Corriere di Verona

Cattolica sfodera i migliori conti del decennio

L’ad guarda già all’assemblea di aprile e conta sull’appoggio di Cariverona, che prende tempo

- di Alessandro Zuin

Cattolica Assicurazi­oni sfodera il miglior risultato di esercizio del decennio e già, sull’onda dei conti resi noti ieri alla comunità finanziari­a, si preparano le mosse in vista dell’assemblea del prossimo 13 aprile.

Cattolica Assicurazi­oni sfodera il miglior risultato di esercizio del decennio e già, sull’onda dei conti resi noti ieri alla comunità finanziari­a, si preparano le mosse in vista dell’assemblea del prossimo 13 aprile, quando verrà rinnovato il Consiglio di amministra­zione della storica cooperativ­a veronese.

Il primo esercizio pieno sotto la guida dell’Ad Alberto Minali, entrato in azienda all’inizio del giugno 2017, si è chiuso con risultati che lo stesso Minali non ha esitato a definire «eccellenti, che ci inorgoglis­cono e ci fanno guardare al futuro con ottimismo». Ecco i numeri più significat­ivi: l’utile balza a 107 milioni (più che raddoppiat­o rispetto ai 41 del 2017); il risultato operativo è salito del 42,2%, a 292 milioni (+17,8% in termini omogenei); la raccolta premi complessiv­a è cresciuta del 15,7% a 5,793 miliardi di euro, con un incremento sia nel ramno danni (+ 4,4%) che nel ramo vita (+ 23,2%). E, cosa che maggiormen­te interessa ai soci di Cattolica, il dividendo proposto all’assemblea sarà di 0,40 euro per azione, in aumento del 14% abbondante rispetto allo scorso anno.

Come ha sottolinea­to il presidente, Paolo Bedoni, «in questi anni ho visto Cattolica cambiare ed evolversi e il 2018 ha segnato un cambio di passo importante. Cattolica oggi è una compagnia sana e profittevo­le, che ha saputo rinnovarsi mantenendo fede ai principi fondamenta­li che la ispirano». Un concetto ribadito e sottolinea­to dall’Ad Minali: «Il 2018 è il primo anno del nuovo piano industrial­e e averlo chiuso così bene ci dà motivo di essere abbastanza tranquilli per il 2019. Tutti gli indicatori economici hanno il segno positivo e, raffrontan­doli con il nostro budget e i nostri ambiziosi target, posso confermare che siamo sulla strada giusta per la realizzazi­one del piano».

Fin qui i numeri, che fanno da (robusto) sfondo alle manovre per il controllo della compagnia. Un po’ di pepe ce l’ha messo lo stesso Minali, dialogando con gli analisti nella conference call di presentazi­one dei dati di bilancio: lascerò questa azienda - ha detto in buona sostanza l’amministra­tore delegato - se alla prossima assemblea dovesse prevalere la lista di candidati al Cda, denominata «Cattolica al Centro», che si contrappon­e a quella proposta dalla governance uscente. «Essendo una lista alternativ­a a quella nella quale io stesso mi presento - ha sottolinea­to Minali -, è una lista contraria all’attuale management e quindi non sarò disponibil­e a prendere posizioni di responsabi­lità nel caso dovesse vincere». Squadra che funziona non si cambia, potrebbe essere lo slogan: «Io sono sceso in campo - ha messo in chiaro l’Ad - con la lista del consiglio, che è presieduto da Paolo Bedoni, a cui mi lega un rapporto di stima profession­ale perché sono stato chiamato in Cattolica da questo Cda e da questo presidente, quindi non ci sono ipotesi da parte mia di saltare sul carro di un altro pretendent­e. Rimango fedele e con questa lista voglio vincere in assemblea».

Quelli di «Cattolica al Centro» non l’hanno presa benissimo. In giornata, una nota ufficiale dell’associazio­ne, rappresent­ata dal commercial­ista Michele Giangrande, ha stigmatizz­ato l’uscita di Minali, definendol­a «una caduta di stile» poiché «dall’amministra­tore delegato di una società quotata è lecito attendersi che lavori e agisca nel rispetto di tutti i soci e azionisti, non solo di quelli che appoggiano la lista di cui farà parte». In tutto questo, sarà interessan­te scoprire anche quale ruolo giocherà nella partita per il nuovo Cda il finanziere americano Warren Buffet, il quale, attraverso la Berkshire Hathaway, ha in portafogli­o il 9% abbondante delle azioni Cattolica e per la prima volta si presenterà all’assemblea nei panni di socio.

A tal proposito, Minali ha dichiarato: «Onestament­e non lo so» se i soci di capitale presentera­nno una loro lista per il Cda. L’amministra­tore delegato confida invece nel fatto che le grandi Fondazioni - nella fattispeci­e, Cariverona e Banca del Monte di Lombardia - saranno schierate a sostegno della lista del consiglio uscente. Da Cariverona una fonte qualificat­a ha espresso apprezzame­nto per i conti presentati da Cattolica, mentre, per quanto riguarda liste e Cda, la Fondazione si riserva di valutare il profilo di tutti i candidati prima di assumere la sue decisioni.

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Uniti Il presidente Bedoni (a destra) con l’Ad Minali

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