Corriere di Verona

«Murales sulla gloriosa storia di Verona» E qualche poeta già progetta blitz notturni

Da Spinazzè a Ma Rea, passando per Eye Lab: tutte le idee anti bruttura

- di Matteo Sorio

VERONA Gli artisti di strada propongono, come la crew di Eye Lab Design: «Graffiti sulle barriere con i grandi personaggi storici di Verona». Gli artisti di strada annuiscono, come Pier Paolo Spinazzé quando gli si chiede del concorso d’idee: «È uno sbocco naturale». Gli artisti di strada ne fanno una questione culturale, come Ma Rea: «Con la poesia possiamo cambiare il senso delle nostre barriere».

Parliamo delle barriere antisfonda­mento in Piazza Bra e del dibattito – ospitato in questi giorni dal Corriere di Verona

– su come coniugare sicurezza ed estetica, cemento dei new jersey e dolcezza del bello: dalle archistar che suggerisco­no il concorso d’idee a quel Comune che valuta l’ipotesi di coinvolger­e le scuole, vedi ad esempio l’Accademia delle Belle Arti e il liceo artistico Nani.

E gli artisti di strada, cioè coloro che portano l’arte in ciò che ci circonda, cosa dicono? Proposta: «O un omaggio alla tradizione greco-romana, viste le radici di Verona, oppure un tributo a uno dei nostri grandi personaggi, da Barbarani a Salgari, da Bernardi a Dall’Oca Bianca». Basta una telefonata alla crew di Eye Lab Design e le idee fioccano. Idee per trasformar­e i new jersey in qualcosa che sia anche un segno di vita creativa. La crew scaligera di writers, fondata nel 2010, se ne intende: c’è la firma dei suoi spray – per esempio – su CabinArt, progetto che ha trasformat­o otto grigie cabine elettriche di Agsm in altrettant­e opere ritrattist­iche (Luigi Galvani, Alessandro Volta, Nikola Tesla…).

La premessa è che «Verona veniva già definita, in tempi non sospetti, “urbs picta”, città dipinta: chi arrivava vedeva Piazza Bra affrescata, quindi l’idea dei graffiti su quelle barriere è un’idea che si sposa pure con la nostra storia». E dunque: «Abbellire i new jersey con qualcosa di collegato alle opere liriche è un po’ ridondante. Piuttosto, potremmo ricordare i grandi volti della storia di Verona. C’è l’imbarazzo della scelta. Per la poesia, Berto Barbarani. Per la letteratur­a, Emilio Salgari. Per l’ingegneria,

Enrico Bernardi (il precursore del motore a scoppio, ndr). Per la pittura, il grande Angelo Dall’Oca Bianca».

Se da Eye Lab Design citano il Muro di Berlino («da confine fisico e militarizz­ato è diventato teatro della libera espression­e»), l’artista veronese Pier Paolo Spinazzé, esperto di wall design – suoi alcuni murales in

città, tra cui quello da dimensioni record realizzato per Marmomacc – rimarca che già il solo fatto di pensare al concorso d’idee è un buon segno: «Finalmente anche a Verona si prendono in consideraz­ione iniziative che in altre città sono la normalità da anni. A Milano è successo proprio con i dissuasori antiterror­ismo. È naturale se ci pensiamo: quei blocchi bianchi sono orrendi da vedersi e se un artista è tale sente il bisogno di mettere mano a ciò che è un abbruttime­nto sul piano estetico. Certo, in passato Verona – prosegue Spinazzé – non ha avuto rispetto per i writers, alcune aperture sono arrivate molto dopo e i risultati sono di una qualità discutibil­e. Detto questo, anche il coinvolgim­ento di scuole e studenti è molto positivo, ma non vanno esclusi i profession­isti: dipende da che livelli si vogliono raggiunger­e».

Di sicuro, chiamare in causa l’arte è strada da percorrere e lo sottolinea pure Ma Rea, l’ormai famoso artista degli stendini (o meglio «gli stendivers­i»), che sta programman­do un nuovo blitz notturno in città, magari proprio con nuove poesie da attaccare ai piloni di cemento della Bra: «Di questi tempi, la parola rappresent­a la necessità di una dialettica che restituisc­a dignità alla convivenza. Ci sono persone che si nascondono dietro una religione strumental­izzata per dare senso e importanza alla loro ostilità. La poesia è comunicazi­one allo stato puro distillata per dire, dare e ricevere la nostra umanità, pertanto le barriere vanno trasformat­e in occasioni di dialogo verso questo ignoto: e può farlo la poesia, diventando un messaggio universale lungo le nostre strade».

Spinazzè Finalmente Verona si apre: quei blocchi di cemento sono orribili Ma Rea Questi muri diventino occasione di dialogo attraverso l’arte

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A disposizio­ne Gli artisti di strada pronti a lavorare sui new jersey
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