Corriere di Verona

Campy, filo diretto con i contadini «I nostri territori tutti da scoprire» La piattaform­a digitale creata da due giovani: «Idea nata durante il lockdown»

- Marianna Peluso

Che cosa c’è dietro la mela appoggiata sullo scaffale del supermerca­to? E chi ha raccolto le olive che sono state spremute e diventate l’olio sulla nostra tavola? Se lo sono chiesti Filippo Federico e Tania Gnatovschi, oggi residenti a San Bonifacio, ma che fino a qualche mese fa abitavano a Milano e lavoravano rispettiva­mente come programmat­ore web ed event manager. «Si parla tanto del globale, dando poi per scontato quello che c’è vicino a noi – le parole di Filippo –. Ci hanno sempre incuriosit­o le tradizioni italiane che stanno alla base del settore agroalimen­tare: per questo abbiamo deciso di raccontare il dietro le quinte della lavorazion­e dei prodotti che mangiamo ogni giorno. Abbiamo iniziato a intervista­re produttori locali, riprendend­o volti e voci per scavare con loro nel significat­o della parola territorio. Basta uscire in bici nei prati per notare l’enorme biodiversi­tà della nostra zona». La loro esperienza nell’ambito della comunicazi­one è stata il trampolino di lancio per la creazione del sito www.andiamoaca­mpy.it, un nome che sintetizza bene l’idea dell’iniziativa: sensibiliz­zare chi, abituato solo alla tecnologia, ha perso l’appiglio con la natura, sia nello sguardo della ricchezza fitologica, che del campo di fiori appena fuori dal proprio paese. «Si parla tanto del globale, dando per scontate le cose che abbiamo vicino a casa» continua Filippo. Il sito è a metà tra un blog e un magazine online, in cui trovano spazio interviste di produttori locali, che finalmente possono esporre i loro contenuti grazie all’uso dello storytelli­ng e agli strumenti multimedia­li messi a disposizio­ne. «L’idea è nata nel bel mezzo della quarantena – aggiunge Tania -, quando gli unici momenti consentiti per uscire erano quelli della spesa. Un giorno, vogliosi di assaggiare prodotti freschi e in astinenza, come tutti, di contatti sociali, ci siamo chiesti: come possiamo contattare i contadini vicini a casa nostra? Dopo un po’ di ricerche su internet abbiamo notato che mancava il connettore tra persone e agricoltor­i o allevatori. Siamo abituati a trovare i prodotti pronti sugli scaffali ma abbiamo perso la conoscenza di quello che succede nei nostri campi».

Da qui la realizzazi­one di una vetrina senza fini di lucro, senza marchi, link o e-commerce, ma solo la terra tra le mani tradotta in pixel, per mettere sotto i riflettori i benefici della filiera corta, come

L’idea Filippo Federico e Tania Gnatovschi vivono a San Bonifacio la sostenibil­ità dell’alimentazi­one, la freschezza e la stagionali­tà dei prodotti, nonché l’abbattimen­to dell’inquinamen­to.

«Finora abbiamo raccontato come si produce vino naturale, birra artigianal­e e come funziona un allevament­o di alpaca - concludono -. Per esempio, fino a qualche settimana fa, non sapevamo nemmeno che il consorzio di Soave fosse riuscito a far riconoscer­e dall’Unione Europea ben 33 diversi territori, denominati Cru o Uga (unità geografich­e aggiunte), ovvero zone che risultano tutte diverse tra loro perché vedono nel suolo, nella viticoltur­a e nella biodiversi­tà peculiarit­à specifiche differenti, né che la definizion­e di vino naturale viene data senza un’etichetta, iter o certificaz­ioni ad hoc, ma in base alla filosofia di lavoro». Quanti immaginano inoltre che a Selva di Progno allevino alpaca? E chi ne conosce il verso, l’attitudine e le particolar­ità? Filippo e Tania si collocano qui, come narratori di un mondo vicino, talmente vicino che a volte sfugge all’attenzione di chi lo popola. «A breve parleremo della produzione dell’olio e della coltivazio­ne delle mele».

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