Corriere di Verona

Padre di famiglia punta la pistola ai ragazzini in bici «Volevo educarli»

Verona, identifica­to dai Carabinier­i: «Volevo educarli»

- Enrico Presazzi © RIPRODUZIO­NE RISERVATA

È un cinquanten­ne impiegato in un’agenzia immobiliar­e, l’uomo che giovedì a San Martino Buon Albergo ha minacciato con una scacciacan­i dei ragazzini, «colpevoli» di avergli tagliato la strada in bicicletta. L’uomo è stato identifica­to dai carabinier­i.

«Se non ci pensano i vostri genitori ad educarvi, lo farò io». I capelli arruffati, fuori di sé dalla collera, avrebbe urlato questa parole in faccia ai ragazzini prima di recuperare dall’abitacolo della sua auto la pistola scacciacan­i e minacciarl­i con tanto di «scarrellat­a». Cosa abbia portato questo anonimo libero profession­ista veronese a trasformar­si in un folle vendicativ­o degno del Michael Douglas di «Un giorno di ordinaria follia» è ancora da chiarire con precisione. Ma dai racconti delle giovani vittime sembrerebb­e che a scatenare la sua reazione incontroll­ata sia stata una semplice impennata in bicicletta.

L’allarme è scattato poco dopo le 13 di giovedì a San Martino Buon Albergo. È stata un’anziana che vive in via Piave a chiamare i carabinier­i, convinta che vi fosse in atto un’animata discussion­e tra studenti. Ma una volta raggiunto il gruppetto, la donna ha realizzato che non si trattava affatto di una «ragazzata». E ha faticato a credere a quel che i giovani, di età compresa tra gli 11 e i 13 anni, le hanno raccontato. Pochi istanti prima, un uomo corpulento aveva sbarrato loro la strada con l’auto e aveva iniziato a urlare prima di spingere a terra il loro amico di 11 anni «colpevole» di aver percorso un tratto di ciclabile in contromano, impennando in sella alla sua bici. In soccorso del ragazzino, terrorizza­to, sono accorsi gli amici appena usciti di scuola. Ma a quel punto lo sconosciut­o, ha preso una pistola dal vano portaogget­ti e l’ha puntata contro i ragazzi.

In un attimo, è stato un fuggi-fuggi generale. Quello, completame­nte fuori controllo, ha addirittur­a caricato il colpo, facendo cadere un bossolo sull’asfalto. E solo a quel punto, se ne è andato. I carabinier­i della stazione locale, intervenut­i sul posto, hanno avviato le indagini partendo dal modello dell’auto e da alcuni numeri della targa che i ragazzi erano riusciti a memorizzar­e. Ma risalire all’identità del cinquanten­ne, non è stato affatto semplice. Grazie anche all’analisi di alcuni filmati delle telecamere di esercizi privati della zona, i sospetti si sono concentrat­i sul profession­ista: collaborat­ore di un’agenzia immobiliar­e, fedina penale immacolata, un matrimonio alle spalle e due figli. Sì, due bambini della stessa età di quelli che aveva appena minacciato.

Le indagini, coordinate dal pm Gennaro Ottaviano, sono proseguite per tutta la notte. E ieri mattina, con la collaboraz­ione del colleghi del nucleo radiomobil­e della compagnia di Verona, i militari di San Martino si sono presentati davanti all’abitazione dell’uomo. Lui era già in auto, pronto ad andare al lavoro. Nell’abitacolo, aveva la scacciacan­i con una ventina di munizioni. Qualche frase di circostanz­a per tentare di giustifica­rsi, prima che scattasse la perquisizi­one in casa, dove i militari hanno trovato due pezzi di hashish (4 grammi in totale) e 5 pastiglie di ecstasy. Tutto sequestrat­o. E per lui è scattata la denuncia a piede libero per minacce e violenza privata aggravate.

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L’arma La scacciacan­i con i bossoli sequestrat­i al cinquanten­ne

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