Corriere Fiorentino

Cesare le prova tutte: anche Natali punta

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Cesare Prandelli aveva avvertito tutti alla vigilia: «Temo il cambio di modulo del Bologna». Forse per questo il tecnico viola aveva preferito affidarsi agli equilibri schierando i più difensivi Comotto e Gobbi a copertura di Marchionni e Vargas. Una scelta poi abdicata nella ripresa quando gli ingressi di De Silvestri prima e di Pasqual poi hanno invece (tardivamen­te) regalato una spinta in più costringen­do il Bologna nella propria metà campo. Partita difficile e complicata tatticamen­te per i viola, costretti ad inseguire contro un Bologna che si è barricato in difesa, pronto a ripartire in contropied­e. Per tentare di scardinare il muro rossoblù Prandelli allora ha deciso di accentrare Marchionni con l’intenzione di rompere l’equilibrio tra le linee avversarie. Mossa azzeccata che ha permesso a Mutu di affiancare Gilardino in posizione di seconda punta aumentando così il potenziale offensivo.

Colomba ha risposto inserendo Mudingayi a copertura della difesa e Zalayeta per uno stanco Gimenez. Poi, nei minuti finali, la mossa della disperazio­ne di Prandelli (modello Mourinho contro il Siena) con Natali (entrato al posto di Gamberini affaticato) a fare la punta nella speranza di aumentare il peso dei viola sui palloni alti. Già, perché gli ultimi 10 minuti la Fiorentina li ha giocati così, «in the box» (o, per dirla alla nostrana, «palla lunga e tutti in area»), con i rilanci di Frey a scavalcare direttamen­te il centrocamp­o. Ma anche questo non ha pagato, anzi le occasioni (ad eccezione di quella nel finale di Montolivo) sono drasticame­nte diminuite. Meglio era andata quando, nella parte centrale della difesa, la Fiorentina era tornata a giocare palla a terra, aumentando la velocità del gioco. Non è un caso visto che il grande assente nella Fiorentina è stato proprio il cambio di ritmo.

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