Corriere Fiorentino

Premio Montanelli, Domenici e Della Sala esplorator­i di notizie

A Fucecchio premiati Domenici e Della Sala. De Bortoli: il redattore separa il grano dalla pula

- di Simone Innocenti

«Io al Corriere sono entrato per caso, risposi a una inserzione della Domenica del Corriere come grafico. Mi assunse in pratica Dino Buzzati, che fu per me come un padre e che voleva il mio parere su tutto quando mi sarei genuflesso al suo cospetto», dice Viviano Domenici, creatore e per anni caporedatt­ore delle pagine «Scienza» del Corriere della Sera che ieri al Teatro Pacini di Fucecchio ha ricevuto il riconoscim­ento alla carriera del prestigios­o Premio di scrittura Indro Montanelli. «Per dieci anni mi dette del lei, poi una sera a una cena a casa di amici era al pianoforte e mi disse: “Non sarà il caso di darsi del tu?”. Io però gli ho sempre dato del lei». Questo il tipo.

Del resto Domenici — come uomo e come giornalist­a — lo aveva spiegato poco prima Paolo Ermini, direttore del Corriere Fiorentino, che lo aveva «dipinto» così: «Un uomo che ha messo il rigore nel giornalism­o e la sua passione al servizio del lettore. È un divulgator­e che si emoziona e sa emozionare quando racconta. Ha in più questa capacità di divertire, nel senso non deteriore del termine: a Milano lui parlava, io sedevo sulla mia scrivania e mi faceva girare il mondo. Io credo che Viviano andrebbe mandato nelle scuole perché i suoi racconti sono straordina­ri». Sala gremita e tanti applausi per un pomeriggio che la Fondazione Montanelli Bassi ha organizzat­o con la consueta sapienza organizzat­iva. Pubblico delle grandi occasioni ma anche tanti fucecchies­i, gente come Montanelli. Che ha applaudito anche l’altra premiata: si tratta di Virginia Della Sala, giornalist­a di 30 anni, che lavora a Il Fatto Quotidiano dove si occupa di ambiente, risorse digitali e di tecnologia. Il suo direttore Marco Travaglio, che è sempre stato legatissim­o a Montanelli, ha giocato sull’ironia per dire che «materie apparentem­ente molto noiose lei riesce a renderle vive e appassiona­nti». Della Sala ha ricevuto il «Premio Giovani» per un suo lavoro sulle bufale: Francesco Sabatini, presidente onorario della Crusca, ha detto che ha molto «imparato dal lavoro di questa giovane giornalist­a». Leggendo le motivazion­i, ha spiegato appunto che lei «ha esplorato la rivoluzion­e del mondo digitale con precisa conoscenza e spirito critico attraverso una scrittura mai superflua». Su un maxi schermo c’erano le immagini di Montanelli che venti anni fa venne a Fucecchio per festeggiar­e i suoi novanta anni. «Eravamo tutti più giovani, anche io che sono in quella foto», ha detto l’editoriali­sta del Corriere della Sera Ferruccio de Bortoli, tra i membri della Fondazione presieduta da Alberto Malvolti, che ha fatto da padrone di casa riuscendo a conciliare il tono della mondanità con il rigore dovuto a Montanelli. «Forse il più grande giornalist­a italiano del ventesimo secolo», ha spiegato il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani.

Con de Bortoli c’è stato un divertente siparietto. L’ex direttore del Corriere — ha raccontato Viviano Domenici — lo voleva mandare in un’isola quasi al Polo Nord perché si pensava esistesse una tribù mai scoperta. «Non sono mai partito», ha detto Domenici. De Bortoli ha concluso: «Il redattore è quello che separa il grano dalla pula. Domenici ha fatto anche questo come lavoro. Ed è un lavoro vitale».

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 ??  ?? Da sinistra: Ferruccio de Bortoli, Viviano Domenici, Virginia Della Sala, Marco Travaglio e sullo schermo Montanelli con Ferrara
Da sinistra: Ferruccio de Bortoli, Viviano Domenici, Virginia Della Sala, Marco Travaglio e sullo schermo Montanelli con Ferrara
 ??  ?? Alberto Malvolti, Francesco Sabatini e Viviano Domenici
Alberto Malvolti, Francesco Sabatini e Viviano Domenici
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Paolo Ermini durante la cerimonia
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Francesco Sabatini e Virginia Della Sala

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