Corriere di Verona

Arresto nullo: torna il direttore di Amia

Cozzolotto reintegrat­o dopo due mesi. «Un incubo che ho vissuto da innocente»

- Tedesco

«Per me è stato un incubo vissuto da innocente». Poche parole («perché sono ancora scosso»), ma intrise di commozione quelle con cui Ennio Cozzolotto commenta il proprio rientro alla direzione di Amia a due mesi esatti dall’arresto per tentata turbativa d’asta nell’ambito dell’inchiesta Isola Scaligera coordinata dalla Dda di Venezia. Rimase ai domiciliar­i una settimana, ma il Riesame ha sancito la nullità del suo arresto per mancanza di indizi.

«Per me è stato un incubo vissuto da innocente». Poche parole («perché in questo momento sono ancora scosso»), ma intrise di commozione quelle con cui Ennio Cozzolotto commenta il proprio rientro alla direzione di Amia a due mesi esatti dall’arresto per tentata turbativa d’asta nell’ambito dell’inchiesta Isola Scaligera coordinata dalla Dda di Venezia.

Lo scorso giugno Cozzolotto restò ai domiciliar­i per una settimana: «Giorni terribili confida - a maggior ragione per chi, come me, fin dal primo istante aveva la certezza e la coscienza di essere totalmente estraneo alle accuse e di non aver in alcun modo violato la legge». Ovviamente il direttore - che è appena rientrato ai propri incarichi aziendali come «facente funzioni», in attesa del via libera ufficiale al suo reintegro con apposita delibera del Cda non entra nel merito delle indagini: a parlare in maniera inequivoca­bile, però, sono stati i giudici del Tribunale distrettua­le del Riesame di VeNessuna

Amia Nei due mesi di assenza di Ennio Cozzolotto, i suoi incarichi sono stati gestiti da due manager nezia, che hanno annullato in toto il provvedime­nto cautelare scattato 60 giorni fa a carico di Cozzolotto. Un arresto, quello ai danni del direttore della municipali­zzata veronese che gestisce raccolta e smaltiment­o rifiuti, che i magistrati lagunari del Riesame hanno azzerato per «assenza di indizi». Cozzolotto, in altre parole, «non andava arrestato» perché «mancavano i presuppost­i per farlo». Ma come sono andate le cose?

A ricostruir­e la sequenza dei fatti è l’avvocato Claudio Avesani: «Il mio assistito spiega - il 4 giugno scorso è stato posto agli arresti domiciliar­i, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminar­i del Tribunale di Venezia, esclusivam­ente in relazione a un presunto tentativo di turbativa della gara per la fornitura ad Amia spa di corsi di formazione in materia di prevenzion­e antincendi­o, per fatti che sarebbero accaduti nel 2018.

accusa, invece -precisa il difensore - è stata mossa in relazione alla illecita percezione di somme di denaro da parte di chicchessi­a per qualsivogl­ia causale». Nel giro di una sola settimana, comunque, Cozzolotto recuperò la libertà dopo essersi fatto interrogar­e dal gip lagunare a cui espose la propria versione dei fatti: a suo carico, tuttavia, la magistratu­ra impose la stop al rientro in azienda per i successivi sei mesi. Una misura cautelare, quella dell’interdizio­ne temporanea al ritorno lavorativo, che tuttavia è caduta automatica­mente alla luce dell’ordinanza con cui l’8 luglio il Riesame ha sancito che il direttore di Amia non doveva essere arrestato.

«Lo scorso 10 giugno - riepiloga infatti l’avvocato Avesani - l’indagato ha reso interrogat­orio di garanzia avanti al giudice rigettando ogni addebito e, il giorno dopo, si è visto revocare la misura degli arresti domiciliar­i, originaria­mente inflittagl­i, che è stata sostituita con la misura cautelare interditti­va dello svolgiment­o delle proprie funzioni dirigenzia­li, per sei mesi. La vicenda è stata dunque ridimensio­nata già in occasione del primo contatto con l’autorità giudiziari­a. Lo scorso 8 luglio, infine, il Tribunale distrettua­le del Riesame di Venezia ha annullato la misura cautelare irrogata a Cozzolotto per mancanza di indizi a suo carico, osservando, in accordo con quanto sin dal primo momento sostenuto dalla difesa, che non può configurar­si alcun tentativo di turbativa di una gara che, come già risultava dall’indagine al momento dell’arresto, in Amia è mai stata bandita. Ritengo opportuno precisare - conclude il legale - che neppure era in alcun modo iniziato alcun procedimen­to finalizzat­o alla futura acquisizio­ne dei corsi anti incendio oggetto di indagine, né infine alcun tipo di rapporto contrattua­le è mai stato intrattenu­to con l’azienda che, secondo l’accusa, avrebbe dovuto essere favorita nella futura gara».

Un percorso giudiziari­o che si profila d’ora in poi in discesa, dunque, per Cozzolotto: ne uscirà definitame­nte quando la Procura avrà chiuso l’inchiesta, ma per adesso il direttore può rituffarsi nel lavoro. Un ritorno alla vita profession­ale «dopo tanta sofferenza». Un «incubo» che «il lavoro mi sta aiutando a superare».

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Avvocato Claudio Avesani
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Direttore Amia Ennio Cozzolotto

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