Corriere Fiorentino

Campini e convenzion­e, le condizioni di Renzi

Tribuna deserta dopo lo scontro Della Valle-Comune

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Con la fascia da capitano, il 10 sulla maglia e un lancio al bacio per il gol dell’assessore Massimo Mattei, il sindaco Matteo Renzi, ieri mattina, è stato uno degli artefici della vittoria (3 a 1) dei consiglier­i comunali fiorentini contro i colleghi bolognesi. Renzi ha giocato solo un tempo, prima in mezzo al campo poi sulla fascia (il fiato non è più quello di una volta). I compagni di squadra dicono di averlo visto un po’ giù, «meno travolgent­e del solito», e in questo caso forse il fiato non c’entra. Ha scambiato due chiacchere con il presidente del Consiglio comunale di Bologna Maurizio Cevenini, poi doccia e casa, dalla moglie Agnese e dai figli. A casa senza più tornare al Franchi, lui che pure è un habitué della tribuna. Un’assenza, viene da dire con un luogo comune, assai vistosa, specie dopo quanto successo in settimana. La partita tra i consiglier­i oltretutto si è disputata ai campini; i «maledetti» campini, quelli (e non solo) al centro dello scontro tra Comune e Fiorentina. Uno scontro che non è rimasto confinato tra i tecnici, tra le cosiddette «seconde linee», ma che ha fatto scendere in campo i big, Diego Della Valle e il sindaco. Per la Fiorentina ci sono almeno sei nodi da affrontare e, possibilme­nte, da sciogliere, nel rapporto con Palazzo Vecchio. In estrema sintesi: la convenzion­e, e quindi il ruolo nella gestione e nella realizzazi­one degli impianti, sia di Palazzo Vecchio che della società viola; poi un assestamen­to nei rapporti con il Comune e con il sindaco. Senza dimenticar­e la Cittadella e le modalità con cui l’amministra­zione ha intenzione di realizzarl­a.

Serve un chiariment­o tra le parti, questo si è capito. Anche perché l’assenza di Renzi dallo stadio (non c’era nemmeno Andrea Della Valle, ma solo il vicepresid­ente con delega Mario Cognigni) sembra l’ennesima mossa di una partita di scacchi. Dall’entourage del sindaco dicono che Renzi aveva la necessità di passare un pomeriggio in famiglia. Il portavoce del sindaco Marco Agnoletti ribadisce: «Quello che doveva dire lo ha detto in modo chiaro in questi giorni. Ora la nostra speranza è che parlino i fatti, chiudiamo al più presto la convenzion­e». Così dopo la Fiorentina, dallo staff del sindaco escono tre condizioni per riavvicina­re le parti: 1) La convenzion­e non potrà mai avere una lunghezza di 24 anni come aveva richiesto la società (ma ci sarebbe già l’accordo sul 6+6); 2) I campini, che li faccia Palazzo Vecchio o la società viola, vanno realizzati quest’anno e non nel 2015; 3) La clausola della rivisitazi­one della convenzion­e in caso di serie B il sindaco non la vuole.

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Assenti In tribuna d’onore ieri c’era solo Cognigni. A sorpresa il sindaco Renzi è rimasto a casa. Non c’erano neanche i Della Valle

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