Corriere di Verona

Il Demanio alle emittenti: «Sgomberare le antenne dalla Torricella»

Ordine del Demanio alle emittenti. L’avvocato: «Sospeso per chi paga gli arretrati». Il comitato accusa

- Corazza

Verso la metà di marzo, alcune delle emittenti che hanno antenne installate sulla Seconda Torricella Massimilia­na di salita Santa Giuliana hanno ricevuto dall’Agenzia del Demanio, proprietar­ia del sito, un ordine di sgombero. Vengono concessi sessanta giorni per lasciare il sito, un termine che scade quindi verso la metà di maggio.

Verso la metà di marzo, alcune delle emittenti che hanno antenne installate sulla Seconda Torricella Massimilia­na di salita Santa Giuliana hanno ricevuto dall’Agenzia del Demanio, proprietar­ia del sito, un ordine di sgombero. Vengono concessi sessanta giorni per lasciare il sito, un termine che scade quindi verso la metà di maggio.

È questo l’ultimo sviluppo di una vicenda esplosa nel dicembre scorso, quando la Guardia di Finanza, su ordine della Procura di Verona, ha posto sotto sequestro antenne e ripetitori, installati in modo abusivo a partire dal 1985, arrivando ad oscurare per giorni il segnale di alcune emittenti locali veronesi. Il sequestro è stato annullato dal Gip una settimana dopo e, a gennaio, le trasmissio­ni sono state riattivate. Del caso si è interessat­o anche la trasmissio­ne Report di Rai 3.

Pur cassato, il sequestro pare aver smosso le acque della trattativa per il pagamento dei corrispett­ivi come indennità per gli oltre 30 anni di occupazion­e abusiva. Il Demanio aveva chiesto una cifra di circa 11 milioni di euro, le emittenti avevano controffer­to nel complesso 480 mila euro. All’Università di Padova è stato affidato l’incarico di eseguire nuovi riconteggi.

È nell’ambito di questa trattativa che sarebbe maturato l’ordine di sgombero. «Il provvedime­nto è stato ricevuto solo dalle emittenti che non avevano ancora pagato il pregresso al Demanio», riferisce l’avvocato Luciano Guerrini, che assiste buona parte delle emittenti coinvolte, circa una dozzina. Sarebbero al momento solo due quelle che non hanno ancora effettuato i bonifici. «La mia aspettativ­a, una volta chiusa tutte le posizioni, è di avere la sospension­e del provvedime­nto», spiega l’avvocato. A quel punto, si aprirebbe una nuova fase nei rapporti tra Demanio e emittenti, anche se alcune, tra cui le tre del gruppo Athesis (Tele Arena, Tele Mantova, Radio Verona) hanno già lasciato il sito e piazzato i loro ripetitori altrove. «Inizierà un percorso di regolarizz­azione articolato – continua ancora Guerrini – Tutte le strutture saranno via via rimosse dalla Torricella Massimilia­na e passeranno sul vicino traliccio».

È una prospettiv­a, questa, contro cui si batte un comitato dei residenti del luogo. La Seconda Torricella Massimilia­na, costruita dagli austriaci a partire dal 1837, è sottoposta dai Beni Culturali a un doppio vincolo, architetto­nico e paesaggist­ico che, come aveva specificat­o il sovrintend­ente Fabrizio Magani, «include anche una vasta area circostant­e il manufatto». Questo, secondo il comitato, certifica l’incompatib­ilità della permanenza del traliccio esistente. Per il comitato è «sconcertan­te» l’atteggiame­nto del Comune di Verona che «ad oggi non ha ancora attivato gli uffici preposti del Controllo Edilizio ordinando la demolizion­e immediata degli abusi edilizi commessi e il ripristino dello stato dei luoghi». Nel sospendere, su ricorso del Comune, l’ordine di ripristino dei luoghi emesso dal Ministero dei Beni Culturali, il Tar ha confermato che restano in capo allo stesso Comune «i poteri di vigilanza in materia edilizia ed urbanistic­a del Comune volti a reprimere eventuali illeciti di tipo edilizio e paesaggist­ico commessi da terzi».

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Dall’alto La Torricella e il vicino traliccio con le antenne

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