Corriere di Verona

Piatek più gol del Chievo Di Carlo sfida il Milan del super bomber

- di Matteo Sorio © RIPRODUZIO­NE RISERVATA

Se la serie A è una porta in procinto di chiudersi (-12 gare alla fine, -12 dalla salvezza) tanto vale vivere a pieno il presente di partite così. Chievo contro Milan, serata di gala, tentar non nuoce — «Facciamoci trovare pronti se loro non saranno al 100%», detta Di Carlo — e comunque gli argomenti non mancano.

Tipo, la danza in area dei coetanei polacchi, Stepinski e Piatek, 23 anni, uno da innaffiare (6 gol), l’altro ampiamente sbocciato (18, tre volte di più, uno in meno di tutto il Chievo): «Anche Stepinski è potenzialm­ente uno da Milan – dice Di Carlo – però va aspettato un po’ di più, gli serve un contesto sereno dover poter anche sbagliare e in carriera farà grandi passi in avanti». Tipo, ancora, il duello a vista tra lupi solitari, separati dall’anagrafe ma uniti dal fuoco nei guantoni, l’ormai 40enne Sorrentino (compleanno il 28 marzo) e il 20enne Donnarumma: «Due portieri fantastici, Sorrentino lo conosciamo tutti, Donnarumma è uno di quelli che nascono ogni cent’anni, e per fortuna ch’è nato qui da noi, pronto a diventare grande anche in Nazionale».

Tipo, infine, lo stesso Di Carlo e Gattuso, che al di là della classifica — 48 punti il Milan, terzo, 12 punti il Chievo, ultimo — vengono dallo stesso luogo, cioè quella metà campo: «Siamo ancora due mediani nello spirito. Vedo un Milan che si specchia in Rino, difendendo e attaccando in undici come vuole lui».

Un Chievo che, fatalmente, va a sbattere contro i propri limiti, nel senso di pagare ingenuità che non sono solo un problema della retroguard­ia («A volte per non prendere gol basterebbe non perdere palla in mediana») e di ciccare troppo spesso l’appuntamen­to negli ultimi sedici metri («Dobbiamo costruire più occasioni da gol»).

Per dire di quanto sia dura stasera, al Bentegodi, basterebbe ricordare la tenuta stagna della difesa di Gattuso, la meno perforata dei 5 massimi campionati europei da inizio dicembre a oggi, giusto 5 reti al passivo: o ci pensa la linea a 4, Calabria/Musacchio/Romagnoli/Laxalt, o ci pensa Donnarumma, il risultato è comunque quello lì. E il Chievo deve davvero chiedere a Stepinski — sperando che Giaccherin­i faccia il Giaccherin­i — uno scatto d’ali, una zingarata, uno di quei colpi che al giovane di Sieradz sono spesso riusciti con le big. Anche perché, pure stavolta, capitan Pellissier siederà in panchina. «Fosse per lui giocherebb­e anche su una gamba sola, ma non è giusto rischiarlo», conferma Di Carlo. Una disdetta. Perché il Chievo non segna da 4 gare e mai come ora sembra valere quell’adagio lì: no Pellissier, no party.

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