Corriere Fiorentino

Il Tar anti-slot ferma il Comune

Sì ai tabaccai. I giudici: sono stati tutelati solo i ludopatici. Tante proteste. Il sindaco: ricorrerem­o

- Marzio Fatucchi (ha collaborat­o Giorgio Bernardini)

L’ordinanza anti sale slot del sindaco Dario Nardella perde la lotteria del Tar. I giudici amministra­tivi hanno accolto il ricorso della Federazion­e italiana tabaccai contro la decisione del Comune di Firenze di dare un taglio alla loro attività. L’ordinanza, emanata lo scorso settembre, dava lo stop alle slot dalle 16 alle 22 e dalle 16 alle 20 per le video lottery.

L’obiettivo era mettere un freno alle ludopatie, alla malattia del gioco: i «malati» di scommesse sono seguiti ormai come tossicodip­endenti. Un fenomeno pericoloso e in espansione: perché la scure del Tar? I giudici amministra­tivi non contestano la possibilit­à di intervenir­e, da parte del Comune, ma le motivazion­i. «Insufficie­nze istruttori­e e contraddit­orietà», si legge nella sentenza. Perché «è irrilevant­e — il riferiment­o agli studi americani in materia di dipendenza dal gioco» usate come motivazion­i: bisognava parlare di Firenze, non di New York. E se è vero che il fenomeno è in aumento, il Comune ha usato i dati di tutta la Asl, non del Comune. Quindi «sostanzial­e erroneità». Si doveva motivare bene i divieti, perché si andava a toccare un altro principio da garantire, la libera concorrenz­a: per i giudici c’è una «completa assenza di una qualche consideraz­ione degli interessi dei gestori, alla luce del principio di proporzion­alità». Insomma, si è tutelato solo i ludopatici.

Il Comune annuncia ricorso al Consiglio di Stato, ma intanto le norme bocciate potrebbero ritornare grazie ad un regolament­o: non quindi un intervento «contingibi­le e urgente», come l’ordinanza, ma un atto votato dal Consiglio comunale. «Valuteremo come procedere, ma di certo continuere­mo questa battaglia — annuncia l’assessore alle attività produttive Cecilia Del Re — Nelle prossime settimane porteremo in Consiglio comunale, insieme all’assessore al welfare Sara Funaro, il nuovo regolament­o contro il gioco d’azzardo al quale abbiamo lavorato insieme ad Anci Toscana e agli altri Comuni toscani. La ludopatia è una piaga che dobbiamo sconfigger­e».

Il commento del sindaco Nardella è molto più duro: parla di «delusione» perché «non è la prima volta che il Tar blocca un atto della nostra amministra­zione volto ad affrontare problemi sociali ed economici molto seri». Uno sfogo dopo che su molte vicende (orari della vendita di alcol e dehors, solo per fare due esempi) le scelte del Comune sono state ribaltate dal Tar. «Purtroppo — prosegue — anche questa volta a rimetterci sono i cittadini», e «le famiglie distrutte dalla ludopatia che spesso ha portato ad azioni estreme. Pur esponendom­i in prima persona con mie ordinanze in una battaglia per la mia comunità e la salute dei miei cittadini, vedo vanificare tutto con una semplice pronuncia». Ma anche grazie al regolament­o predispost­o dall’Anci «la nostra battaglia va avanti». Cooperativ­e, centri di aiuto ed ascolto, associazio­ni di genitori si schierano con Palazzo Vecchio: «Siamo preoccupat­i». E da Prato, il presidente dell’Anci e sindaco di Prato Matteo Biffoni sostiene Firenze: «È inutile che si aspetti che il dramma esploda: dobbiamo provare a mettere i giusti paletti». Critico invece Francesco Torselli di Fdi: «L’ordinanza è aria fritta». «La battaglia deve continuare — aggiunge Tommaso Grassi di Sinistra italiana — Non si perda altro tempo e si scriva una nuova ordinanza, questa volta senza commettere errori»

Nardella Sono deluso non è la prima volta che si ferma un atto che affronta problemi seri Le associazio­ni I centri di aiuti e i genitori: preoccupat­i Siamo dalla parte di Palazzo Vecchio

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