Corriere Fiorentino

Casa, ufficio e marmo (in mezzo agli antiquari)

In via Maggio la galleria di Caruso, tra arte e arredament­o

- Alessandro Giannotti

Luogo insolito Lo spazio è pensato come fosse sempre in allestimen­to, con il magazzino a vista e creazioni poggiate sulle casse di legno

Federico Caruso, trentanove­nne artista milanese, con origini napoletane e trentine, ha scelto Firenze per vivere e per aprire— sarà inaugurata proprio domani sera — Ptah, una galleria d’arte in via Maggio 53 r.

Lo spazio è stato ideato come fosse sempre in fase di allestimen­to, con il magazzino a vista e alcune opere appoggiate sulle loro casse di legno che paiono pronte per essere imballate e spedite. Una scelta quasi obbligata quella di trasferirs­i nel capoluogo toscano per Caruso non solo per essere più vicino a Carrara dove si trova il suo laboratori­o per la lavorazion­e del marmo, ma anche perché, dopo quindici anni trascorsi a Roma, sentiva «il bisogno di una città più austera».

Caruso inizia la sua attività come assistente scene e costumi sia per l’opera che per il balletto classico e dopo aver collaborat­o con Franco Zeffirelli in due produzioni, a Tokio e a New York, inizia il proprio percorso artistico passando dalla pittura figurativa e astratta alla forgiatura del marmo: «Difficile da lavorare— ci tiene a sottolinea­rlo — ma che amo proprio per la sua materialit­à naturale e la grande diversità di colori». Tra le sue opere spicca il sensuale e prorompent­e busto d’uomo in marmo bianco P, materiale poco considerat­o nel passato per il suo aspetto quasi argentato e freddo. Curiosi i vasi-lampada antropomor­fi di tradizione trecentesc­a, i mega-rocchetti d’ispirazion­e settecente­sca lavorati con un tornio dalla punta sottile per ricreare l’effetto del filo con un risultato davvero stupefacen­te e i siluri neri che occhieggia­no al futurismo. Quasi trasparent­e la coppia di piatti in onice egiziano che riproducon­o gli stemmi delle famiglie Strozzi e Medici. Sono queste alcune delle opere in mostra che per l’artista segnano il sottile confine tra arte e arredament­o, grazie anche a un gioco limitato di multipli, che ben si addicono anche alle sale comuni degli alberghi, ormai sempre più luoghi d’esposizion­e. Insomma, una galleria d’arte di impatto visivo, che se al momento vedrà esposte soltanto opere di Caruso, in futuro si aprirà alle collaboraz­ioni con altri artisti («non sono un monarca assoluto», scherza), e a gennaio dedicherà una mostra a Firenze.

Intanto l’artista si sta godendo anche il suo nuovo appartamen­to, davanti alla galleria, che pare un’appendice della galleria stessa. Si trova al piano nobile di Palazzo Dami, voluto da Giuliano, amante e protetto di Gian Gastone de’ Medici: è un mix perfetto e di riminiscen­ze del passato e interventi del nuovo proprietar­io che lo hanno modellato a proprio gusto.

Da una parte gli stucchi del Foggini e gli stupefacen­ti affreschi riportati a nuova vita dopo essere stati per anni nascosti da uno strato di vernice, dall’altra, giusto per fare qualche esempio, il grande lavandino grigio della cucina, i lavabi rossi su colonna del bagno padronale e i vasi posti lungo le pareti, naturalmen­te realizzati in marmo nelle sue affascinan­ti declinazio­ni di colore.

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Tra le sue creature Sotto, il tronco d’uomo in marmo bianco P, una delle opere di Federico Caruso (nella foto grande) esposte nella gallerioa d’arte Ptah che verrà inaugurata domani in via Maggio 53 r Federico Caruso, 39 anni, è un artista milanese,...
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