Ro­ber­ta, la li­bra­ia in­di­pen­den­te: «Co­sì re­si­sto»

La ti­to­la­re del­la li­bre­ria Pa­gi­na 12 in Cor­te Sgar­ze­rie «Quan­do con­si­glio un vo­lu­me e il clien­te, do­po aver­lo let­to, tor­na qui a rin­gra­ziar­mi, pro­vo una gran­de fe­li­ci­tà. Ogni ope­ra è un ani­ma»

Corriere di Verona - - DA PRIMA PAGINA - Lo­ren­zo Fa­bia­no (36-con­ti­nua) © RIPRODUZIONE RISERVATA

C’ era la gi­gan­te­sca ca­te­na Fox a in­com­be­re sul fu­tu­ro del­la pic­co­la li­bre­ria in­di­pen­den­te di Ka­thleen Kel­ly nell’Up­per We­st Si­de di Ma­n­hat­tan. Schiac­cia­ta dall’in­gom­bran­te vi­ci­no, Ka­thleen si do­vet­te ar­ren­de­re e chiu­se bot­te­ga. Ri­cor­de­re­te «C’è po­sta per te», pel­li­co­la del 1988 in­ter­pre­ta­ta dal­la bril­lan­te Meg Ryan nel­la par­te di Ka­thleen e Tom Hanks nel­le ve­sti di Joe Fox. Fi­na­le a lie­to fi­ne se­con­do i classici ca­no­ni da com­me­dia ame­ri­ca­na: i due si co­no­sco­no, tro­va­no l’amo­re, Ka­thleen chiu­de il suo ni­do e in­ve­ce di ven­der­li i li­bri si met­te a scri­ver­li. E un re­spi­ro di Up­per We­st Si­de new­yor­ke­se lo av­ver­ti ap­pe­na en­tri nel­la «Li­be­ria Pa­gi­na 12» di Cor­te Sgar­ze­rie: «Re­si­ste­re, re­si­ste­re, re­si­ste­re. Un po’ mi ci ri­ve­do in quel film - sor­ri­de la ti­to­la­re Ro­ber­ta Camerlengo - Co­me lei com­bat­to an­ch’io la mia bat­ta­glia ad ar­mi im­pa­ri. Fu un’idea in­co­scien­te apri­re una pic­co­la li­bre­ria in una cit­tà co­me Ve­ro­na, do­ve la pre­sen­za del­le gran­di ca­te­ne si fa sen­ti­re. Ma fu una scel­ta det­ta­ta dal cuo­re. Ed è an­co­ra co­sì. Ogni li­bro è un’ani­ma che ti cat­tu­ra e ti con­qui­sta. Nel film Ka­thleen di­ven­ne scrit­tri­ce. Ogni tan­to scri­vo del­le co­se, ma non ho mai pen­sa­to a scri­ve­re un li­bro. Scri­ve­re be­ne e rac­con­ta­re del­le bel­le sto­rie è mol­to dif­fi­ci­le. Mol­to di più di quan­to si cre­da». Ve­ro­ne­se, la più pic­co­la di tre fi­gli, Ro­ber­ta cre­sce in una fa­mi­glia di let­to­ri: «Ognu­no in ca­sa ave­va il suo bel scaf­fa­le di li­bri. Pur­trop­po du­ran­te la guer­ra la ca­sa dei non­ni fu bom­bar­da­ta, e la rac­col­ta di li­bri d’ini­zio ‘900 an­dò per­du­ta. Mio pa­dre era on­ni­vo­ro di let­tu­re; dai sag­gi ai gial­li, fi­no ai ro­man­zi di av­ven­tu­ra. Quand’ero bam­bi­na, la se­ra mi leg­ge­va Ro­bin­son Cru­soe. Io ama­vo Ste­ven­son, Du­mas, Sal­ga­ri. Ero af­fa­sci­na­ta da quel­le av­ven­tu­re» ri­cor­da. Gli an­ni del li­ceo clas­si­co al Maf­fei, quin­di la lau­rea in Eco­no­mia e Com­mer­cio all’Uni­ver­si­tà di Ve­ro­na; tut­ta­via con­ti e pro­ie­zio­ni eco­no­mi­che non so­no co­se che le scal­da­no trop­po il cuo­re: «Ave­vo me­sco­la­to le mie ra­di­ci uma­ni­ste con aspet­ti tec­ni­ci. Da su­bi­to ave­vo ca­pi­to che quel­la non sa­reb­be sta­ta la mia stra­da. In at­te­sa di de­ci­de­re il mio fu­tu­ro la­vo­rai pri­ma in un ne­go­zio, poi in una li­bre­ria. Lì fe­ci espe­rien­za e im­pa­rai mol­te co­se». La li­bre­ria do­ve la­vo­ra pe­rò chiu­de i bat­ten­ti, e al­lo­ra che fa­re? «Avrei po­tu­to con­ti­nua­re al­tro­ve, ma ne de­si­de­ra­vo una tut­ta mia, do­ve po­ter pro­por­re una let­te­ra­tu­ra che mi ap­par­te­nes­se sen­za che nes­su­no mi im­po­nes­se al­tro. Mi pia­ce di­stin­gue­re la qua­li­tà di co­se che ab­bia­no una lo­ro di­gni­tà. Quan­do con­si­glio un li­bro e il clien­te do­po aver­lo let­to tor­na qui a rin­gra­ziar­mi, pro­vo una gran­de fe­li­ci­tà. È que­sto l’aspet­to più bel­lo del mio la­vo­ro. Qui ma­ga­ri non di­ven­ti ric­co nel con­to in ban­ca, ma nel tuo ani­mo as­so­lu­ta­men­te sì». E co­sì nel 2006 Ro­ber­ta Camerlengo fa il gran­de pas­so e apre «Pa­gi­na 12»: «Non co­no­sce­vo il mer­ca­to né la pro­fes­sio­ne, ma co­no­sce­vo i li­bri. Ascol­to il let­to­re e pro­pon­go let­tu­re a sua mi­su­ra. La sin­to­nia tra li­bro, li­bra­io e let­to­re è tut­to. Il no­me? Pa­gi­na 12 è un quo­ti­dia­no ar­gen­ti­no che leg­ge­vo su In­ter­na­zio­na­le. Mi pia­ce­va». Ro­ber­ta ospi­ta spes­so in­con­tri con gli au­to­ri e pre­sen­ta­zio­ni: «Una li­bre­ria de­ve es­se­re uno spa­zio di pro­po­sta e in­con­tro. Que­sto è un la­vo­ro mol­to dif­fi­ci­le e im­pe­gna­ti­vo, non s’in­ven­ta nul­la. Ri­chie­de pre­pa­ra­zio­ne, ener­gia e or­ga­niz­za­zio­ne».

Co­me lo fu per Ka­thleen Kel­ly con la Fox, quel­lo del­le pic­co­le li­bre­rie in­di­pen­den­ti è un mi­cro­co­smo che re­si­ste con pas­sio­ne e co­rag­gio al­la stret­ta del­le gran­di ca­te­ne re­tail e dei gi­gan­ti del web. «Pa­gi­na 12» è una del­le po­chis­si­me li­bre­rie in­di­pen­den­ti ri­ma­ste in cit­tà: «Il con­fron­to in ter­mi­ni eco­no­mi­ci ov­via­men­te nem­me­no si po­ne. La no­stra ar­ma è la com­pe­ten­za con cui ela­bo­ria­mo la pro­po­sta. È un la­vo­ro che co­strui­sci gior­no do­po gior­no con la pre­pa­ra­zio­ne cul­tu­ra­le. L’im­prov­vi­sa­zio­ne non esi­ste. I clien­ti ap­prez­za­no e ven­go­no qui. È un rap­por­to di fi­du­cia. Aver sem­pre let­to mol­to, mi ha aiu­ta­to tan­tis­si­mo». È an­che un mon­do che mu­ta ra­di­cal­men­te con l’av­ven­to del­le nuo­ve tec­no­lo­gie: «Ho clien­ti che so­no pas­sa­ti al di­gi­ta­le - am­met­te - Non so co­sa ci ri­ser­ve­rà il fu­tu­ro, ma a me la vec­chia ca­ra car­ta pia­ce an­co­ra tan­tis­si­mo». La sua li­bre­ria, la sua Iso­la del Te­so­ro : «Ogni li­bro è un’ani­ma. Ogni li­bro è un viag­gio. È ve­ro, que­sto è un la­vo­ro mol­to im­pe­gna­ti­vo che ti as­sor­be al 100%. Ma la sa una co­sa?».

Di­ca: «La mat­ti­na so­no sem­pre mol­to con­ten­ta di ve­ni­re qui. È sem­pre sta­to co­sì e lo è tut­to­ra». È il mon­do di Ro­ber­ta, un mon­do di li­bri tut­to da sco­pri­re.

Pas­sio­ne Ro­ber­ta Camerlengo ha stu­dia­to del li­ceo clas­si­co Maf­fei, quin­di si è la lau­rea­ta in Eco­no­mia e Com­mer­cio

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy

© PressReader. All rights reserved.