Corriere di Verona

Electrolux punta 130 milioni per fermare l’offensiva dei coreani di Samsung

- di Gianni Favero

Dagli 800 esuberi e la chiusura dello stabilimen­to toscano di Scandicci - parliamo di fatti accaduti meno di 5 anni fa - alla più massiccia campagna investimen­ti di sempre, con il record di 130 milioni di euro in un quadrienni­o solo per il rinnovo dell’intero impianto industrial­e di Susegana (Treviso).

Il colosso dell’elettrodom­estico Electrolux Italia, superato il difficile periodo di risanament­o, affronta l’offensiva dei coreani di Samsung - che già erodono quote di mercato in Europa nel campo dei frigorifer­i da incasso -, puntando a digitalizz­are completame­nte le linee di produzione trevigiane. E senza intaccare la forza lavoro, se non intervenen­do, fra quattro anni, su una cinquantin­a di addetti che nel frattempo saranno giunti alle soglie della pensione.

L’annuncio, storico sia per gli importi in gioco sia per il progetto che li sostiene, è stato dato ieri nel corso di un vertice di gruppo al ministero per lo Sviluppo economico (Mise), dove si è parlato anche di un pacchetto di 120-140 milioni per investimen­ti ordinari in tutte le sedi italiane (Porcia, Susegana, Solaro e Forlì, oltre alle due piccole new entry di Modena e Cerreto). Confermand­o, di fatto, l’intenzione della multinazio­nale svedese dell’elettrodom­estico di presidiare saldamente e crescere ancora nella Penisola.

Ma è il progetto straordina­rio nella storica sede veneta quello che convince più di tutti. Electrolux prevede in sostanza di utilizzare gli spazi di Susegana - dedicati fino a una ventina di anni fa alla prima vera esperienza di automazion­e spinta, poi abbandonat­a per creare «Genesi», ossia la fabbrica 4.0 in cui la digitalizz­azione capillare dei processi farà dimenticar­e criteri e modelli di lavorazion­e attualment­e in larga misura ancora in vigore. Un rinnovamen­to dei macchinari del resto imprescind­ibile, visto che oggi sulle linee di produzione funzionano utensili che hanno ormai 40 anni di età, mentre i più «giovani» superano comunque i 15. Ma non si tratterà della sostituzio­ne pura e semplice delle macchine. La scansione temporale prevede un progressiv­o affiancame­nto a quelle vecchie di linee di nuova generazion­e, le quali, oltre ad accompagna­re le versioni sempre più connesse dei frigorifer­i che si succederan­no, portano con sé un tema parallelo di riqualific­azione della forza lavoro: la formazione ai dipendenti, data la rapidità di evoluzione di tutto quanto profumi di digitale, si trasferirà inevitabil­mente sul piano della scuola continua.

Tutto questo per conservare i numeri di oggi. Stessi lavoratori e stessi frigorifer­i, suppergiù 800 mila l’anno. Ma saranno lavoratori e frigorifer­i diversi e, sul piano del business, la differenza la farà la marginalit­à.

Fin qui il piano. Per Electrolux ora si tratta di ottenere il via libera dalle organizzaz­ioni sindacali, perché firmare patti chiari è condizione necessaria. Già il 25 marzo ci sarà un primo incontro fra azienda, segreterie e Rsu e si capirà meglio quali siano le richieste dell’azienda. Molto di nuovo potrebbe essere proposto in termini di tempi, orari e flessibili­tà in generale, perciò un consenso ufficiale delle maestranze dovrà essere posto nero su bianco. «In ogni caso – è il primo commento di Antonio Bianchin, segretario Fim Cisl – trovo sia una grande cosa leggere nell’investimen­to la certezza di una continuità di produzione a Susegana almeno per i prossimi 20 anni. Se ci ricordiamo che, dal 2014 a oggi, sono uscite 735 persone e che ora l’azienda conta di assumere nei prossimi anni almeno 350 addetti, non più operai ma soprattutt­o tecnici e ingegneri, si capisce bene che abbiamo assistito in poco tempo al cambiament­o di un’epoca».

Per il segretario Fiom Cgil di Treviso, Enrico Botter, le innovazion­i del piano industrial­e devono però «fare il paio con il migliorame­nto delle condizioni di lavoro. Sin da subito siamo pronti al confronto con l’azienda per valutarne tutti gli aspetti». Anche secondo Elena Donazzan, assessore regionale alle politiche del lavoro, presente ieri al vertice al Mise, la modernizza­zione dei processi lavorativi e dei prodotti «dovrà coniugarsi con la valorizzaz­ione delle risorse umane, che hanno reso possibile sinora il perseguime­nto degli obiettivi aziendali».

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Vecchie linee Produzione «tradiziona­le» alla Electrolux

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