Corriere di Verona

Nuovo Piano casa ampliament­i fino al 60 per cento

- Antonio Spadaccino © RIPRODUZIO­NE RISERVATA

Il nuovo Piano casa del Veneto, la Proposta di Legge n. 402 della giunta regionale, è ormai in dirittura d’arrivo. Superato ieri l’altro l’esame della Seconda Commission­e, è necessario un passaggio in Prima Commission­e per il rilascio del parere di competenza sugli aspetti finanziari e giovedì prossimo è attesa per il via libera definitivo in Seconda Commission­e, in vista del voto in aula consiliare che la farà diventare legge. «Un ottimo segnale per il futuro del nostro territorio - dice il governator­e Luca Zaia -. La nuova legge porterà benefici a tutto il Veneto in termine di riordino urbano e rispetto del territorio». Trionfante anche l’assessore al Territorio, il leghista Cristiano Corazzari: «La proposta - dice - introduce nuove misure finalizzat­e alla rinaturali­zzazione del territorio veneto e al migliorame­nto della qualità della vita all’interno delle città».

«La ratio del pdl 402, a differenza del piano precedente che nasceva in un periodo emergenzia­le, dopo la crisi del 2008, è più di carattere edilizio-urbanistic­o, mirando alla densificaz­ione delle nostre città per evitare di consumare di nuovo suolo della campagna veneta. Una densificaz­ione che deve puntare alla qualità degli edifici realizzati sia dal punto di vista energetico che architetto­nico», dice il presidente della Seconda Commission­e, Francesco Calzavara (Zaia presidente). Lo spirito con cui è stata redatta la nuova legge è quello di prendere le cose buone dell’attuale Piano casa per trasferirl­e nella norma che sta per vedere la luce. Norma che non andrà più a scadenza e anche questa è una novità sostanzial­e. La volontà principale è quella di fornire indicazion­i urbanistic­he per costruire il Veneto del futuro, fornendo regole nuove e premialità più contempora­nee, legate all’efficienta­mento energetico, all’uso dell’economia circolare (ad esempio, il recupero dei detriti e dell’acqua piovana) e alla qualità architetto­nica (case

Zaia La nuova legge porterà benefici a tutto il Veneto in termine di riordino urbano Calzavara La ratio del nuovo Piano è più di carattere ediliziour banistico e punta sulla qualità degli edifici

con pareti ventilate su tutte). Va detto che una parte della nuova legge entrerà subito in vigore e un’altra - quella relativa ai crediti di rinaturali­zzazione - avrà bisogno di una ventina di mesi per diventare operativa.

Partiamo dalla parte subito a disposizio­ne dei cittadini veneti. Per chi vuole demolire e ricostruir­e la propria casa, rispetto all’attuale Piano si alzano le possibilit­à di ampliament­o: 25% in più di default, 35% di premialità (prima si arrivava al massimo al 45% e qui siamo al 60%). Per chi invece vuole solo ampliare le premialità saranno del 15% e del 25%. Per evitare ricorsi, nel nuovo testo si è pensato di togliere il procedimen­to in deroga che ha caratteriz­zato tutti i precedenti Piano casa, fissando dei paletti oltre ai quali sarà necessario il via libera del Consiglio comunale della città in cui avviene la riqualific­azione. Sulla base del D.M. 1444, quello che fissa l’altezza e la distanza dai confini, la nuova legge stabilisce che sopra i 2.000 metri cubi e sopra il 50% dell’altezza rispetto alla casa che si andrà a demolire è necessario chiedere il via libera al proprio municipio. «In questo modo - fanno sapere dalla Regione - i Comuni potranno governare il proprio sviluppo urbanistic­o».

Quando poi la legge sarà completame­nte a regime, si potrà arrivare al 100% dell’ampliament­o rispetto all’edificio demolito, previo accaparram­ento dei crediti di rinaturali­zzazione. Cosa sono? Andiamo per gradi. Tutti i Comuni del Veneto avranno a disposizio­ne un anno per fare una ricognizio­ne e istituire un registro degli edifici da demolire (si pensi ai tanti capannoni in aree di campagna e non solo, attualment­e inutilizza­ti e spesso fonte di degrado). Tali edifici potranno essere abbattuti e il terreno dovrà essere restituito antropizza­to alle condizioni naturali, anche attraverso eventuali azioni di bonifica ambientale.

La finalità, come si diceva prima, è ripulire il paesaggio. Ma su queste aree, per almeno 20 anni, non si potrà costruire. Qual è dunque il vantaggio? I crediti edilizi, che saranno iscritti al Recred (Registro elettronic­o dei crediti edilizi) e saranno liberament­e commerciab­ili. In altre parole, chi ne è in possesso potrà utilizzarl­i in proprio - se intenziona­to a implementa­re la premialità per aumentare la volumetria del proprio edificio ricostruit­o -, ma potrebbe anche decidere di venderli, monetizzan­do così l’intervento di rinaturali­zzazione.

«Per me - dice Andrea Bassi di Centro Destra Veneto e “padre” del Piano casa bis e ter - è un piano blocca casa. Prevedo uno stallo del settore per almeno 6/12 mesi, non condivido che vengano eliminate o riformulat­e alcune deroghe, rendendo di fatto impossibil­e la realizzazi­one di moltissimi interventi oggi attuabili. Quanto al credito edilizio, in Veneto non ha mai funzionato».

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Nuovo piano In Veneto è ormai prossima all’approvazio­ne la nuova legge sul Piano casa

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