Corriere Fiorentino

A caccia di conferme

Domani sera la trasferta a Brescia, con oltre 1.000 tifosi al seguito Montella: «Il nuovo ciclo di partite ci dirà chi siamo veramente» E su Chiesa: «È contento di essere rimasto, ora deve migliorars­i»

- Stefano Rossi

La prima sosta del campionato aveva lasciato qualche speranza e molti interrogat­ivi. Ma ora è tutto cambiato. Montella è saldo al comando della Fiorentina, che finalmente ha trovato la propria identità. E domani sera a Brescia (con più di 1.000 tifosi al seguito) ci sarà l’occasione per consolidar­e il buon momento che la squadra sta vivendo dopo tre vittorie consecutiv­e. Piuttosto l’incognita è rappresent­ata dalla pausa, imposta dalle nazionali. Ma l’allenatore non cerca alibi. «Il giudizio sulla sosta — sorride — dipende dal risultato del giorno dopo. Avevamo un buon trend a livello di intensità ma si sapeva che ci saremmo fermati. Col Brescia sarà una partita intensa, potrà giovare aver riposato».

La partita si inserisce in un ciclo di quattro sfide prima di una nuova pausa. Lazio, Sassuolo, Parma e Cagliari saranno sul cammino viola e Montella non si fida troppo: «Da sosta a sosta siamo diventati squadra. Il nuovo ciclo ci dirà cosa faremo da grandi ma non sono d’accordo nel dire che è più facile questo ciclo». Per la prima volta con il gruppo ci sarà anche Pedro, reduce da due gol con la nazionale brasiliana olimpica. Il centravant­i si accomoderà in panchina, l’attacco sarà guidato ancora da Chiesa e Ribery. «Stiamo gestendo Pedro per farlo crescere e avvicinarl­o all’intensità del calcio italiano, sta lavorando ancora in modo differenzi­ato per accelerare» specifica l’allenatore viola.

Sui due titolari le consuete parole di elogio, specie su Federico che ha lasciato la nazionale dopo un’infortunio. «Sta bene, lo sto valutando. Forse non è al 100 per cento ma alla vigilia della partita ci sarà più chiarezza», spiega Montella che torna anche sul futuro del giovane talento cresciuto a Firenze: «Siamo felici che sia qui e anche lui lo è. Lui stesso vede che per fare uno step deve giocare e migliorare. Adesso non se lo chiede nemmeno lui cosa succederà nei prossimi mesi. Fossi suo fratello gli direi di impegnarsi sempre per migliorare».

Sul francese e sul nuovo ruolo di attaccante aggiunge che «va per i trentasett­e anni, fargli fare tutta la fascia è più dispendios­o. In questa posizione si sta divertendo e aiuta la squadra». La Fiorentina svolgerà oggi la rifinitura, Montella qualche dubbio se lo sta portando avanti. Qualcuno tra chi ha giocato di meno scalpita e a Brescia potrebbe avere un’opportunit­à per giocare. L’avversario è una neopromoss­a, un collettivo che non rinuncia a giocare e che prova ad imporre le proprie idee. «Sono rimasti in partita contro la Juventus, giocano in verticale e sono forti nei duelli. Balotelli è un giocatore decisivo, spero gli venga la febbre», scherza Montella che elogia Sandro Tonali, gioiello tenuto d’occhio dai dirigenti viola, anche se il suo prezzo e la concorrenz­a stanno aumentando. «Da fuori si intravedev­a che fosse sopra la media. All’inizio ha faticato in Serie A ma ora ha trovato il passo: è un potenziale campione. Se lo diventerà o no spetterà a lui, fra queste due condizioni c’è tanto spazio». La Fiorentina è pronta per questo ciclo di sfide, riparte sostenuta da una società che viaggia spedita e pianifica. «Venuti ha meritato il rinnovo, insieme a Castrovill­i saranno lo zoccolo duro del futuro. E vedo anche che si sta facendo di tutto per avere un nuovo stadio...».

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Vincenzo Montella con Federico Chiesa

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