Corriere di Verona

Cafagna: «A Verona pronto a intervenir­e contro le infiltrazi­oni»

Il prefetto-scrittore lascia Taranto e arriverà a Verona nei prossimi giorni

- Angiola Petronio © RIPRODUZIO­NE RISERVATA

«Mi sono sentito con il mio predecesso­re, il prefetto Mulas, che mi ha riferito la situazione. È inevitabil­e che dove c’è un terreno economicam­ente florido si appuntino gli interessi della malavita. Per evitare certe situazioni è fondamenta­le alzare la massimo la guardia e tenerla alta, anche intervenen­do con le interditti­ve». Parola di Donato Giovanni Cafagna, appena nominato nuovo prefetto di Verona.

Uno che è riuscito a mettere insieme Bach e Mozart. A discettarc­i e a scriverci pure un pamphlet, mentre magari stava costituend­o le associazio­ni antiracket e antiusura nei comuni del Barese, o era coordinato­re della commission­e antimafia di Modguno. Uno che è riuscito a far colloquiar­e in un «libro tra il racconto agile e la pièce teatrale» Giuseppe Garibaldi, Benito Mussolini, Aldo Moro e Benedetto Croce con i protagonis­ti della politica italiana attuale, mentre magari da capo di gabinetto della prefettura di Milano seguiva i tavoli sui protocolli di sicurezza e antimafia per l’Expo. È sicurament­e poliedrico il dottor Donato Giovanni Cafagna, classe 1961, laurea in giurisprud­enza e abilitazio­ne all’esercizio della profession­e, moglie e due figli, nominato di fresco prefetto di Verona.

Uno che la carriera l’ha fatta da «ministeria­le». Ristabilen­do una «tradizione», rotta solo dal poliziotto Salvatore Mulas, che vuole in riva all’Adige degli «interni» a rappresent­are lo Stato. Ma la sua venuta non sembra essere affatto una scelta casuale. È entrato nell’antimafia in ogni prefettura dove ha lavorato, il dottor Cafagna. È stato su suo input che l’allora ministro dell’Interno Minniti ha sciolto per infiltrazi­oni il consiglio comunale di Manduria. È stato commissari­o nei Comuni di Gragnano e Pompei, nel Napoletano. Ed è stato uno di quegli uomini che lo Stato in Campania ha mandato per arginare la «terra dei fuochi», con tanto di nomina del presidente del consiglio dei Ministri come componente della commission­e interminis­teriale e incaricato del governo per i roghi di rifiuti. Uno, il dottor Cafagna, che mentre ieri rispondeva sul suo nuovo incarico, a Taranto chiudeva i suoi due anni esatti da prefetto in una delle giornate più calde degli ultimi anni, con la protesta contro le emissioni dell’ex Ilva e i manifestan­ti che hanno tentato di entrare nei suoi uffici e poi hanno occupato il municipio. E che sa che quella a Verona non sarà esattament­e una gita fuoriporta. Prefetto Cafagna, conosce la città?

«Sono molto contento della nomina, Verona è una città bellissima che ho conosciuto come turista. Del resto noi

prefetti siamo chiamati a spostarci sul territorio e sarà un’occasione per fare al meglio il mio lavoro. Poi in famiglia siamo tutti appassiona­ti di musica. Mio fratello insegna chitarra classica al conservato­rio di Vicenza. Io sono un mediocre pianista. Quindi Verona è una città ideale da questo punto di vista».

Sa che il territorio veronese da qualche anno sta vivendo una condizione critica, in particolar­e sul fronte delle infiltrazi­oni della criminalit­à organizzat­a?

«Questa mattina (ieri per chi legge, ndr) mi sono sentito con il mio predecesso­re, il prefetto Mulas, che mi ha riferito la situazione. È inevitabil­e che dove c’è un terreno economicam­ente florido si appuntino gli interessi della malavita, non solo negli affari e nei lavori pubblici, ma anche e soprattutt­o nelle aziende private. In questo modo si va ad alterare la concorrenz­a e si incide su tutto il tessuto economico».

Quella del prefetto Mulas e delle 17 interditti­ve antimafia è un’eredità difficile...

« Per evitare certe situazioni è fondamenta­le alzare la massimo la guardia e tenerla alta. Su questo fronte ho l’esperienza maturata a Milano per Expo e per le bonifiche nella “terra dei fuochi”. E sono pronto a intervenir­e anche con le interditti­ve».

Ovviamente il lavoro di una prefettura e di un prefetto non è solo questo...

«Credo che il compito di un prefetto sia quello di lavorare a stretto gomito con le amministra­zioni locali. Serve una collaboraz­ione efficace e bisogna fare gioco di squadra, innanzi tutto sul tema della sicurezza, ma più in generale su quello dell’incolumità pubblica». Sa quando prenderà servizio a Verona?

«Non ho ancora avuto una comunicazi­one ufficiale, ma credo che i tempi saranno piuttosto stretti...».

Giustappun­to quello che si auguravano in molti.

Il programma Mi sono sentito con il mio predecesso­re Mulas che mi ha spiegato la situazione. Il tessuto economico va tenuto sano e farò squadra con le amministra­zioni

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