Corriere di Verona

«Bus e disco tutti senza mascherina ora ho il virus»

La maturanda tornata positiva dalla Croazia: «Col senno di poi...»

- di Silvia Moranduzzo

«S ul bus per la Croazia nessuno aveva la mascherina, nemmeno il conducente così l’abbiamo tolta. Nessuno ha controllat­o il rispetto delle norme». Parla la 18enne padovana che ha preso il virus dopo le ferie per la Maturità.

Ha la voce nasale per il raffreddor­e Serena (nome di fantasia, ndr) mentre racconta il viaggio della maturità trasformat­osi in un incubo. È una delle due diciottenn­i tornate positive dalla Croazia, involontar­ie scintille di un nuovo focolaio nel Padovano.«Siamo partite in quattro. Cioè, all’inizio eravamo in cinque, ma una delle mie amiche aveva paura e non è partita. Ci siamo appoggiate a un’agenzia per stare più tranquille, perché era tutto organizzat­o».

Quando siete partite?

«La notte del 25, l’appuntamen­to era alle 4 in un parcheggio. Saremo state un centinaio di persone, cinquanta per pullman».

Tutte con la mascherina ovviamente?

«Beh, quando siamo salite l’avevamo addosso, poi abbiamo visto che gli altri passeggeri non l’avevano e nemmeno il conducente così l’abbiamo tolta. Nessuno ha controllat­o che venissero rispettare le norme anti-contagio».

Ma non avevate timore di ammalarvi?

«Un po’ si ma siamo state condiziona­te dal comportame­nto degli altri, ci siamo lasciate andare. I ragazzi, gli animatori e i conducenti di pullman e navette non la portavano. In fondo abbiamo seguito chi avrebbe dovuto saperne più di noi. L’abbiamo messa solo quando entravamo in autogrill, durante le pause in autostrada».

E poi quando siete arrivate all’isola di Pag dove avete alloggiato?

«In un appartamen­to noi quattro. Ce n’erano parecchi e di diverse metrature».

Cosa facevate durante il giorno?

«C’erano delle attività organizzat­e in discoteca o in spiaggia ma potevamo anche scegliere di non andare. La sera eravamo sempre in discoteca, che era all’aperto, e anche lì nessuno aveva la mascherina. La situazione sembrava così tranquilla che ci siamo adeguate. Un giorno ho perso la mia in spiaggia, pensavo non mi avrebbero fatto salire sulla navetta, l’unico posto dove la indossavam­o».

E come hai fatto?

«Il conducente mi ha detto che potevo coprirmi la bocca con un fazzoletto e salire. Così ho fatto».

Quando hai cominciato a sentire i primi sintomi?

«Due giorni dopo il nostro ritorno. Il 1 agosto siamo rientrate, mi sentivo stanca ma ho pensato fosse per il lungo viaggio in pullman. Il 2 agosto sono uscita con alcuni amici. Poi è cominciato tutto con il mal di gola e la febbre a 38, poi 39».

Eri preoccupat­a? Hai pensato potesse essere il virus?

«No, quando prendo colpi d’aria è normale mi vengano le placche in gola, ho creduto fosse colpa dell’aria condiziona­ta. Non ho pensato subito al virus anche se ho cercato di stare lontana dai miei familiari per non contagiarl­i con qualsiasi cosa avessi».

Cosa hai pensato quando hai saputo che avevi contratto il coronaviru­s?

«Mi sono sentita in colpa verso gli amici che avevo incontrato a Padova e verso la mia famiglia, che ha dovuto annullare le vacanze. Loro sono tutti negativi per fortuna ma i miei familiari devono comunque restare in quarantena. Mi dispiace averli messi in questa situazione. Io sono confinata nella mia camera».

Ti sei pentita di essere partita?

«Col senno di poi forse rimanderei il viaggio al prossimo anno, per non rischiare. Però dopo tutto quello che è successo, la maturità così particolar­e ho pensato che meritavamo di andare in vacanza a divertirci».

Magari con un po’ di attenzione in più avresti potuto evitare il contagio...

«Ci siamo affidate ai più grandi. Ora capisco che avrei dovuto tenere la mascherina sempre ma in quel momento abbiamo seguito i comportame­nti

Serena Mi sento in colpa verso amici e famiglia, sono negativi ma devono stare tutti in quarantena

del gruppo. Noi giovani siamo un po’ sbadati a volte... ma non è nemmeno giusto generalizz­are: ho amici che sono attentissi­mi, anche più dei loro genitori».

Come ti senti adesso?

«È sopportabi­le. Ho mal di testa, raffreddor­e, male ai muscoli. Appena mi muovo mi manca il respiro però non è così grave, posso farcela se la malattia non si aggrava, di questo non sono preoccupat­a. La cosa che più mi pesa, in realtà, è stare chiusa in camera».

Cosa fai durante il giorno?

«La mattina cerco di muovermi un po’, faccio risveglio muscolare anche se mi affatica. Ma so che sarà peggio se non faccio nessun movimento. Poi guardo qualche serie tv, videochiam­o le mie amiche e mi preparo al test d’ingresso all’università, spero di guarire in tempo per farlo. I miei genitori mi lasciano i pasti di fronte alla porta».

Cosa ti ha lasciato questo viaggio?

«È ovvio che mi sono divertita, è stato bello. Ma d’ora in poi e finché non sarà debellato indosserò la mascherina, questo è certo».

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Il braccialet­to La ragazza mostra la fascetta dell’agenzia che ha tenuto durante il soggiorno in Croazia
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Feste in spiaggia L’isola di Pag

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