Hel­las a Bre­scia, Chie­vo col Bo­lo­gna: cer­can­do la svol­ta

Il Ve­ro­na a Bre­scia per usci­re dal mo­men­to no. Il tec­ni­co ri­pro­po­ne l’at­tac­can­te

Corriere di Verona - - DA PRIMA PAGINA - Mat­teo Fon­ta­na

Giu­sto per ca­pi­re il cli­ma: a Bre­scia at­ten­do­no il Ve­ro­na con il coin­vol­gi­men­to che ac­com­pa­gna la par­ti­ta dell’an­no. Que­stio­ne di ri­va­li­tà an­ti­ca, di ba­ruf­fe di con­fi­ne che du­ra­no da un se­co­lo e pas­sa. Que­stio­ne, an­che, di un cam­pio­na­to che at­tra­ver­sa una fa­se in cui l’Hel­las ha in­chio­da­to di col­po do­po un av­vio-tur­bo, men­tre il Bre­scia, di­men­ti­ca­ta la fiac­chez­za dei de­but­ti sot­to la gui­da di Da­vid Sua­zo, si è ri­tro­va­to con Eu­ge­nio Co­ri­ni in pan­ca. Ot­to ri­sul­ta­ti uti­li con­se­cu­ti­vi, un en­tu­sia­smo cit­ta­di­no per­ce­pi­bi­le con fa­ci­li­tà, e in tut­to que­sto la ci­lie­gi­na del­la con­vo­ca­zio­ne in na­zio­na­le di San­dro To­na­li, di­ciot­ten­ne eti­chet­ta­to co­me il nuo­vo Pir­lo.

Il Ve­ro­na si pre­sen­ta al Ri­ga­mon­ti con l’abi­to men­ta­le di Frodo Bag­gins che de­ve di­strug­ge­re l’anel­lo get­tan­do­lo nel fuo­co di Mor­dor: il po­te­re lo­go­ra chi ce l’ha, e i gial­lo­blù l’han­no ca­pi­to a pro­prie spe­se. Non pos­so­no per­met­ter­si, pe­rò, che ca­da in ma­ni al­trui. A pa­ga­re sa­reb­be Fa­bio Gros­so, che non ha la lun­ga bar­ba bian­ca di Gan­dalf e che scap­pa via dal­la cac­cia dei Ca­va­lie­ri Ne­ri. Fuo­ri dai pa­ral­le­li­smi tol­kie­nia­ni, è chia­ro che un al­tro ton­fo in tra­sfer­ta met­te­reb­be a ri­schio la con­du­zio­ne dell’al­le­na­to­re del Ve­ro­na. In set­ti­ma­na è ar­ri­va­to l’at­te­sta­to di fi­du­cia del ds To­ny D’Ami­co, con una pre­mes­sa ne­ces­sa­ria: «Sia­mo tut­ti in di­scus­sio­ne». Il che è ov­vio, ep­pu­re do­ve­ro­sa­men­te da sot­to­li­nea­re, per met­te­re in evi­den­za co­me l’Hel­las del­le ul­ti­me gior­na­te non ab­bia con­vin­to e ab­bia smes­so pu­re di vin­ce­re (co­sa ac­ca­du­ta sol­tan­to con il Pe­ru­gia, in sei tur­ni). Un rit­mo fiac­co per chi col­ti­vi am­bi­zio­ni di ver­ti­ce. Non che si deb­ba già ades­so ti­ra­re fuo­ri i no­mi dei pos­si­bi­li so­sti­tu­ti di Gros­so, in ca­so di ma­la­pa­ra­ta a Bre­scia, ma che l’in­cro­cio sia es­sen­zia­le per il fu­tu­ro pros­si­mo del Ve­ro­na in que­sto cam­pio­na­to è cer­to. Ie­ri la squa­dra ha com­ple­ta­to la pre­pa­ra­zio­ne a Peschiera del Garda ed è par­ti­ta per il ri­ti­ro, con Ales­san­dro Cre­scen­zi che ha pro­se­gui­to il la­vo­ro con il grup­po ma che vie­ne da una set­ti­ma­na in cui l’ad­dut­to­re si­ni­stro gli ha da­to fre­quen­te no­ia. Gros­so deciderà in ex­tre­mis se schie­rar­lo dall’ini­zio o adot­ta­re un’al­tra so­lu­zio­ne, co­sa che com­por­te­reb­be lo spo­sta­men­to a de­stra di An­to­nio Ca­rac­cio­lo.

Do­po, mol­to ruo­ta at­tor­no all’im­pie­go di Giam­pao­lo Pazzini, lan­cia­to da Gros­so con il vi­go­re del­le pa­ro­le, ve­ner­dì – «È un esem­pio, si è al­le­na­to al­la gran­de do­po quat­tro gior­na­te in cui per mie de­ci­sio­ni non è sta­to schie­ra­to» – e che è fa­vo­ri­to per il ri­tor­no da ti­to­la­re, in bal­lot­tag­gio con Sa­muel Di Car­mi­ne. Il dub­bio che re­sta ri­guar­da Ry­der Ma­tos, che non è al pie­no del­le for­ze, tant’è che con la Cre­mo­ne­se è ri­ma­sto fuo­ri, ma che per Gros­so è una pe­di­na fon­da­men­ta­le. Ri­met­ter­lo in cam­po a Bre­scia ha un qual­che mar­gi­ne di ri­schio, ma il con­te­sto esi­ge che lo si deb­ba ac­cet­ta­re. Il Ve­ro­na de­ve tor­na­re in mar­cia.

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