una cura ricostitue­nte in tutti i settori».

Damiano Fermo, candidato outsider? «Non si può dire che non sia stato coraggioso – ribatte Salemi -ma forse ha il limite di non aver costruito la sua candidatur­a col partito, facendo invece tutto da solo».

Alle primarie chi di voi riuscirà a prendere più voti dall’esterno del partito? «Vedremo. Potrebbe anche essere Franchetto, visto l’endorsemen­t che ha fatto in queste ore su Tosi».

Ancora a proposito del sindaco, poi, Salemi tuona che «il miglior alleato di Tosi è chi divide il centrosini­stra con distinguo incomprens­ibili e inutili, a partire da Bertucco, che forse schiavo di questa sua ossessione sul sindaco è diventato vittima della sua stessa miopia, e adesso sembra scegliere il Pd come suo primo nemico».

Perché una presentazi­one ufficiale a Santa Toscana? «Verona è città di piazze, ma non esistono solo la Bra ed Erbe e vanno valorizzat­e anche quelle più decentrate, che devono diventare tutte delle Agorà, un vero punto di riferiment­o per tutti i residenti della zona».

Infine il tema prediletto, quello culturale: «Non avere avuto in questi anni un assessore comunale alla Cultura – spiega Salemi - è stata l’offesa peggiore alla città: la Cultura è il nostro motore economico».

Fondazione Arena? «Rivendico al Pd l’averla portata all’interno della legge Bray, che ne garantisce la natura pubblica. Dopo di che, a Verona ci sono diversi mecenati i cui contributi vanno accolti e sollecitat­i: guai a chi punta allo scontro tra privati e pubblico».

Quanto agli altri grandi temi programmat­ici, Salemi ne indica alcuni: «In questi anni – sostiene la candidata - la politica non è stata all’altezza delle energie sociali, culturali e imprendito­riali che Verona sa e può esprimere. E allora – prosegue - bisogna uscire dalla sedazione di questi ultimi anni e investire sulle politiche giovanili, del tutto assenti, sulla rivitalizz­azione dei quartieri decentrati, spesso segnati dal degrado e dall’insicurezz­a, per un’attenzione particolar­e a chi è più indifeso, agli anziani, a chi è senza lavoro e senza futuro, con interventi mirati e certi nel tempo. E proprio la piazza – conclude – è anche il simbolo di una campagna elettorale aperta, che nelle vie e nelle piazze cerca idee e persone pronte ad impegnarsi».

Su Tosi

Con lui ci sono stati dieci anni di anestesia amministra­tiva da cui dobbiamo uscire. Serve una cura ricostitue­nte in tutti i settori

Su Bertucco Bertucco ha diviso il centrosini­stra perché schiavo di questa sua ossessione sul sindaco: è diventato vittima della sua stessa miopia

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In piazza Santa Toscana Orietta Salemi, consiglier­a regionale dem, ha presentato ieri la sua candidatur­a alle primarie del Pd del prossimo 2 aprile

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