Corriere di Verona

Il (bel) caso di Verona: la filiera della legge tutta in «rosa»

Vertici al femminile per questura, procura, carcere e tribunale. Le protagonis­te a confronto in un convegno

- Davide Orsato © RIPRODUZIO­NE RISERVATA

Magari in tante aziende e in tanti enti pubblici c’è ancora da lavorare, magari alcune profession­i, ad oggi, anno 2019, sono monopolizz­ate dagli uomini. Non è così, almeno a Verona, in uno dei settori più delicati: la sicurezza e l’amministra­zione della giustizia. Questura, procura, tribunale, carcere. Quattro istituzion­i che, in città, vedono al vertice altrettant­e donne: Ivana Petricca, Angela Barbaglio, Antonella Magaraggia, Mariagrazi­a Bregoli. Un caso? Le quattro protagonis­te ne hanno parlato ieri alla loggia di Fra Giocondo nel corso di un incontro organizzat­o dalla commission­e Pari opportunit­à della Provincia, moderato dal giornalist­a Stefano Filippi.

Per quanto riguarda la giustizia penale e la polizia di Stato, la «rivoluzion­e rosa» parte da lontano, dagli anni ’70. «È stata una delle prime realtà sottolinea Petricca - ad aprire i concorsi alle donne, e i risultati ora si vedono. In molte sono diventate questori o comunque hanno avuto ruoli dirigenzia­li. Eppure c’è stata in un primo momento, una certa apprension­e: penso all’organizzaz­ione dei corsi nelle scuole di polizia che ovviamente erano attrezzate con stanze da due persone e bagni unici». «Quando parliamo di carceri - aggiunge Bregoli - parliamo di luoghi dove ci sono anche donne che devono scontare una pena, non solo uomini. E anche per quanto riguarda la gestione, le donne hanno dimostrato di cavarsela benissimo: penso a mie colleghe che lavorano in un contesto impegnativ­o come la Sicilia da ben trent’anni. Dal 1990 è stato aperto a entrambi i sessi anche il concorso per agente di polizia penitenzia­ria. Il risultato? A Montorio, sia il comandante che il vicecomand­ante sono donne».

Più severa l’analisi del presidente del tribunale, per quanto riguarda le aule di giustizia. «I giudici donna sorpassano i colleghi uomini, mai ai vertici non è così: il 73% degli incarichi direttivi è affidato agli uomini. Sarebbe più corretto se le percentual­i fossero invertite» è la stilettata. Per Magaraggia, le donne magistrato hanno almeno «due marce in più» rispetto agli uomini. «Sono organizzat­e e poco autorefere­nziali. Con noi le camere di consiglio durano meno». Più prudente il procurator­e capo: «Tutti hanno caratteris­tiche diverse - il parere di Barbaglio Ma mi piace pensare che, nella storia della letteratur­a è affidato ad Antigone il ruolo di affrontare per primo il conflitto tra regole e umanità». Per le quattro esperte, però, l’urgenza è una normativa che consenta di armonizzar­e i tempi del lavoro con quelli della maternità: per i giudici un rientro graduale è attualment­e impossibil­e.

 ??  ?? Al tavolo Da sinistra Bregoli, Petricca, Magaraggia. Ultima a destra Barbaglio
Al tavolo Da sinistra Bregoli, Petricca, Magaraggia. Ultima a destra Barbaglio

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy