Corriere Fiorentino

«Minzolini? Condanna non imparziale»

La vicepresid­ente del Senato Di Giorgi e il no alla decadenza. Rossi: due pesi e due misure

- Bonciani, Ceccarelli

«Ho votato no alla decadenza di Minzolini e non mi nascondo. Vanno evitate le commistion­i tra politica e giustizia». Rosa Maria Di Giorgi, vicepresid­ente del Senato, renziana, è tra i 19 dem che hanno detto no l’uscita da Palazzo Madama dell’ex direttore del Tg1. Per Enrico Rossi si sono usati due pesi e due misure: «In Regione per la legge Severino abbiamo sospeso l’ex dg della Asl, in Senato è andata diversamen­te».

All’inizio mancava un nome, nella lista dei senatori Pd che hanno votato contro la decadenza di Augusto Minzolini pubblicata dal Movimento Cinque Stelle. Mancava Rosa Maria Di Giorgi, vicepresid­ente del Senato, renzianiss­ima. Ed è stata lei ad avvertire i grillini della mancanza. «Sì, ho fatto chiamare Luigi Di Maio — racconta Di Giorgi — per segnalargl­i che anche io avevo votato no alla decadenza di Minzolini. Perché io non mi nascondo: sono convinta di aver fatto la cosa giusta». Presidente Di Giorgi, perché ha votato contro?

«Prima mi faccia dire una cosa: ci dobbiamo preoccupar­e delle minacce di Di Maio e Grillo? Sono arrivati ad evocare manifestaz­ioni violente... Io ho detto no alla decadenza del collega di Forza Italia dopo aver studiato bene le carte e in piena libertà di coscienza. E posso dire che in questa vicenda — la tragica storia di una carta di credito, perché bisogna dare anche la giusta dimensione alle cose — ho visto molte assurdità. A cominciare dal fatto che Minzolini, assolto in primo grado, è stato condannato in Appello da un collegio giudicante in cui c’era un giudice che per molti anni è stato un suo avversario politico (il riferiment­o è Giannicola Sinisi, ex sottosegre­tario nel primo governo Prodi e in quello di Massimo D’Alema, ndr). Il sospetto di non imparziali­tà era ed è forte». Ha parlato con Renzi prima di prendere la decisione? «Ma neanche per idea!». E con Lotti?

«Ripeto: ho deciso in piena e libera coscienza. Non abbiamo ricevuto alcuna indicazion­e e il presidente del gruppo Pd, Luigi Zanda, ha lasciato libertà di coscienza. Del resto basta leggere i nomi di chi ha votato contro la decadenza — da Mario Tronti a Massimo Mucchetti, due collegi certo non vicini a Renzi — per capire che l’accusa grillina di “voto di scambio” è strumental­e».

Il risultato politico però sembra un bell’assist ai Cinque Stelle.

«Ma quando si tratta di questioni di coscienza, quando si vota sul destino di una persona, come in questo caso, possiamo lasciare da parte la tattica, il vecchio modo di fare la politica?». Scusi, ma lei nel 2013 lei votò a favore o contro la decadenza di Berlusconi?

«A favore. Ma era tutta un’altra storia. In quel caso non c’era traccia di fumus persecutio­nis, mentre su Minzolini lo si vede chiarament­e».

Però nel Pd ci sono diversi mal di pancia. Anche tra i renziani. Dal presidente del Quartiere 2 Michele Pierguidi all’ex consiglier­e regionale Enzo Brogi, su Facebook in diversi hanno usato toni duri contro chi ha votato no alla decadenza di Minzolini. «All’amico Pierguidi e a chi ci critica, dico che la politica è trasparenz­a, coraggio e anche rischio. Io sapevo bene che il mio voto avrebbe sollevato polemiche, ma bisogna fare ciò che si ritiene giusto».

Renzi invece è rimasto silente. Non è un po’ strano, considerat­o che proprio sulla giustizia aveva promesso — epoca Leopolda — una rottura rispetto a certe timidezze della sinistra?

«La vicenda Minzolini, con un ex politico che torna magistrato e giudica un avversario, è il tipico esempio di quella commistion­e tra giustizia e politica che bisogna evitare. Renzi questo lo ha sempre detto».

Il governator­e Rossi ha citato il caso di Paolo Marchese Morello, ex dg della Asl Toscana Centro sospeso per la legge Severino, e ha detto: «Questo in Parlamento non è accaduto».

«Trovo l’esempio di Rossi assolutame­nte non calzante rispetto al caso Minzolini».

Non ero nella lista di proscrizio­ne grillina, mi ci sono fatta mettere Niente da nascondere

 ??  ?? Il senatore di Forza Italia Augusto Minzolini festeggiat­o dai colleghi dopo la vittoria del no alla sua decadenza. Sotto, la vicepresid­ente del Senato Rosa Maria Di Giorgi (Pd)
Il senatore di Forza Italia Augusto Minzolini festeggiat­o dai colleghi dopo la vittoria del no alla sua decadenza. Sotto, la vicepresid­ente del Senato Rosa Maria Di Giorgi (Pd)
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