Corriere di Verona

Chiusa l’inchiesta Sert: verso il processo Serpelloni & C

Avvisi di conclusion­e delle indagini ai tre medici arrestati 10 mesi fa e ad altri tre indagati

- Laura Tedesco

Dalla tentata concussion­e alla turbativa d’asta. A 10 mesi dal terremoto giudiziari­o e dagli arresti-choc che sconvolser­o il Sert, dipartimen­to anti dipendenze, la procura scaligera chiude il cerchio e mette fine all’inchiesta notificand­o gli avvisi di conclusion­e indagini ai tre medici (ora tutti liberi) finiti ai domiciliar­i a maggio 2016 oltre ad altri tre indagati. E il pubblico ministero Paolo Sachar continua soprattutt­o a puntare il dito contro il direttore del Sert Giovanni Serpelloni, 61 anni, e i medici Oliviero Bosco, 58, e Maurizio Gomma, 59.

Al centro dell’inchiesta c’è un software, chiamato Mfp, sviluppato negli anni all’Usl 20, ma utilizzato anche in altre aziende sanitarie in tutta Italia per gestire i dati sui consumator­i di stupefacen­ti.

Secondo gli inquirenti, i tre medici avrebbero preteso illegittim­amente dalla società assegnatar­ia dell’assistenza e manutenzio­ne del software, la Ciditech, dapprima una percentual­e sulle somme incassate e successiva­mente, a nome dell’Usl 20 ma in realtà all’insaputa della direzione generale (allora rappresent­ata da Giuseppina Bonavina), 100mila euro a titolo risarcitor­io, minacciand­o la revoca dell’incarico.

Non è finita, visto che dalle indagini emergerebb­e inoltre che la successiva gara d’appalto indetta per affidare la gestione del software sarebbe stata «pilotata» e assegnata, per l’accusa «con collusione e mezzi fraudolent­i», a una società compiacent­e, i cui sociammini­stratori risultano a loro volta indagati nell’ambito della stessa inchiesta. I fatti contestati dalla procura si sarebbero svolti tra il 2012 e il 2012 e, secondo il pm, Serpelloni avrebbe «richiesto una percentual­e sugli incassi della Ciditech (che all’epoca gestiva ancora il software, ndr) derivanti dai contratti di assistenza stipulati con le strutture Sert in tutta Italia». E questo risulta, per la procura, dalla conversazi­one del 23 agosto 2013 quando lo stesso Serpelloni avrebbe richiesto al legale rappresent­ante di Ciditech «una cifra da zero a x...», e poi «un premio da dare a me personalme­nte per tutti questi anni di supporto...», anche sovrafattu­rando: «Se un progetto per voi costa 10, - avrebbe detto il direttore del Sert - mi fate la fattura ad esempio a 12 e il margine viene a me...». Alcuni mesi prima, il 10 novembre 2012, durante un incontro concordato presso la sede del Sert in via Germania Serpelloni, sempre in base all’accusa, avrebbe invece richiesto allo stesso legale rappresent­ante di Ciditech «una percentual­e in denaro sui corrispett­ivi incassati dai contratti sul software », mentre in una raccomanda­ta datata 9 dicembre 2013 i tre medici nero su bianco avrebbero «richiesto a titolo forfettari­o e risarcitor­io la somma di 100mila euro quale riconoscim­ento con asseriti diritti intellettu­ali vantati sul software».

Oltre ai tre medici, avviso di fine indagini anche a Claudia Rimondo, Luca Canzian e Andrea Cacciatori: le difese hanno 20 giorni per presentare memorie o chiedere interrogat­ori, dopodiché il pm chiederà il processo. Per tutti e sei.

 ?? (terzo da sx) ?? In tribunale Giovanni Serpelloni
(terzo da sx) In tribunale Giovanni Serpelloni

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy