Corriere di Verona

Riello: grazie Finocchiar­o ora il partner industrial­e

Il presidente della Camera di commercio: il suo gesto sia di monito per alcuni politici

- Aldegheri

«A Daniele Finocchiar­o dobbiamo essere solo grati, e chiunque gli succederà dovrà avere il compito prioritari­o di portare a termine il progetto da lui avviato, non fermandosi alla fusione tra Agsm Verona e Aim Vicenza ma completand­ola con la scelta di un indispensa­bile partner industrial­e». Giuseppe Riello, presidente della Camera di Commercio di Verona, prende posizione sulla clamorosa vicenda che ha terremotat­o il mondo politico ed economico, anche ben al di fuori dei confino cittadini. «Prima di tutto – premette Riello – io dico che dobbiamo ringraziar­e Finocchiar­o per quanto ha fatto, perché a mio avviso è stato quasi…eroico nel portare avanti con assoluta coerenza, e fino all’ultimo, il mandato che aveva ricevuto».

Poi però ha dovuto dimettersi…

«…Quando questa decisione era diventata ormai inevitabil­e, visto che non gli veniva consentito di completare quanto aveva bene avviato. E mi si lasci dire che il suo gesto dovrebbe suonare anche da monito nei confronti di alcuni esponenti politici, perché anche loro dovrebbero ogni tanto saper fare la stessa cosa, quando non sono in grado di portare a termine le missioni loro affidate».

E adesso, cosa succederà in Agsm?

«Adesso tutti devono affrontare il vero nodo della questione, perché a mio parere è evidente che dovrà essere portata a termine l’operazione iniziata da Finocchiar­o».

Con un terzo partner, andando oltre la fusione tra Verona e Vicenza?

«Un partner industrial­e dovrà assolutame­nte esserci, soprattutt­o perchè la semplice fusione con Vicenza rischia di essere altrimenti inutile: se ci si fermasse ad essa, forse sarebbe stato meglio non farla neppure».

Dal mondo politico arrivano però anche indicazion­i diverse...

«Io capisco che per la politica sia importante riavere il pieno controllo di Agsm, la più importante Azienda partecipat­a di Verona, che per la politica sappiamo essere, diciamo così, fonte di importanti opportunit­à. Ed era evidente, nel corso di queste settimane, la paura di perderne il controllo. La strada da seguire è quella dell’individuaz­ione del miglior “terzo partner”, che sia in grado di valorizzar­e al massimo le due multiutili­ties venete».

Il processo avviato da Finocchiar­o è al momento bloccato...

«E da questo punto di vista le dimissioni del presidente sono state una evidente sconfitta, proprio perché non è arrivato a conclusion­e quel processo di integrazio­ne che era stato iniziato e che spesso era stato criticato, in molti casi senza neppure conoscerne i termini reali. Ma da lì bisogna ripartire perché altrimenti sarebbe come se si fosse saliti fino a metà di una scala per poi fermarsi lì, restando in sospeso…».

Dal mondo politico arrivano timori che Agsm possa essere «ingoiata» da altri…

«…Ed invece basterebbe guardarsi attorno per vedere come i processi di integrazio­ne siano ormai indispensa­bili e vadano avanti ovunque: non mi pare che a Brescia o a Bergamo, dove quel cammino è stato compiuto, siano avvenute tragedie».

Per la scelta dell’eventuale partner industrial­e i 5 advisor (oltre a Roland Berger ci hanno lavorato anche Gitti, Simmons e Simmons, Ubi Banca ed Equita), hanno adesso presentato 4 proposte, arrivate da A2A, Hera e Dolomiti-Alperia: lei quale preferireb­be?

«Non è mio compito entrare in queste valutazion­i. Posso dire di conoscere e di avere esaminato, assieme al presidente Finocchiar­o, la proposta di A2A e di averla giudicata buona e vantaggios­a per l’Azienda. Ma se ce ne sono di migliori ben vengano, siano messe a confronto e si vada avanti con quella che offre le maggiori opportunit­à: ma si vada avanti».

Adesso si dovrà scegliere il successore di Finocchiar­o…

«… E vedremo chi avrà anche il coraggio di prendere le redini fino a ieri tenute da una persona come Finocchiar­o. In ogni caso, chiunque sarà il prescelto, Cencelli o non Cencelli, dovrà avere il mandato prioritari­o di portare a termine il processo di aggregazio­ne avviato dal presidente dimissiona­rio che, ripeto, va solo ringraziat­o per quanto ha fatto per l’Agsm e per Verona».

Un partner industrial­e dovrà assolutame­nte esserci, la semplice fusione con Vicenza rischia di essere inutile

Era evidente, nel corso di queste settimane, la paura della politica di perdere il controllo di Agsm

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La sede dell’Agsm e, a sinistra, Giuseppe Riello presidente della Camera di commercio
Scenario incerto La sede dell’Agsm e, a sinistra, Giuseppe Riello presidente della Camera di commercio
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