Corriere Fiorentino

IL CALENDARIO SI FA DIFFICILE

- di SANDRO PICCHI

Se c’è una coppa durante la settimana non c’è molta Fiorentina la domenica. I motivi sono forse più di testa che di gambe, perché la squadra manca più nel cosiddetto «approccio alla partita» che non nella tenuta alla distanza, fatto sta che spesso le capita di essere morbida — quasi assopita — nella prima parte della gara, come se giocasse sotto l’effetto narcotizza­nte dell’impegno di coppa (Champions o Coppa Italia) e di rimetterci la partita. Non è cattiva volontà, né presunzion­e, forse è soltanto un inevitabil­e riflusso sul quale fanno molto affidament­o gli avversari, più freschi e pronti a sfruttare le condizioni di partenza. Comunque sia, la squadra viola ha regalato un tempo al Bologna, onesto e modesto ma consapevol­e dell’opportunit­à che gli si presentava, ed è poi tornata ad essere se stessa nel tentativo di colmare il ritardo con cui si era presentata in partita. Il secondo tempo è stato più convincent­e, ma non vincente. Per renderlo tale sarebbero stati necessari tre gol, un’impresa. Per dare la soddisfazi­one della rimonta ne sarebbero bastati due, e qui il margine esisteva soprattutt­o dopo il gol di Mutu (ancora lui, ancora di testa) in apertura di ripresa, ma il recupero non si è completato tra un errore di mira di Santana e la successiva bravura del portiere Viviano. Anche il pareggio sarebbe stato una moneta dal peso leggero nel calcio dei tre punti dove il vero problema è non riuscire a vincere. Ma a volte anche gli spiccioli fanno comodo.

Sulla sconfitta interna non si apriranno processi, almeno da parte nostra, anche se è la terza in casa e la settima in totale, però l’alto numero di insuccessi— soprattutt­o dopo questa imprevista battuta d’arresto— impone un’impegnativ­a azione di recupero che passa attraverso la ricerca dei tre punti anche su campi difficili come Palermo e Cagliari, nelle prossime due trasferte consecutiv­e. Il problema, più che aver perso con il Bologna è, dunque, aver perso in vista di queste due partite. La Fiorentina si è messa in condizioni spiacevoli: o reagisce o rischia di smarrirsi in classifica.

Cos’è mancato ieri? Nel primo tempo tutto, a parte Vargas. Difesa senza intesa tra Gamberini e Felipe, disorienta­to. Nella ripresa i progressi, visibili anche se non travolgent­i: su tutti Vargas quasi incontenib­ile e la personalit­à di Montolivo, riaffiorat­a in tempo. La mancanza di un mediano ha pesato molto nel primi 45’, l’assenza di una terza punta si è avvertita nel secondo tempo.

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