Corriere di Verona

Il leghista ribelle si dimette: via al rimpasto

Bonato si dimette da capogruppo, lotta Simeoni-Zavarise per l’assessorat­o Provincial­i, lista unica di centrodest­ra. E Berlusconi ai suoi: niente civiche

- Lillo Aldegheri © RIPRODUZIO­NE RISERVATA

Tre fronti caldi per la politica veronese: i rapporti interni alla Lega, con il capogruppo in consiglio Mauro Bonato ( foto) che ha dato le dimissioni, le provincial­i e le amministra­tive nei Comuni.

Dopo un lungo periodo di sonnolenza, la politica veronese accelera bruscament­e su tre fronti: i rapporti interni alla Lega, le elezioni provincial­i del 31 marzo e le «comunali» che il 26 maggio coinvolger­anno decine di amministra­zioni veronesi.

Partiamo da Palazzo Barbieri, dove Mauro Bonato ha dato le dimissioni da capogruppo del Carroccio. Il consiglier­e comunale, dopo essere stato espulso dal partito, aveva condotto una lunga battaglia per portare la Lega su posizioni più «liberal» in tema soprattutt­o di diritti civili. Accanto a lui erano rimasti 3 consiglier­i su 7 (Laura Bocchi, Roberto Simeoni e Thomas Laperna) in sempre più netto contrasto con l’ala cattolico-tradiziona­lista guidata dal consiglier­e-deputato, Vito Comencini, comprenden­te Alberto Zelger ed Anna Grassi. Ironica la motivazion­e con cui Bonato saluta il suo incarico, spiegando di non voler danneggiar­e Simeoni (che come vedremo tra poco è stato subito inserito tra i candidati della Lega alle provincial­i) e aggiungend­o di non voler essere «fonte d’imbarazzo» per Zelger che – scrive Bonato – «col suo Congresso Mondiale delle Famiglie turberà senz’altro gli animi degli abitanti della nostra città».

Adesso, quindi, Anna Grassi diverrà capogruppo al posto di Bonato. Una svolta che ne accelererà anche altre, a Palazzo. L’attuale presidente della Terza Circoscriz­ione Nicolò Zavarise, vicino al ministro Lorenzo Fontana, dovrebbe entrare in giunta (ma ci sarebbero ancora divergenze su quali deleghe affidargli). Verona Domani rinsalderà l’alleanza con Sboarina grazie alla «garanzia» sull’intesa data dalla Lega, che prevede Filippo Rando intoccabil­e come assessore, ma anche una candidatur­a del gruppo alle regionali e forse, (ma molto forse), una alle europee, nonché la sostituzio­ne di Andrea Sardelli, alla scadenza, alla guida di VeronaMerc­ato con un «casaliano» di fiducia. Il leader di Verona Pulita Michele Croce s’inserirà in questo rimpasto, sostituend­o l’assessore Edi Maria Neri. E si cercherà di metter mano anche alle Circoscriz­ioni (con problemi in Terza, dove lo steso Zavarise punterebbe su Andrea Croce, fratello del presidente di Agsm, quale suo successore alla presidenza, mentre Verona Domani punta su Claudio Volpato).

Passando al secondo capitolo, quello delle elezioni provincial­i, la maggioranz­a che sostiene il presidente leghista Manuel Scalzotto, presenterà una lista unitaria (Lega, FdI, seguaci di Massimo Giorgetti e seguaci di Daniele Polato) che dovrebbe vedere come candidati Albertina Bighelli, Loris Bisighin, Roberto Brizzi, Cristian Brunelli, Ilaria Cervato, Serena Cubico, Roberto Dall’Oca, David Di Michele, Sergio Falzi, Gino Fiocco, Beatrice Mantovani, Stefano Marcolini, Jessica Polo, Silvio Salizzoni, il citato Simeoni e Paola Zanoncelli. A questo «listone del presidente» dovrebbero contrappor­si le liste di Pd, tosiani e Forza Italia.

Si è parlato di trattative tra Forza Italia e tosiani per una lista comune, ma ecco la terza novità importante di queste ore: Silvio Berlusconi in persona ha infatti scritto una lettera ai coordinato­ri regionali e provincial­i (per il Veneto Davide Bendinelli, per Verona Claudio Melotti) imponendo senza mezzi termini di presentare solo liste col simbolo di Forza Italia, senza unirsi a liste civiche di alcun genere, anche se «vicine» agli Azzurri. Berlusconi scrive che sarà «compito e responsabi­lità di voi, coordinato­ri, assicurare una lista col simbolo di Forza Italia in tutti i Comuni superiori ai 15mila abitanti, a differenza del passato, e dove possibile anche nei Comuni più piccoli».

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