Corriere Fiorentino

Martini: «L’emergenza? I migranti fantasma»

- Storni

«Il problema non sono gli sbarchi dei migranti, diminuiti in questi anni, ma quelli già presenti sul territorio che hanno ottenuto il diniego all’asilo politico e che sono irregolari, invisibili: non hanno possibilit­à di integrazio­ne». L’intervista al direttore di Caritas Firenze Alessandro Martini.

«Il vero problema non sono gli sbarchi dei migranti, per altro diminuiti drasticame­nte in questi anni, ma quelli già presenti sul territorio italiano che hanno ottenuto il diniego all’asilo politico e che adesso sono irregolari, invisibili, non hanno possibilit­à di accoglienz­a, di lavoro, di integrazio­ne».

Sul caldissimo fronte migranti, il direttore della Caritas fiorentina Alessandro Martini, forte di una lunga esperienza di accoglienz­a sul territorio, invita a guardare la luna e non il dito.

E allora perché la grande emergenza sembra essere quella degli sbarchi?

«Credo faccia comodo alla politica ignorare la più insidiosa questione dei tantissimi profughi che sono diventati irregolari in seguito al diniego dell’asilo politico e sono stati costretti ad uscire dai centri, un fenomeno altissimo anche nelle nostre strutture d’accoglienz­a nell’area fiorentina. Vorrei invitare il ministro Matteo Salvini, in modo costruttiv­o, a prendere maggiormen­te in consideraz­ione questo fenomeno, è la priorità assoluta, è inutile rincorrere altri problemi in maniera spot senza affrontare la questione principale».

Quanti sono i migranti che hanno lasciato i vostri centri?

«Sono centinaia e centinaia, oltre il 70% dei richiedent­i asilo ha avuto una risposta negativa».

E adesso dove sono?

«Non lo so. Molti in altri Paesi europei, altri forse sono rimasti irregolarm­ente in Italia, magari lavorando in nero o arrangiand­osi come possono. È grave per la dignità di queste persone, che sono come fantasmi senza alcun diritto, ma costituisc­e anche un problema sociale e di sicurezza».

Qual è la soluzione?

«Il rimpatrio laddove è possibile, ma sono pochi casi visto che l’Italia ha accordi bilaterali soltanto con una manciata di Paesi di provenienz­a. La vera soluzione è trovare una modalità di regolarizz­azione, realizzare un sistema affinché possano rimanere in

La maggior parte dei richiedent­i asilo che abbiamo ospitato dopo il no alla regolarizz­azione sono in giro Di loro non sappiamo nulla

 Gli sbarchi sono diminuiti moltissimo Alla politica fa comodo non parlare dei veri problemi

E c’è scarsa conoscenza della realtà

Italia alla luce del sole, recuperare questi soggetti che potrebbero diventare una risorsa per il nostro Paese». Però gli sbarchi continuera­nno. «Nessuno lo nega. Ma gli arrivi sono drasticame­nte diminuiti ed è importante non trattare il fenomeno come un’emergenza, affrontarl­o in modo struttural­e attraverso canali di ingressi regolari».

Il Papa ha detto che accogliere è importante, ma se non c’è integrazio­ne è meglio non ricevere.

«Sono pienamente d’accordo. Non c’è accoglienz­a senza integrazio­ne e nei nostri centri si lavora per costruire un futuro profession­ale per gli ospiti».

C’è chi dice che le risorse che destinate agli immigrati sono tolte agli italiani.

«È falso, assistiamo migliaia e migliaia di persone italiane. Ma il punto non è questo. Sono stanco di questa logica della contrappos­izione, dobbiamo superare questa cultura negativa che, sia nel linguaggio che nei comportame­nti, non porta da nessuna parte e rischia di sfociare in qualcosa di pericoloso. La logica della contrappos­izione è anche figlia della non conoscenza della realtà».

Cosa pensa del caso Vicofaro?

«Solidariet­à a don Biancalani, che ha fatto un’attività di accoglienz­a aprendo le sue porte agli ultimi. Se poi sono state trovare irregolari­tà è giusto rendere idonea la struttura. E ben vengano i controlli».

Il governator­e Rossi ha detto che manderà ispettori delle Asl in tutti i centri di accoglienz­a.

«Non facciamone una sfida. La contrappos­izione non aiuta mai. Anche se in situazioni emergenzia­li sono state aperte, in alcuni casi, strutture al limite delle possibilit­à, adesso che non siamo in una situazione di emergenza, ritengo che ospitare le persone in strutture non solo accoglient­i ma anche sicure sia una priorità».

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