Corriere Fiorentino

Alla Leopolda il caso Regionali

Il Pd: Italia Viva faccia la lista per la coalizione. Ma Boschi: loro il partito delle tasse

- Ceccarelli, Fatucchi

Alla Leopolda Renzi presenta il simbolo di Italia Viva e il Pd toscano apre al nuovo partito renziano: «Sì ad una loro lista alle Regionali». Ma Boschi: il Pd è il partito delle tasse. Renzi a Nardella: vieni con noi? «No, resto nel Pd».

In piazza San Giovanni in Laterano, alla manifestaz­ione nazionale del centrodest­ra, in mezzo a bandiere con Alberto da Giussano e fiamme tricolori, spunta un timido nastro rosso: non sono contestato­ri, è uno dei tanti gruppi del Carroccio arrivati da Firenze, «ma se uso la sciarpa della Lega si confonde con gli altri e il gruppo mi perde», spiega Federica che solleva il selfie stick per farsi vedere dalla truppa.

Dalla Toscana sono partiti 48 autobus targati Lega, altri 10 di Fratelli d’Italia, tremila persone per benedire la ritrovata unità della coalizione. In piazza, il responsabi­le organizzat­ivo del Carroccio toscano, Andrea Barabotti ammette: «Sì ora la depression­e post Papeete è finalmente finita». Dal palco, Matteo Salvini, quando parla delle prossime elezioni regionali, tra cui quelle in Toscana, grida: «Le vinciamo tutte e nove e li mandiamo a casa». Ma tra i leghisti di casa nostra c’è più prudenza: «È vero, a maggio abbiamo perso le amministra­tive a Firenze, Livorno e Prato, ma in un anno in Toscana siamo passati dal 17 al 31 per cento. E quello delle regionali è un voto politico. Non so come andrà, è possibile che vinca il Pd, ma la Toscana è diventata finalmente contendibi­le», spiega il consiglier­e regionale Jacopo Alberti, che ha organizzat­o il suo pullman, Firenze 3, con 45 militanti a bordo. Qualcuno dei passeggeri obietta: «In Toscana e in Emilia non c’è verso...». Alberti però sogna il Granducato, non a caso il cagnolino maltese che porta con sé fino a Roma si chiama Pietro Leopoldo. Ma deve fare i conti con la realtà: i rumors, nella spartizion­e dei candidati governator­i, davano la Toscana a Fratelli d’Italia, ma negli ultimi giorni Salvini avrebbe preteso di scegliere un suo fidatissim­o.

Così torna in auge la neomamma Susanna Ceccardi, l’ex sindaca di Cascina diventata europarlam­entare. «Bisognereb­be tornare allo schema del centrodest­ra degli anni scorsi, scegliere il candidato migliore a prescinder­e dal partito e dalla corrente», dice Alberti un po’ preoccupat­o. Sul pullman, tra tanti leghisti di lunga data, c’è qualche ex berlusconi­ano, molti ex An («Giuseppe Conte è un voltagabba­na come Fini»), persino una ex Pci che non ha detto ai figli Cinque Stelle che sarebbe venuta a Roma col marito a festeggiar­e in piazza il 49esimo anniversar­io di matrimonio: «Si arrabbiere­bbero, sulla politica non ci troviamo d’accordo». Sul Firenze 3, invece, il clima è compatto per il capitano, lo staff della Lega vende a tutti sciarpe, spille, accendini e penne griffate Matteo: «Di lui mi fido», c’è scritto.

Qualche problema per chi è salito sul treno charter della Lega partito da Pisa: un principio d’incendio al locomotore ha lasciato a piedi i passeggeri, rimandati sulla corsa successiva. In piazza San Giovanni, al consiglier­e comunale fiorentino di Forza Italia Jacopo Cellai brillano gli occhi: «Dopo le comunali proposi un coordiname­nto unico del centrodest­ra. Mi diedero di visionario. Ora tutta Italia ci viene dietro». Ma l’unità si fa anche per reazione al Pd. I fischi sono tutti per Renzi, per la Boschi e per la Leopolda (anzi, «la Leopoldina», dice Salvini, che la paragona ai duecentomi­la di Roma). Ma l’applauso più forte al capitano è per il suo attacco più duro all’altro Matteo: «Se al confronto da Vespa fossi sceso al suo livello, avrei cominciato salutando mamma e mio papà, che sono a casa, incensurat­i». La guerra delle Regionali è partita. E in Toscana, assicura Barabotti, compagno della Ceccardi, «ora che siamo all’opposizion­e un candidato polarizzan­te può essere la scelta giusta». Quasi un endorsemen­t in famiglia.

❞ Alberti In un anno qui siamo passati dal 17 al 31 per cento: quello sul dopo Rossi è un voto politico La Toscana è diventata contendibi­le

❞ Barabotti Ora che siamo all’opposizion­e un candidato polarizzan­te può essere la scelta giusta per affrontare al meglio il voto

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Il pullman Firenze 3 con i leghisti toscani che hanno partecipat­o alla manifestaz­ione di Roma. Sopra con le bandiere in piazza
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