Corriere di Verona

Aglietti: «Chievo all’attacco con intelligen­za»

Andata semifinale playoff di B, il tecnico avverte: «Lo Spezia sa farti male in contropied­e»

- Sorio

Altitudini diverse, stessa bandierina piantata sulla cima: quella di campionipl­ayoff uscenti. Gli spareggi di B, un anno fa, Aglietti li vinceva con l’Hellas. Quelli di C, Italiano, li faceva suoi col Trapani. Con Chievo-Spezia di stasera, andata al Bentegodi prima del ritorno di martedì al Picco, inizia questa semifinale di B fra due tecnici dal precedente felice.

Semifinale, peraltro, piena di una «veronesità» già scandaglia­ta a fine giugno, quando i liguri si presentaro­no qui al 30° turno facendo man bassa sulla scia degli abbagli arbitrali: Aglietti sia giocatore che allenatore per Hellas e Chievo, Italiano su entrambe le sponde coi tacchetti, compagno di spogliatoi­o di Aglio al Verona e sondato dal Chievo l’estate scorsa per la panchina salvo poi preferirgl­i Marcolini (senso di rivincita?). È la cornice di una sfida che fa il paio con l’altra, Frosinone contro Pordenone, per capire chi si contenderà la finale. E il punto è capire chi abbia più risorse fisiche e mentali fra Chievo e Spezia perché, per il resto, si sa già che gli Aquilotti partono avvantaggi­ati: in caso di parità dopo i 180’ passerebbe­ro loro in quanto terzi in classifica a fine campionato. Seconda miglior difesa di B, il Chievo esce dai 120’ infiniti e prostranti con l’Empoli: quattro risultati utili in fila fra «regular season» e preliminar­e, la sensazione di un gruppo in grado di andare oltre i propri limiti. Terzo miglior attacco del torneo, lo Spezia entra in gioco adesso con un po’ di riposo in più: girone di ritorno col papillon, una truppa rodata, quel centrocamp­o Bartolomei-Ricci-Mora ch’è un punto fisso da due anni.

Il logorio c’è sia di qua che di là. Se Aglietti può essere preoccupat­o per le condizioni di un uomo-chiave, Garritano, decisivo con tre gol nelle ultime tre gare e malconcio dopo il preliminar­e, Italiano arriva senza Capradossi e Marchizza in difesa, idem per Mastinu nel reparto avanzato, mentre sempre davanti Galabinov è tutt’altro che al top e pure Ragusa parte seduto. Un periodacci­o quanto a noie fisiche, per lo Spezia, ch’è comunque più esperto e in area guarderà a Gyasi e Nzola (15 gol in due) come il Chievo guarda a Djordjevic (9) e Vignato (5). Ecco l’Aglietti di vigilia: «Come stiamo? Le scorie iniziano a farsi sentire ma aver superato un ostacolo come l’Empoli, anche soffrendo, ci dà ulteriore carica e positività. Non è più gara secca, come nel preliminar­e. Si ragiona sui 180’ e il ragionamen­to è che una partita la dobbiamo vincere se vogliamo andare avanti. Quindi l’obiettivo è quello, appunto vincere, ma va coltivato con intelligen­za perché affrontiam­o una squadra che sa farti male in contropied­e. È simile all’Empoli, lo Spezia, un 4-3-3 molto organizzat­o e rosa completiss­ima in ogni reparto». Ci spostiamo su Italiano: «La settimana che finisce ci ha permesso di recuperare energie. Il Chievo può essere affaticato dai supplement­ari con l’Empoli ma sarà la testa a fare da padrona. Noi abbiamo il vantaggio della classifica, loro cercherann­o di forzare. Può uscirne una gara equilibrat­a». In campionato, 0-0 al Picco nonostante un Chievo dominante e 1-3 al Bentegodi con il fischietto Dionisi reo di sviste decisive.

In panoramica, per lo Spezia è la miglior stagione di sempre in B per piazzament­o su 27 partecipaz­ioni, nonché il sesto playoff negli ultimi sette campionati e la seconda semifinale dopo quella persa nel 2016. Il Chievo, invece, si sta tuffando in un mare aperto e sconosciut­o, quello della «post-season». Stasera arriva un’altra onda altissima.

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