Corriere di Verona

Rientro dalle ferie boom di contagi

Il Covid rinetra dall’estero ma non sempre per colpa degli stranieri. Cinque contagi anche ai centri estivi

- S. Mo.

Si moltiplica­no i contagi dei nostri giovani che tornano dalle vacanze. E creano nuovi focolai. Partono con la voglia di staccare la spina e si rilassano un po’ troppo, lasciando perdere la mascherina e facendo saltare il distanziam­ento nelle discoteche o sulle spiagge. Tanta preoccupaz­ione suscitava la situazione degli immigrati che non ci siamo accorti della nascita di un fenomeno che potrebbe rivelarsi una bomba. Come nel caso dei 18enni padovani, partiti per il viaggio della maturità verso le spiagge della Croazia: su 13 sono 8 i positivi al coronaviru­s. Ma non sono gli unici.

Un cluster si è creato anche nel vicentino dove due persone che fanno capo all’Usl 8 Berica e altre sei dell’Usl 7 Pedemontan­a sono risultate positive dopo una vacanza sul litorale croato (non facevano parte del gruppo dei padovani); un’altra persona dell’Usl 7 ha contratto il virus dopo essere stata in Spagna.«A me spiace fare questi appelli perché mi metto anche nei panni dei nostri vicini di casa (leggasi i croati, ndr) che hanno anche loro il diritto di lavorare ma è pur vero che se uno vuole la sicurezza deve fare due cose: restare nei nostri territori primo, secondo se decide comunque di andare all’estero non abbassare assolutame­nte la guardia – dice il governator­e Luca Zaia –. Ad esempio, ora c’è la recrudesce­nza in Belgio dove nessuno porta la mascherina nei luoghi chiusi, questa è la storia. Bisogna fare molta, molta attenzione. Gli 8 ragazzi che tornano dall’isola di Pag si sono infettati lì. Non è colpa dei croati, funziona così, noi siamo stati i primi e siamo usciti per primi dal tunnel, gli altri ci sono ancora dentro».

Chissà quanti altri torneranno dalle vacanze nella stessa situazione. Per non parlare di coloro che già in partenza dimostrano un’eccessiva leggerezza: è il caso di due turisti veneti che prima di recarsi in Abruzzo, a Roseto, hanno fatto il tampone ma non hanno aspettato l’esito. Così hanno scoperto della loro positività solo a vacanza iniziata. Dopo un passaggio dal reparto di Malattie infettive dell’ospedale di Teramo verranno portati nella Rsa di Giulianova, mentre l’Usl locale sta cercando di tracciare i contatti che i due hanno avuto durante il loro breve soggiorno. «Tutti i dg stanno testando anche i bus come flixbus, tutti mi dicono che ci sono focolai dall’estero, abbiamo un virus di rientro dal Perù, da Malta, gli 8 dall’Isola di Pag, da Corfù – aggiunge Zaia –. Quindi va detto che le vacanze sono un elemento di rischio e non sto facendo campagna contro i nostri competitor ma è pur vero che da un paio di settimane siamo concentrat­i su pazienti infettati in vacanza. Alcuni sintomatic­i mentre molti altri non lo sono ma è emblematic­o il caso degli 8 ragazzi e i tanti da Malta. Abbiamo certezza che il virus entra da fuori o perché qualcuno ce lo porta o perché qualcuno va a prendersel­o». A chiudere il cerchio (per ora) è un altro focolaio padovano, di cui non c’era proprio bisogno, questa volta creatosi all’interno di un centro estivo dove 5 bambini sono positivi al Covid. E delle 94 persone da tamponare ne mancano all’appello ancora 26.

Le imprudenze Due ragazzi partiti dopo aver fatto il tampone e senza aspettare l’esito

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