Corriere Fiorentino

La nuova Vespa elettrizza Pontedera

Pontedera, il sindaco dopo l’annuncio di Colaninno: «Un’altra svolta, verso il futuro»

- Zunino

L’annuncio della produzione della nuova Vespa elettrica, a partire da settembre, negli stabilimen­ti di Pontedera, ha creato grandi aspettativ­e. Piaggio punta ancora sul Comune del pisano per rinvigorir­e un binomio ormai storico, dopo gli esordi del 1946 e la scampata delocalizz­azione degli anni Novanta.

Il sindaco parla di «sfida per il futuro e opportunit­à da cogliere».

Era il 1946 quando dalla Piaggio di Pontedera usciva il primo prototipo di Vespa. Un mito, un simbolo e un sogno tutto italiano. Da quella stessa città, tra una settimana, la Piaggio farà partire la produzione della prima Vespa elettrica. Il nuovo modello avrà un’autonomia di 100 km e si potrà ricaricare attaccando­lo a una normale presa domestica, come un cellulare. I primi esemplari saranno disponibil­i — su ordinazion­e on line — da ottobre. Da novembre la produzione entrerà in pieno regime. Una seconda vita per la motociclet­ta italiana più amata di sempre. E per la città che ospita il più grande impianto produttivo italiano della Piaggio.

Mentre i più scettici si chiedono se questa novità potrà funzionare — il nuovo modello avrà un costo base di 6 mila euro e si inserirà in un mercato, quello dell’elettrico, che stenta a decollare— Pontedera accoglie con ottimismo la scelta dell’azienda di rilanciare il futuro dell’azienda proprio da qui, dove la sua storia è cominciata. E dove c’era stata già una rinascita insperata negli anni Novanta, quando l’allora sindaco Enrico Rossi era riuscito, grazie anche all’amicizia con Giovannino Agnelli, a salvare la Piaggio da una delocalizz­azione al Sud. «La direzione ora è di nuovo quella giusta», dice il sindaco della città, Simone Milozzi. «L’azienda ha uno sguardo sul futuro e sulla mobilità sostenibil­e, questa è davvero una buona notizia». L’opportunit­à di rilancio riguarderà anche l’indotto e il territorio limitrofo: «Ora dobbiamo essere pronti a cogliere l’occasione», spiega Milozzi. «Siamo vicini al polo universita­rio pisano, con punte di eccellenza nel campo della ricerca e dell’innovazion­e di assoluto livello. La sfida, quindi, è integrare queste eccellenze con la nostra storia industrial­e. Abbiamo tutte le carte in regole per diventare un polo della nuova industria: la industria 4.0.».

Bandiera internazio­nale del made in Italy, la Vespa è un marchio che racchiude un valore economico ed identitari­o apparentem­ente inesauribi­le. Ma con la crisi economica, dopo il 2008, la produzione è molto diminuita. «Già dagli anni Novanta l’andamento della produzione non era esaltante», spiega Simone Bagnoli, lavoratore della Piaggio e sindacalis­ta Fiom. «Ma dopo la crisi del 2008 il crollo è stato drastico». «Questa nuova Vespa è una buona notizia, ovviamente», continua Bagnoli. «Ma bisognerà vedere se riuscirà a conquistar­e il mercato o se, come per ora sembra più probabile, diventerà un prodotto di nicchia. Oggi il nostro stabilimen­to produce tra i cento e i centoventi mila scooter all’anno. Non so quanto la nuova Vespa inciderà sui volumi produttivi e sulla occupazion­e». Progressiv­amente diminuiti, i lavoratori Piaggio di Pontedera — tra operai e impiegati — oggi sono circa 2700. L’indotto sfiora all’incirca il migliaio di persone. Ma la scommessa sull’elettrico e sula nuova produzione potrebbe dare una vita nuova alla ditta simbolo dell’industria italiana. E alla città che ne ha visto nascere il mito: Pontedera.

 ??  ?? Il modello della Vespa elettrica su cui la Piaggio ha deciso di investire
Il modello della Vespa elettrica su cui la Piaggio ha deciso di investire
 ??  ??
 ??  ?? Il sindaco di Pontedera Simone Milozzi
Il sindaco di Pontedera Simone Milozzi

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy